Elucubrazioni, recensioni, curiosità varie sui miei film, registi, romanzi e scrittori preferiti.

martedì 28 dicembre 2021

FLIGHTPLAN - Mistero in volo -Mini Recensione-

 Kyle Pratt, un'ingegnere aeronautico, sta tornando negli USA da Berlino con la figlioletta a bordo di un nuovissimo aereo passeggieri, dopo che il marito si è suicidato gettandosi dal tetto della palazzina in cui vivevano. Ma una volta in volo la figlia scompare...
Il plot del film (una storia alla Hitchcock) poteva essere interessante e sembrava promettere bene, poi però tutto inizia a scricchiolare, fino a diventare assolutamente inverosimile.
Colpa anche della regia del tedesco Robert Schwentke, che all'inizio è bravo a instillare il dubbio allo spettatore sulla sanità mentale della protagonista, mai poi comincia ad arrancare, preferendo l'azione rispetto alla suspense (forse anche involontariamente).
Il cast è buono e Jodie Foster (la migliore) fa di tutto per tenere a galla il film, ma se hai Peter Sarsgaard in un "quel" particolare ruolo, allora anche i plot twist vanno a farsi benedire, perché lo spettatore sa già cosa aspettarsi da lui.
Musica di James Horner stranamente sotto tono.
Credo anche che abbiano rigirato alcune parti del terzo atto, dato che un paio di attori hanno i capelli palesemente più lunghi rispetto ad altre scene. 
Ennesimo thriller dal quale era lecito aspettarsi di più.

VOTO: 5






domenica 26 dicembre 2021

LA CONQUISTA DEL WEST (1962) -Recensione-

L'epopea della conquista del selvaggio West narrata seguendo le gesta e le avventure di tre generazioni di una tipica famiglia di coloni americani...
Diviso in episodi, con un cast stellare e diretto a "sei mani" da John Ford, Henry Hathaway e George Marshall, La Conquista del West (How the West Was Won, in originale) può essere considerato il film western più epico di sempre. Girato in Cinerama (un complicato sistema che necessitava l'uso di tre macchine da presa in contemporanea), sono riuscito a recuperare la versione Blu-Ray che simula lo schermo ricurvo del formato originale e per la quale è stato eseguito un eccezionale lavoro di restauro. Sono stati anche resi quasi impercettibili i punti di sovrapposizione dei tre diversi spezzoni di pellicola che formavano l'immagine completa. Un spettacolo in HD da togliere quasi il fiato.
Tornando al film, al giorno d'oggi fanno sorridere certe scelte dei casting degli anni '60, dove un James Stewart già 54enne si ritrova a interpretare un personaggio che dovrebbe avere almeno venti anni di meno, soprattutto se comparato a Carrol Baker, la ragazza di cui si innamora, che era di ventitré anni più giovane. E la stessa Baker, nell'episodio successivo, si ritrova a essere la madre di George Peppard, attore che nella vita reale aveva tre anni in più di lei. Il trucco di scena non è un granché (ma a quei tempi era lo standard), risultando così poco credibile in quel ruolo. Stessa cosa si può dire per l'invecchiamento "posticcio" di Debbie Reynolds (che interpreta la sorella) verso la fine del film.
Detto questo, la pellicola è davvero spettacolare, merito anche del suddetto formato Cinerama, che però causò molti problemi ai registi che si alternarono dietro la macchina da presa. Se Henry Hathaway ci mise poco ad adattarsi (nei controcampi gli sguardi degli attori sembravano non incrociarsi nonostante si trovassero uno di fronte all'altro), John Ford ebbe non poche difficoltà; il famoso regista, infatti, aveva l'abitudine di dirigere le scene posizionandosi di fianco all'obiettivo della macchina da presa, ma girando in Cinerama finiva involontariamente per entrare in campo. 
L'uso del suddetto formato rendeva pressoché impossibile girare i primi piani degli attori, ma in un film corale come questo non ci si fa quasi caso.
Ottime le scene d'azione, girate con mano sicura da degli specialisti del genere western.
La colonna sonora, manco a dirlo, è tipica dei film di quegli anni: composizioni epiche e pompose che risaltano ancora di più la spettacolarità delle riprese aeree e dei campi lunghissimi.
Nient'altro da aggiungere: capolavoro.

VOTO: 8



 

domenica 19 dicembre 2021

L'INFERNO DI CRISTALLO -Mini Recensione-

San Francisco, 1974. Durante il party per l'inaugurazione del grattacielo più alto del mondo si scatena un incendio che intrappolerà ai piani alti gli ospiti della festa...
Qual è il film "catastrofico" per eccellenza (almeno prima che Roland Emmerich riportasse in auge il genere a fine anni '90)?
Ecco, appunto...
Prodotto e co-diretto da Irwin Allen, che si può considerare il creatore di questo tipo di pellicola, fu anche il suo ultimo grande successo al botteghino.
Rivisto dopo più di 20 anni, in lingua originale e in HD, l'ho trovato ancora abbastanza buono.
Certo, ora appare molto datato, anche a causa degli effetti speciali artigianali (già da bambino alcune scene non mi convincevano), ma il cast di vecchie star è sempre un bel vedere.
Se Steve McQueen e Paul Newman appaiono un po' svogliati e non troppo convinti su quello che stanno facendo, ci pensa William Holden a mettere le cose a posto. Secondo il mio modesto parere, nonostante apparisse già invecchiato (maluccio), riesce spesso a oscurare i primi due.
Un allora giovane Richard Chamberlain interpreta in modo perfetto il personaggio più detestabile del film, quello a cui affibbiare la colpa per il disastro e che, giustamente, trova la fine che merita.
Ottimo l'ormai anziano Fred Astaire, che conquista la sua unica nomination all'Oscar (da bambino il suo personaggio e la sua story line mi colpirono molto). 
Non mancano le solite assurdità ed esagerazioni hollywoodiane e il ritmo del film è lento se rapportato ai giorni nostri. Le regia di John Guillermin è nella norma per un film girato negli anni '70 e ben si "amalgama" alle scene d'azione realizzate da Allen.
La colonna sonora di John Williams è meno pomposa del solito e a tratti pare citare Elmer Bernstein.
Un vero classico per gli appassionati del genere (e non), omaggiato anche dal primo Die Hard (oltre al titolo italiano, ovvero Trappola Di Cristallo ).

VOTO: 7 (per la nostalgia)









sabato 18 dicembre 2021

ISPETTORE CALLAGHAN: il caso Scorpio è tuo! -Mini Recensione-

Primo capitolo con Eastwood nei panni di "Dirty Harry" (che è anche il titolo originale), l'ispettore di San Francisco che prima spara, poi fa le domante, qui alle prese con uno psicopatico che minaccia l'intera città...
Diciamo la verità, le trame dei film incentrati su Harry Callaghan (Callahan in originale) non sono certo sopraffine e questo capitolo non fa eccezione, ma Don Siegel dirige con mano asciutta e sicura una pellicola violenta, girata per un pubblico adulto, condito con un pizzico di blak humor. Eastwood è perfettamente a suo agio nei panni del risoluto (e forse tendenzialmente fascista) ispettore (uno dei personaggi che ha interpretato più volentieri).
Lo psicopatico al quale dà la caccia è rappresentato nella peggior maniera possibile: sadico e perverso, che non si fa scrupoli a sequestrare una scolaresca di bambini, così che anche il pubblico più tollerante e liberale non possa fare a meno di tifare per Callaghan.
La pellicola in ogni caso funziona bene, anche grazie a un montaggio fluido e non troppo grezzo (come invece era consuetudine all'epoca) e un'ottima fotografia che rende bene in HD.
L'unica pecca, almeno per i mei gusti, è la colonna sonora di Lalo Schifrin: cento e passa minuti di musica Funky mi hanno sfiancato, senza contare il fatto che fa percepire tutti quanti i cinquant'anni del film, oltre che ricordare certe atmosfere da porno soft.
Eastwood, comunque, è sempre una garanzia.

VOTO: 7-






lunedì 13 dicembre 2021

QUEL POMERIGGIO DI UN GIORNO DA CANI -Mini Recensione-

Brooklyn, 1972.
Tre tipi entrano in una piccola banca con l'intenzione di rapinarla ma il  goffo piano da John Wojtowicz, i leader dei rapinatori, inizia subito ad andare a rotoli...

Film tratto da una storia vera, non eccessivamente romanzata, che per motivi inspiegabili non ero ancora riuscito a vedere.
L'interpretazione di un giovane Al Pacino è fenomenale, nemmeno troppo sopra le righe, eppure incredibilmente efficace (consiglio la versione originale, se masticate abbastanza bene l'inglese e avete un buon orecchio per l'accento di Brooklyn).
Ottimi anche tutti i comprimari, con un inquietante e taciturno John Cazale, nel quale fa un'apparizione anche un giovanissimo Lance Henriksen.
Sidney Lumet era un maestro nel girare film ambientati quasi completamente in un unico spazio chiuso e sapeva dirigere benissimo gli attori. Lo stile qui è a tratti quasi documentaristico, con una fotografia molto realistica, tipica degli anni '70. 
Mi ha sorpreso, invece, il modo in cui è stata rappresentata l'omosessualità del protagonista: se all'inizio si rimane piuttosto sorpresi nello scoprirlo (grazie a un magistrale trucco di montaggio), il fatto che sia gay o meno non cambia il giudizio che lo spettatore si fa del personaggio. Una cosa incredibile se pensiamo ai tempi in cui il film è stato girato.
Che dire di più?
Un altro capolavoro della storia del cinema che finalmente ho recuperato.


VOTO: 8





venerdì 3 dicembre 2021

BATMAN FOREVER -Mini Recensione-

Terzo capitolo della "vecchia" saga dedicata al giustiziere mascherato di Gotham City, che questa volta deve affrontare due nemici d'eccezione, ovvero Due Facce e l'Enigmista...
Joel Schumacher ha deciso di puntare sull'atmosfera psichedelica e quasi "cartoonesca" della serie tv degli anni '60 (con tanto di inquadrature sbilenche) anziché a quella cupa del fumetto originale (come aveva fatto Burton), ma a livello di sceneggiatura non è che il Batman- Il ritorno fosse meno naif di questo.
Val Kilmer se la cava bene e, probabilmente, è l'attore meglio bilanciato nel vestire i doppi panni di Wayne e Batman.
Fa il suo ingresso Robin, un azzeccatissimo (e al tempo giovane) Chris O'Donnel, Volutamente sopra le righe, invece, Tommy Lee Jones e Jim Carrey, che quando appaiono nella stessa scena sembrano fare a gara per chi "esagera" di più (è noto che i due mal si sopportassero sul set).
La regia di Schumacher non è nemmeno tanto fracassona, grazie anche a un buon montaggio ed effetti speciali ancora molto validi dopo quasi 30 anni (a parte un paio di inquadrature di Gotham City in CGI).
La colonna sonora di Elliot Goldenthal, seppur un poco invadente, la trovo migliore di quelle dei capitoli precedenti firmate da Danny Elfman,
Buon pezzo firmato U2 nei titoli di coda.
A dispetto dei critici che lo massacrarono, fu un clamoroso successo al botteghino.
Da rivalutare.

VOTO: 7








venerdì 12 novembre 2021

BATMAN- IL RITORNO -Mini Recensione-

Secondo capitolo della saga cinematografica dell'uomo pipistrello, diretto ancora da Tim Burton, dove il nostro eroe dovrà vedersela con Il Pinguino e  Cat Woman, oltre che al solito losco affarista che vuole mettere le mani su Gotham...
Ho già fatto capire più volte che personalmente non amo particolarmente lo stile "gotico naif" di Burton, anche se ben si apprestava a un personaggio come Batman, di cui ho apprezzato il primo film.
Questo sequel, però, ho fatto fatica a riguardarmelo.
Le interpretazioni sopra le righe di quasi tutti personaggi ci stanno pure, Danny DeVito in particolare, mentre Michelle Pfeiffer è terribilmente sexy, entrambi però finiscono per offuscare il povero Michael Keaton.
Ho notato pure, in lingua originale, qualche doppio senso al limite del volgare in un paio di scambi di battute tra Cat Woman e Il Pinguino. 
Tecnicamente lo reputo superiore al primo capitolo, ma per i miei gusti ci sono troppe cose che non gradisco, tipo il fatto che è stato palesemente girato tutto in studio. Si nota davvero tanto, dalla prima all'ultima inquadratura. La sceneggiatura, poi, è parecchio ingenua. Ora, va benissimo non prendersi mai sul serio quando si ha a che fare con un film con supereroi, ma qui si va proprio all'estremo opposto. In realtà non siamo nemmeno troppo lontano dai seguiti firmati da Joel Schumacher, eppure il compianto Schumacher fu massacrato dalla critica.
Perfino le musiche di Danny Elfman (che di solito apprezzo) le ho trovate irritanti: tema di Batman a parte, quasi due ore di musica da circo e campanellini natalizi sono troppe!
Insomma, i fan di Burton (e Batman) si incavoleranno di brutto, ma BATMAN RETURNS proprio non riesco a farmelo piacere.

VOTO: 5








sabato 16 ottobre 2021

SUPERDEEP -Mini Recensione-

 Unione Sovietica. 1984. Un'epidemiologa russa viene reclutata da un colonnello dell'esercito per recarsi presso il pozzo di Kola, dove qualcosa di pericoloso è stato rinvenuto a una profondità di oltre 12 chilometri.
Sarò l'inizio di un incubo...
Dopo il già recensito Sputnik, ecco un'altra pellicola di genere fanta-horror di produzione russa.
Anche qui i rimandi a La Cosa (la prima parte) sono evidenti, ma soprattutto il film si rifà a Leviathan di George Pan Cosmatos (che a sua volta scopiazzava il capolavoro di Carpenter).
Nella versione che ho recuperato tutti gli attori recitano in inglese con un marcato accento russo (chi più, chi meno) e pare tutto un po' strano, pure perché i dialoghi riprendono il gergo pieno di imprecazioni tipico delle pellicole statunitensi.
Bella, convincente e tosta l'attrice protagonista, che interpreta anche l'unico personaggio ben caratterizzato. Tutti gli altri comprimari, invece, risultano piatti fino all'inverosimile,  tanto che qualche attore sembra perfino annoiarsi e non bastano un paio di improvvisi voltafaccia nel finale per renderli più credibili, anzi...
Il plot di partenza non è affatto male, purtroppo la sceneggiatura è piena di contraddizioni, incongruenze, nonsense e inutili lungaggini. Buona l'atmosfera claustrofobica che pervade la pellicola dall'inizio alla fine, così come gli effetti speciali vecchia scuola (forse un po' troppo "disgustosi" per i miei gusti).
La regia tecnicamente è valida, però il ritmo lento rischia di far annoiare lo spettatore. 
Deludenti le musiche, che a conti fatti risultano abbastanza anonime.
Viste le premesse (e il trailer), il film non mantiene le promesse.
Peccato.

VOTO: 6







lunedì 4 ottobre 2021

NO TIME TO DIE -Recensione-

James Bond si è ormai ritirato da qualche anno, ma decide di tornare in azione per dare una mano a Felix Leiter, il suo vecchio amico della CIA, finendo pure per scontrarsi con l'MI6 di cui faceva parte...
Con circa un anno e mezzo di ritardo (causa pandemia) esce il nuovo film di James Bond, che è anche l'ultima apparizione di Daniel Craig nei panni dell'agente segreto più famoso del mondo.
Non che fossi un grande fan di Craig, ma avevo molte aspettative su questo nuovo capitolo, che di fatto chiude il ciclo iniziato con Casinò Royale. 
Dopo un inusuale ma efficace prologo, inizia l'abituale e spettacolare scena pre-credits, e devo dire che le cose sembravano mettersi bene. Almeno fino a quando entra in azione l'incredibile Ana de Armas (che toglie letteralmente il fiato) per poi sparire dal resto del film lasciando lo spettatore a bocca asciutta. Ma tanto basta per oscurare (e umiliare) la nuova agente che ha preso il posto di Bond (e la matricola 007) nell'MI6.
Poi il film comincia ad arenarsi ed entra in scena Rami Malek, il villian più insulso, stereotipato e soporifero dell'intera saga di 007. Per non parlare dei problemi di sceneggiatura, tipo l'arma segreta che  il cattivone di turno vuole  usare per sterminare mezzo mondo, che è così implausibile e fantascientifica da farci tornare ai tempi dell'ultimo film con Brosnan, se non addirittura alle esagerate scorribande di Roger Moore. Il tutto stride con il mondo creato attorno al Bond di Craig, soprattutto se pensiamo a Casinò Royale. Il personaggio secondario dello scienziato russo non si capisce bene da che parte stia e se è un cretino di suo o cos'altro; un annoiato e statico Ralph Finnes interpreta un M più antipatico del solito. Meglio Q, ottimamente interpretato da Ben Wishshaw.
Christoph Waltz è sprecato, peggio che nel precedente capitolo.
Léa Seydoux non delude e anche Daniel Craig sembra in stato di grazia: il problema è, come ha detto il mio amico regista Luca Baggiarini, che l'attore finisce nel prevalere sul personaggio, basti vedere la scena madre (che ovviamente non svelerò).
Guardando la pellicola, ecco che si superano abbondantemente le due ore e ancora il climax con l'inevitabile scontro faccia a faccia con il soporifero villain tarda ad arrivare: quando inizi a chiederti quanto tempo manca alla fine di un film di questo tipo, significa che qualche cosa non funziona.
Le scene d'azione sono ben girate, ma se non c'è da sparare, menare e distruggere auto, il regista Cary Fukunaga torna a essere quello lento e prolisso della serie tv True Detective.
La colonna sonora non sarebbe male, ci sono anche brani storici ripresi dagli altri film di 007, ma Hans Zimmer proprio non ce l'ha fatta a non trattenersi nell'inserire fiati e percussioni "scassatimpani" pure nel tema principale di James Bond.
A conti fatti, una mezza delusione. 
Non sono di certo uscito dal cinema appagato e mi azzardo a dire che probabilmente è il peggior capitolo di 007 con Daniel Craig.


VOTO: 5








mercoledì 15 settembre 2021

TIDES -Mini Recensione-

 In un prossimo futuro, l'umanità ha abbandonato la Terra ormai devastata per trasferirsi su Kepler.
Anni dopo, l'astronauta Louise Blake, facente parte della missione ULISSE 2, torna sul nostro pianeta per constatarne le condizioni climatiche, oltre che scoprire che fine ha fatto la missione precedente, l'ULISSE 1...
Non avrei scommesso un euro su questo film di fantascienza di produzione tedesca (Roland Emmerich figura tra come executive producer), ma dopo aver visto il trailer mi sono convinto a dargli una possibilità: non mi sono pentito.
Questo TIDES è un vero gioiellino, con molte buone idee, nonostante sia evidente l'influenza di film come Il pianeta delle scimmie (soprattutto nella primissima parte), Interstellar e Waterworld.
Ottimamente girato, con una strepitosa fotografia e una convincente regia.
Bravissima Nora Arnezeder, l'attrice protagonista, così come tutto il resto del cast, che comprende anche Iain Glen.
Menzione speciale anche per la colonna sonora in stile "minimal" che contribuisce a rendere l'atmosfera del film ancor più estraniante.
Una vera sorpresa.
Consigliatissimo per gli appassionati del genere Sci-Fi.


VOTO: 7.5





mercoledì 8 settembre 2021

L'ULTIMA TEMPESTA (The Finest Hours) -Mini Recensione-

Chatham, Massachusetts. 1952.
Il timido e un po' impacciato Bernie Webber, membro della guardia costiera, è al comando di una piccola barca che viene mandata in mare nel tentativo di salvare i superstiti di una petroliera che si è spezzata in due durante una violentissima tempesta. Il maltempo e le proibitive condizioni dell'oceano però, sono contro di lui...
Non male questo film basato su una evento realmente accaduto.
La prima parte è incentrata sulla storia d'amore del protagonista e della sua fidanzata, per poi entrare nel vivo della storia.
Chris Pine risulta un po' improbabile nei panni del giovane impacciato e ligio al dovere, ma c'è molta alchimia con la co-protagonista femminile, la bella Holliday Grainger. Sempre una garanzia, invece, Casey Affleck. C'è pure Ben Foster, attore caratterista che mi piace molto.
La regia di Craig Gillespie è buona, così come la colonna sonora tipicamente "minimal" di Carter Burwell.
Purtroppo l'abbondanza di grafica digitale finisce per influire anche sulla fotografia, rendendo il tutto piuttosto "finto". 
Fu un flop al botteghino, probabilmente perché il pubblico si aspettava molta più azione, mentre invece si è deciso di mettere in risalto la storia d'amore tra il protagonista e la sua fidanza.
A me comunque è piaciuto, anche dopo la terza visione.
Consigliato.

VOTO: 7





domenica 5 settembre 2021

BATMAN BEGINS -Mini Recensione-

Un giovane Bruce Wayne, pieno di rabbia e di rancore, dopo aver trascorso alcuni anni in giro per il mondo (ed essere stato addestrato dai seguaci di Ra’s al Ghul in Himalaya), torna a Gotham City deciso a rimettere ordine nelle le strade invase dal crimine, diventando Batman...
Avevo visto Batman Begins un'unica volta, ovvero al cinema quando era uscito.
Rivedendolo dopo molti anni, mi ha piacevolmente sorpreso.
Finalmente vengono approfondite (in modo abbastanza credibile) le motivazioni che portano Bruce Wayne a diventare l'uomo pipistrello e la sceneggiatura, senza troppi fronzoli, funziona.
Christian Bale interpreta un ottimo (e ancora relativamente giovane) Wayne, mentre non mi convince quando fa il "vocione" indossando la maschera di Batman (almeno in lingua originale).
Michael Caine è probabilmente il miglior Alfred di sempre e Gary Oldman si immedesima bene nei panni di un Gordon non ancora diventato commissario. Lo Spaventapasseri (Cillian Murphy) l'ho trovato un villain piuttosto debole, meglio Liam Neeson (il suo "duro" accento nordirlandese però mi risulta spesso fastidioso). 
La regia di Nolan è buona, anche se c'è un po' di confusione nel montaggio nelle scene di combattimento corpo a corpo. Non mancano i lunghi montaggi paralleli nelle scene clou, che verranno esasperati nei suoi film successivi.
Le musiche non sarebbero male (frutto di una collaborazione tra Hans Zimmer e James Netwon Howard) ma una delle cose che mal sopporto di Nolan è proprio l'uso ridondante e invadente che ne fa. Minuti e minuti con il ritmo martellante di timpani e percussioni in sottofondo, con intromissioni improvvise di archi e fiati, alla fine sfiancano.
Grazie a dio le scene d'azione sono praticamente girate tutte dal vero, con l'uso della grafica digitale ridotta al minimo indispensabile, e non ci sono personaggi dotati di superpoteri.
Qui ancora si vede del vero cinema, a differenza di uno dei tanti prodotti Marvel (prendetene uno a caso), che paiono videogiochi, seppur (a tratti) divertenti, anziché opere cinematografiche.
Rivaluto decisamente questo film di Nolan.

VOTO: 7






mercoledì 11 agosto 2021

LE AVVENTURE DI ROCKETEER -Mini Recensione-

 Los Angeles, 1938. Il pilota di aerei Cliff Secord e il suo amico meccanico Peevy ritrovano il prototipo (precedentemente rubato) di un innovativo zaino a reazione. Secord diventerà, quasi per caso, Rocketeer mentre qualcun altro sta cercando, in ogni modo, di mettere le mani su quel prototipo...
Nel 1991, la Disney tenta la fortuna producendo la trasposizione sul grande schermo di un fumetto dei primi anni '80, con un grande dispendio di mezzi ed effetti speciali. Il film, praticamente un Cine Comic ante litteram, non viene capito, recuperando a malapena i costi di produzione. 
Un personale Guilty Pleasure che mi è sempre piaciuto un sacco.
L'allora giovane Bill Campbell è perfettamente in parte, aiutato da un simpatico Alan Arkin. E come si fa a resistere all'altrettanto giovane (e soprattutto bella) Jennifer Connely? 
Timothy Dalton, poi, sembra divertirsi un mondo nei panni del villian di turno...
Gli effetti speciali, quasi tutti ancora analogici, reggono ancora bene anche dopo 30 anni, merito anche del regista Joe Johnston, che si è fatto le ossa proprio in quel campo. 
Durante tutta la pellicola si respira davvero l'atmosfera degli anni '30 con un pizzico di fantascienza Steam Punk, assieme alla divertente ingenuità dei Serial Movie che andavano per la maggiore in quel periodoNon penso sia un caso che Johnson, una ventina di anni più tardi, finirà per dirigere Captain America-Il primo vendicatore.
Splendida ed efficace la colonna sonora di James Horner, probabilmente una delle sue composizioni più sottovalutate.
Le premesse per un successo c'erano tutte, eppure, come detto, il film fece flop al botteghino, pregiudicando la possibilità di uno o più sequel, com'era nelle iniziali intenzioni della Disney.
Un altro divertente film da rivalutare.

VOTO: 7







domenica 25 luglio 2021

TENET -Mini Recensione-

 Un agente della CIA si ritrova invischiato in un complotto ai danni dell'umanità nel quale viene sfruttato uno strano fenomeno in cui persone e oggetti possono muoversi in modo "invertito", tipo un proiettile che dal muro, rientra nella canna della pistola anziché venir sparato...
Ok, la breve sinossi pare incomprensibile, ma in realtà il film è proprio così.
Bisogna sforzarsi di rimanere lucidi durante la visione per capirci qualche cosa e l'enorme quantità di "spiegoni" al quale lo spettatore viene continuamente sottoposto non aiuta di certo.
L'idea di base in fondo non era male, però credo che Nolan abbia sopravvalutato le facoltà cognitive della gran parte della gente che va al cinema a guardarsi i suoi film.
Tecnicamente parlando è girato bene, ma le scene d'azione risultano incomprensibili per il fatto che spesso la linea temporale degli eventi sta scorrendo all'indietro rispetto al punto di vista dei protagonisti e le cose si fanno ancora più complicate nel climax finale.
Il "protagonista" (si chiama proprio così anche nella didascalia dei titoli di coda) è un personaggio senza spessore, soprattutto perché non conosciamo nulla di lui, nemmeno il nome. Molto meglio i comprimari (mi ha sorpreso soprattutto Robert Pattinson), col villain Kenneth Branagh che "gigioneggia" un po' troppo per i miei gusti.
La colonna sonora, come sempre nelle pellicole di Nolan, risulta ridondante, invadente e sfiancante; è mai possibile che il regista non sia capace di girare qualche scena nell'assoluto silenzio, senza la musica martellante in sottofondo? Lo stile elettronico vagamente retrò la rende pure fuori contesto. Non avrei mai creduto di dover rimpiangere Hans Zimmer (qui sostituito da un altro compositore perché impegnato altrove).
Terminata la visione, ho avuto non poche difficoltà a fare mente locale per vedere se tutto tornava.
Ancora adesso non sono convinto che mia sia tutto chiaro.

VOTO: 6 (perché nonostante tutto non mi sono annoiato)





giovedì 22 luglio 2021

A RISCHIO DELLA VITA -Mini Recensione-

Darren McCord, un vigile del fuoco incaricato della sicurezza dello stadio di Hockey a Pittsburg, si ritrova a dover combattere un intero gruppo di malintenzionati che ha preso in ostaggio il vicepresidente degli Stati Uniti durante la finale della Stanley Cup...
Questo action movie del 1995 credo sia il più spudorato clone di Die Hard di sempre (partendo dal cognome del protagonista e un sacco di situazioni riprese quasi pari pari dal film con Bruce Willis), anche se ho trovato buona l'idea di ambientare il tutto durante una partita di Hockey, quasi in tempo reale.
Il titolo originale Sudden Death, rimane più azzeccato, visto che fa riferimento proprio al match in questione (ed è l'equivalente del golden gol del calcio).
Tornando al film, Van Damme non è male e, una volta tanto, prende un sacco di botte anziché darle (altro elemento che lo accosta a McClane). In realtà ho avuto anche l'impressione che il suo personaggio rimanga spesso defilato, quasi in secondo piano, per gran parte del film. Niente di nuovo riguardo al villain di turno interpretato da Powers Boothe: humor di pessimo gusto a parte, il suo personaggio è senza alcun spessore, oltre che essere molto prevedibile.
Peter Hyams alla regia è una garanzia, ma ci sono un paio di uccisioni dei cattivi che risultano involontariamente parodistiche, tipo quando McCord ne uccide uno con un osso di pollo! Oppure tutta la scena di combattimenti nella cucina, tra olio bollente, fornelli accesi, ghiacciaie e affettatrici. Roba che pare uscita da Una Pallottola Spuntata. L'eroe di turno riesce perfino a intrufolarsi per pochi minuti nella partita di Hockey come portiere (salvando il risultato)...
Meglio la seconda parte del film, dove è percepibile una certa tensione, grazie anche a un buon montaggio.
In retrospettiva, non è così pessimo come ricordavo. 

VOTO: 6





martedì 20 luglio 2021

TIMECOP - Indagine Dal Futuro -Mini Recensione-

Max Walker è un poliziotto di Washington D.C. a cui nel 1994 hanno ucciso la moglie, probabilmente per colpire lui. Dieci anni dopo, è diventato una specie di "agente temporale" con il compito di viaggiare indietro nel tempo per impedire paradossi temporali da parte di criminali che, a loro volta, sono in grado di viaggiare nel passato.
Finirà per imbattersi in un complotto che potrebbe portare gravi conseguenze per la futura presidenza americana e non solo...
Probabilmente il miglior film con Jean-Claude Van Damme,  qui all'apice della sua carriera.
Visto in lingua originale, il suo accento non è nemmeno così terribile, se paragonato, per esempio, ad altri attori stranieri che hanno tentato la fortuna a Hollywood, vedi Chistopher Lambert (che come attore è anche peggiore).
La sceneggiatura ha un sacco di buchi narrativi (dove diavolo finiscono i veicoli a razzo per il viaggio nel tempo?) assieme a situazioni e paradossi temporali già visti in innumerevoli altri film del genere (anche se forse nel 1994 non erano ancora così abusati) ma la regia di Peter Hyams è buona e, come detto, per Van Damme se la cava egregiamente pure quando non si tratta di tirare calci in faccia ai cattivi.
Ron Silver nel ruolo del villain di turno, infido e odioso, era una garanzia.
Bene le musiche di Mark Isham.
Non è un film invecchiato molto bene, visto che la tecnologia e il look (ormai) retro futuristico degli anni '90 è stato superato da un bel pezzo (i veicoli sono una roba inguardabile). 
Non male, comunque. 

VOTO: 7-








domenica 4 luglio 2021

LA GUERRA DI DOMANI -Recensione-

Anno 2022. Dei "crononauti" provenienti dal 2051 si manifestano durante i mondiali di calcio nel Quatar: sono tornati indietro nel tempo per reclutare persone da far combattere in una guerra del futuro dove l'umanità intera sta per essere annientata. Verrà scelto anche Dan Forester, un ex-militare con una mente da scienziato, che dovrà lasciare moglie e figlia nel presente...
Il plot di partenza pare abbastanza originale ma, quando si tirano in ballo i viaggi nel tempo, i problemi logico/narrativi "vengono fuori dalle fottu.e pareti!". Lo sceneggiatore prova ad affrontarli, ma li accantona in fretta e furia perché lo spettatore non deve scervellarsi troppo.
E questo è solo uno dei tanti problemi di questo film, che rubacchia qua e là dai vari Alien(s), Independence Day, La Cosa, Starship Troopers e, ovviamente, da tutto il cinema sui viaggi temporali. La sceneggiatura, poi, è impostata in modo molto scolastico, anzi, elementare; prendiamo per esempio la caratterizzazione del protagonista interpretato da Chris Pratt: un padre di famiglia non soddisfatto della piega che sta prendendo la sua vita lavorativa e, guarda caso, sarà proprio la missione nel futuro a dargli l'occasione che attendeva. Il fatto che sia un genio, un ex militare, oltre che dotato di un fisico imponente e palestrato, non aiuta a renderlo un personaggio credibile. Non che Pratt non sia carismatico, ma al suo posto avrei visto meglio Tom Cruise. 
J.K. Simmons invece interpreta suo padre, un reduce dal Vietnam che ha abbandonato la famiglia e che vive da recluso perché è diventato paranoico nei confronti delle istituzioni... per la serie: viva l'originalità! Non va certo meglio con i personaggi secondari, tant'è che è facile capire quando e come avverrà la loro dipartita.
Simmons comunque se la cava alla grande, così come la co-protagonista Yvonne Strahovski: bella, brava e tosta.
Il secondo atto del film, quello ambientato nel futuro, è probabilmente quello che funziona meglio. Buona la scelta del regista di non mostrare subito i mostri, i quali incutono abbastanza terrore e ribrezzo, discostandosi, almeno nell'aspetto, dalle creatura aliene viste al cinema negli ultimi decenni.
Il terzo atto, purtroppo, è quello che mi ha deluso maggiormente.
Senza fare spoiler, dico solo che, in pratica, il gruppo di eroi sopravvissuti alla guerra del futuro portano a termine in modo goffo quello che gli scienziati del 2051 avrebbero dovuto (pensare) e fare fin dall'inizio, anziché affannarsi a reclutare combattenti dal passato. Sul climax avrei molto da ridire, ma non posso essere più specifico onde evitare, appunto, di anticipare un sacco di cose.
I conflitti tra i vari personaggi, così come quelli più intimi e interiori, vengono frettolosamente risolti in scene di un paio di minuti; poi via, come non fosse successo nulla, ad affrontare di nuovo i mostri cattivi.
La colonna sonora l'ho trovata spesso invadente, ridondante  e con un irritante tono epico.
Gli effetti speciali, creature aliene a parte, non mi hanno entusiasmato.
Riguardo alla regia, qualche vago accenno di originalità qua e là si può notare, non è eccessivamente "fracassona", ma nel complesso non mi ha colpito. Non manca la classica scena al rallenty ripresa dall'alto con gli eroi che stanno per precipitare nel vuoto...
Concludendo: se si accetta il film per quello che è, cercando di chiudere un occhio (anzi due) sulla sceneggiatura, può risultare sufficientemente godibile.


VOTO: 6-





domenica 27 giugno 2021

CON AIR -Mini Recensione-

Cameron Poe, un ex-marine degli Stati Uniti (era stato condannato per aver ucciso un uomo durante una rissa anni prima) si ritrova a bordo di un aereo per il trasporto di prigionieri prima di essere rimesso in libertà. Ma alcuni pericolosi detenuti hanno scelto proprio quel volo per dirottare l'aereo e tentare la fuga...
Ecco un altro action movie "figlio" degli anni '90, fracassone ed esagerato (non a caso è prodotto da Jerry Bruckheimer), con un Nicolas Cage più stralunato del solito, un ottimo John Cusak e un efficace e carismatico John Malkovich. Qualche personaggio di contorno risulta superfluo (tipo il Serial Killer intrepretato da Steve Buscemi), così come molte situazioni  sono al limite del grottesco. 
Comunque ci si diverte e anche la regia di Simon West ben si appresta all'atmosfera sopra le righe che pervade il film dall'inizio alla fine, vedi i rallenty di Cage con i lunghi capelli (posticci) al vento mentre alle sue spalle tutto salta in aria.


VOTO: 7




martedì 22 giugno 2021

TEMPESTA DI FUOCO -Mini Recensione-

 Wyoming. Un gruppo di evasi, fingendosi vigli del fuoco, tenta la fuga in Canada durante un incendio boschivo appiccato di proposito. Ma non hanno fatto i conti con un vero vigile del fuoco paracadutista...
Ho recuperato quasi per caso questo film del 1998 che, all'epoca, aveva toppato di brutto al botteghino, ricevendo anche molte critiche negative.
In realtà, secondo me andrebbe rivalutato, almeno parzialmente.
La regia, tecnicamente parlando, è buona (Dean Semler, il regista, è in realtà un direttore della fotografia) e anche gli effetti speciali, per essere un film di fine anni '90, fanno la loro porca figura. Quello che non funziona proprio è il protagonista, l'ex giocatore di Football Americano Howie Long; il fisco ce l'avrebbe pure (è alto quasi due metri) ma non riesce a bucare lo schermo.
Molto meglio i comprimari, dal veterano e affidabile Scott Glenn a Suzy Amis (il suo è un personaggio abbastanza tosto). William Forsythe fa il solito villain spietato visto già centinaia di volte, ma fortunatamente non è quasi mai sopra le righe (quella della sua dipartita, però, è la scena più brutta del film). C'è pure Barry Pepper.
Non mancano le "spacconate" improbabili dell'eroe di turno, che avrei accettato ben volentieri se avessimo avuto Stallone o Schwarzenegger.
Comunque, paragonandolo a certe produzioni più recenti che hanno avuto molta più fortuna, questo Tempesta Di Fuoco non è poi così male.
Rimane pur sempre un film d'azione dei gloriosi anni '90.

VOTO: 6,5




martedì 15 giugno 2021

BREACH - Incubo nello spazio -Mini Recensione-

 Nel futuro del 2200 (e rotti) l'ultima astronave carica di esseri umani lascia la Terra, diretta in un nuovo pianeta da colonizzare. Ma qualcosa di terribile e sconosciuto viene portato a bordo...
Bruce Willis deve avere un sacco di bollette arretrate da pagare, altrimenti non si spiega come mai abbia accettato di prendere parte a questo filmaccio di serie Z, come un Nicolas Cage qualunque.
Tutto girato in uno scantinato, credo, con pareti in cemento dipinte e maldestramente camuffate per sembrare la stiva di un'astronave (ci sono perfino i bagni con gli orinatoi che sembrano usciti dal peggior bar di Caracas), tastierini di aggeggini elettronici degli anni '90 appiccicati qua e là a mo' di interfono e un'unica sezione del classico "angusto corridoio spaziale" ad angolo, riciclata per innumerevoli scene.
Regia piatta che peggio non si può, che questa volta non posso nemmeno definire "televisiva", dato che ormai anche in TV si vedono cose notevoli.
La sceneggiatura è da denuncia, con situazioni riprese (male) da praticamente tutti i fanta-horror degli anni '80 e '90 (sì, anche LA COSA, ALIEN ma pure LEVIATHAN) e non bastano un paio di simpatiche e note citazioni nei dialoghi a salvare il tutto.
Fotografia a tratti amatoriale, tipo nell'ultimissima parte, con un filtro appiccicato in post produzione che pare ripreso dai pessimi corti horror che si giravano tra amici a inizio anni 2000.
Colpo di scena finale telefonato.
Meno male che non ho visto COSMIC SIN, dalla trama molti simile e sempre con Willis, che mi dicono sia ancora peggio di questo.

Sconsigliatissimo (a meno che non amiate il genere trash).

VOTO 4,5









mercoledì 2 giugno 2021

L'ULTIMO RE DI SCOZIA -Mini Recensione-

La storia romanzata dell'ascesa al potere di Idi Amin Dada, dittatore dell'Uganda negli anni '70, vista dal punto di vista del suo medico personale (personaggio di finzione), il giovane scozzese Nicholas Garrigan che era giunto in Africa come volontario...
Una grande film con uno strepitoso e incredibile (anzi, credibilissimo) Forest Whitaker, bravissimo nel tratteggiare la figura del famoso e sanguinario dittatore. La sua interpretazione risulta tutt'altro che macchiettistica e si inizia subito a temere Amin, nonostante i suoi modi apparentemente goffi e l'aspetto così appariscente da sembrare ridicolo.
Bravo anche il (qui) giovane James McAvoy in un ruolo tutt'altro che facile, vista l'imponente (non solo metaforicamente) presenza di Whitaker che, ovviamente, rischiava di rubargli la scena.
Ho apprezzato anche la regia di Kevin Mcdonald. La sua formazione da documentarista ha aggiunto al film un gran realismo. Ottima la fotografia: ho avuto davvero l'impressione di guardare una pellicola girata negli anni '70.

VOTO: 8






mercoledì 19 maggio 2021

Più forte... ragazzi! -Mini Recensione-

Brasile. Una squattrinata coppia di piloti d'aereo tira a campare trasportando merci nella giunga a bordo di scalcinati velivoli, finché non pesta i piedi alle persone sbagliate...
Ma che filmone è Più forte ragazzi?
L'ho rivisto dopo molti anni, trovandolo grandioso: avventura, azione e le immancabili scazzottate.
E poi c'è la colonna sonora degli Oliver Onions.
Colizzi era di sicuro il miglior regista della coppia, anche perché i suoi film hanno un tono leggermente più serioso, senza troppe digressioni demenziali.
Se ...Altrimenti ci arrabbiamo rimane "sentimentalmente" il mio preferito, questo è probabilmente il miglior film di Bud & Terence.

VOTO: 7.5





martedì 27 aprile 2021

SPUTNIK -Mini Recensione-

1983. Durante il rientro di una capsula spaziale sovietica qualcosa attacca i due cosmonauti a bordo.
Una psichiatra dai metodi poco ortodossi viene reclutata da un misterioso colonnello per prendersi cura dell'unico cosmonauta sopravvissuto...
Interessate fanta/horror di produzione russa che ha ben poco da invidiare a certi recenti blockbuster americani. La trama non eccelle certo di originalità e infatti, ispirazione a ALIEN a parte, sembra quasi un seguito non ufficiale di LIFE-Non oltrepassare il limite (anche certi passaggi della colonna sonora lo richiamano). Il film però guadagna un sacco di punti grazie all'ambientazione (sia temporale che scenografica).
Brava (e bella) la protagonista, buoni gli effetti speciali, con una regia molto valida.
Consigliato.

VOTO: 7-





lunedì 26 aprile 2021

CANI SCIOLTI -Mini Recensione-

Due tipi piuttosto stravaganti stanno progettando una rapina a una banca, convinti di sottrarre i soldi a un trafficante di droga messicano. Non sanno in che in realtà stanno per sollevare il cosiddetto "gran vespaio"...
Non male questo action movie datato 2013, tratto da una serie di comic book, che ho rivisto dopo parecchio tempo.
La coppia Denzel Washington/Mark Wahlberg funziona sorprendentemente alla grande, in più c'è il compianto Bill Paxton nella parte del villain di turno tremendamente cattivo.
La regia di Baltasar Kormàkur me la ricordavo più fracassona ma rimangono comunque un paio di sbavature di sceneggiatura e un momento drammatico che stona con il tono scanzonato e volutamente sopra le righe del film.
Alla fine ci si diverte parecchio e, probabilmente, è una pellicola sottovalutata.


VOTO: 7-




mercoledì 14 aprile 2021

SOLO 2 ORE -Mini Recensione-

 Jack Mosley, poliziotto di New York avanti con l'età, depresso e alcolizzato, si ritrova a dover scortare un detenuto presso il palazzo di giustizia per una deposizione davanti al grand jury. Ma si dà il caso che il prigioniero debba testimoniare contro dei poliziotti corrotti, amici e colleghi dello stesso Mosley...
Nella sceneggiatura probabilmente c'è qualche cliché di troppo, ma Bruce Willis qui è splendidamente in parte, così come David Morse è perfetto nel suo classico ruolo da villian (poliziotto corrotto con la faccia da schiaffi) e anche il testimone da portare in aula (un efficace rapper/attore dal nome impronunciabile) funziona benissimo.
La regia del veterano Richard Donner è pulita e mai ridondante, con il giusto utilizzo della camera a mano, senza mai strafare.
La colonna sonora ha un buon ritmo senza risultare invadente.
Un gioiellino che strizza l'occhio a "L'uomo nel mirino" di e con Clint Eastwood. 
Da recuperare assolutamente.

VOTO: 7.5





martedì 6 aprile 2021

THE RHYTHM SECTION -Mini Recensione-

 La vita di Stephanie è sprofondata all'inferno quando la sua intera famiglia è morta in un incidente aereo sul quale avrebbe dovuto trovarsi anche lei. Poi un giorno, quando viene a sapere che in realtà si è trattato di un attentato, si mette sulle tracce dei veri colpevoli...
Se pensate di trovarvi di fronte all'ennesimo  (e superficiale) Revenge Movie con la protagonista che si trasforma in un'implacabile assassina, vi sbagliate di grosso. E forse per questo è stato un clamoroso flop al botteghino.
Eppure (l'irriconoscibile) Blake Lively è molto brava e perfettamente in parte, così come Jude Law nel ruolo del suo mentore. L'azione non manca, ma non sovrasta mai la storia e i personaggi. 
La regia di Reed Morano non è affatto male, anche se lo stile con molta camera a mano, quasi documentaristico, non è tra i miei preferiti.
Bene anche la colonna sonora, che funziona meglio quando vengono usati brani non originali.
Consigliatissimo, da recuperare.

VOTO: 7+






lunedì 5 aprile 2021

BEN-HUR (1959) -Recensione-

 Il principe giudeo Ben-Hur, che vive a Betlemme ai tempi di Gesù, viene ingiustamente fatto arrestare da Messala, suo ex-amico d'infanzia, ora tribuno romano e fatto diventare uno schiavo rematore su una galea romana. 
Ma Ben-Hur riuscirà a ottenere di nuovo la libertà e ritornare in terra natia in cerca di vendetta e riscatto, proprio mentre Gesù sta per essere imprigionato e crocifisso dai romani...
Tratto dal romanzo di Lee Wallace, un altro classico kolossal che non può mancare nella programmazione televisiva delle feste pasquali.
Charlton Heston, tre anni dopo il successo de I DIECI COMANDAMENTI, torna come protagonista in un altro kolossal biblico di tre ore e mezza; qui è anche leggermente più credibile rispetto al Mosè del film precedente, ma al giorno d'oggi nessuno affiderebbe una parte così impegnativa a un attore dalla prestanza fisica come la sua. Ve lo immaginereste un giovane Schwarzenegger in un ruolo simile?
Ecco, appunto...
C'è da dire che Heston sapeva recitare molto meglio di Schwarzy ma l'Oscar per questa interpretazione l'ho trovo un tantino esagerato. Fu ben supportato da un ottimo cast, l'inglese Jack Hawkins in primis, ma anche dall'"odioso" Stephen Boyd, rancoroso e vendicativo Messala.
La recitazione è quella tipica di quegli anni, con un'impostazione quasi teatrale, molto sopra le righe e a tratti quasi caricaturale, vedasi Hugh Griffith nei panni dello sceicco Ilderim (che comunque gli fece ottenere l'Oscar di miglior attore non protagonista), che oggi farebbe indignare i fan del politicamente corretto.
La regia di William Wyler risulta meno sontuosa di quella di Cecil B. De Mille ma, a modo suo, egualmente efficace. Merito anche dei mastodontici set e delle grandiose scene di massa con centinaia di comparse. La famosa corsa delle quadrighe risulta sempre spettacolare e i maligni sostengono che non sia tutto merito di Wyler ma, invece, dei vari operatori della seconda unità (tra i quali un giovane Sergio Leone, a quanto pare). Ottima però la scelta registica di non inquadrare mai il viso di Gesù.
Gli effetti speciali ottici, tutto "mascherini" (Matte Painting) e Blue Screen (anche se la tecnica di quei tempi era differente da quella moderna) probabilmente sono inferiori a quelli visti ne I DIECI COMANDAMENTI. L'eccessiva durata della pellicola non mi ha per nulla intimorito e non ci si annoia mai (a differenza di certi moderni cinecomic pieni di effettacci digitali).
La musica di Miklòs Ròzsla l'ho trovata un po' troppo pomposa per i miei gusti, ma negli anni '50 era lo standard, assieme alla fotografia satura di colori delle pellicole di quei tempi. Quel tipo di cinema era comunque ancora una forma d'arte, a differenza dei moderni blockbuster.
Film così, purtroppo, non se ne fanno più e non è un caso che il remake del 2016 sia stato un flop al botteghino.

VOTO: 8






venerdì 26 marzo 2021

IL GIORNO SBAGLIATO -Mini Recensione-

Rachel, madre in procinto di divorziare dal marito e come al suo solito in ritardo, mentre sta portando suo figlio scuola ha la malaugurata idea di inveire contro un pick-up fermo a un incrocio. Non sa che a bordo c'è un balordo psicopatico che la prenderà sul personale...
Devo dire che il plot di questo thriller (una sorta di incrocio tra Duel e Un giorno di ordinaria follia, come l'ha definito qualcuno) mi aveva incuriosito fin dal Trailer, anche perché troviamo un irriconoscibile Russell Crowe nei panni del sadico di turno.
L'attore, così come il film, non ha deluso le aspettative, anche se il risultato finale non è privo di sbavature. Come detto, Crowe è efficace (consiglio di guardare la pellicola in lingua originale per apprezzarlo), così come Caren Pistorious, bella, brava e soprattutto molto credibile nel ruolo della giovane donna che cerca di sfuggire al maniaco che inizia a perseguitarla.
La regia di Derrick Borte non è male, il film scorre via bene ed è bello teso dall'inizio alla fine, a parte qualche incursione nello slasher che mi ha un po' spiazzato.
La durata non eccessiva, circa 90 minuti, è un altro punto a favore.
Consigliato.


VOTO: 7-



giovedì 25 marzo 2021

L'ASSEDIO DELLE SETTE FRECCE -Mini Recensione-

 A Fort Bravo, nel territorio dell'Arizona, un campo di prigionia per soldati confederati, alcuni ribelli sudisti progettano la fuga.
Ma nei dintorni si aggirano i pericolosi indiani Apache Mescaleros, pronti ad attaccare chiunque si metta sulla loro strada... 
Un classico western degli anni '50 diretto da John Sturges. La storia, i personaggi e l'ambientazione, così come la regia di Sturges, ricordano molto John Ford (ed è un bene). Tra i vari personaggi, spiccano il capitano nordista interpretato da Holden e la bella e sensuale (per l'epoca) Carla, interpretata da una splendida Eleanor Parker.
Sono presenti molti elementi western che, in seguito, diventeranno dei veri e propri cliché.
Consigliato per gli amanti del genere.

VOTO: 7+






venerdì 19 marzo 2021

L'UOMO INVISIBILE (2020) -Mini Recensione-

Cecilia riesce a scappare dal suo ex fidanzato violento e possessivo, che poco dopo viene trovato morto suicida. Ma la ragazza è convinta che l'uomo si ancora vivo e che, in qualche modo, la stia spiando in attesa di vendicarsi...
Interessante remake del franchise in mano alla Universal rivisto in chiave prettamente thriller. 
Dimenticatevi però un prodotto patinato con un montaggio frenetico, pieno di inutili jump scare ed "effettacci" da slasher movie. La regia di Leigh Whannel (che è anche lo sceneggiatore) è molto "hichcockiana", dove più che intravedere la presenza minacciosa della figura invisibile la suggerisce per gran parte del film.
Brava e convincente la protagonista.
Certo, non è una pellicola priva di difetti, un paio di scene sconfinano nel trash e bisogna armarsi di parecchia "sospensione dell'incredulità", ma non mancano un paio di colpi di scena ben azzeccati, seppur forse prevedibili.
Una piacevole sorpresa.

VOTO: 7-





sabato 20 febbraio 2021

L'UOMO DEL LABIRINTO -Recensione-

Un detective in ricerca di riscatto viene assunto per ritrovare una ragazza scomparsa. Tempo dopo, Samantha si risveglia in ospedale priva di memoria...
Seconda regia di Donato Carrisi che, come per La ragazza nella nebbia, porta sul grande schermo un suo romanzo.
Se il precedente lavoro di Carrisi, seppur imperfetto, mi aveva piacevolmente sorpreso, qui c'è da registrare un netto passo indietro. C'è da dire che anche il romanzo originale non mi era piaciuto (contrariamente alle altre opere di Carrisi che ho letto) ma questa pellicola è proprio brutta.
La regia è piena di sbavature, confusionaria e lo scrittore dimostra ancora una volta di NON saper dirigere gli attori. La recitazione, infatti, è mediocre, a tratti amatoriale.
L'unico a salvarsi è il solito Toni Servillo, che però da solo può fare ben poca cosa.
Dustin Hoffman pare il classico pesce fuor d'acqua, per nulla aiutato dal doppiaggio di Giorgio Lopez (che ho apprezzato invece in altri contesti). Svogliato e annoiato, sembra non vedere l'ora di finire la propria scena. Per non parlare della ragazza co-protagonista, con il volto perennemente imbronciato e un'imbarazzante dizione.
Ridicole poi le retroproiezioni della città create in una pessima CGI.
Inoltre il "non luogo" tipico di alcuni romanzi di Carrisi, dove i personaggi hanno nomi internazionali e le forze di polizia usano delle procedure investigative tipiche dei paesi anglosassoni nonostante l'ambientazione sembri italiana, o comunque "mediterranea", crea ulteriore confusione nello spettatore. Può funzionare sulla carta, non sul grande schermo, secondo me.
Insomma, una delusione quasi totale.
La dimostrazione che un bravo romanziere non è automaticamente anche un bravo regista cinematografico (Stephen King docet).

VOTO: 5




venerdì 12 febbraio 2021

RICHARD JEWELL -Mini Recensione-

 Giochi olimpici di Atlanta, 1996. 
Richard Jewell, una  "pittoresca" guardia di sicurezza dall'aspetto corpulento, individua uno zaino sospetto durante un concerto un parco della zona olimpica. La bomba esplode poco dopo, ma grazie alla sua segnalazione si evita una strage.
L'FBI però inizia subito a sospettare ingiustamente dello stesso Jewell...
Clint Eastwood non delude anche questa volta, girando un altro capolavoro.
Tutti bravi gli interpreti, da Sam Rockwell a Kathy Bates, fino allo stesso Paul Walter Hauser che interpreta Jewell (che avrebbe meritato quantomeno una nomination all'Oscar).
Eastwood non si fa certo scrupoli a mostrare in modo negativo gli agenti federali e una parte della stampa americana. Infatti non ci va giù leggero nel rappresentare la figura della giornalista Kathy Scruggs ma sì sa che, per far funzionare una storia del genere, i cattivi devono essere ben delineati.
La sua regia "invisibile" comunque funziona alla grande, aiutata dalla colonna sonora minimalista, mai invadente, che subentra sempre nei momenti giusti.

Film da vedere.


VOTO: 8