Elucubrazioni, recensioni, curiosità varie sui miei film, registi, romanzi e scrittori preferiti.
Visualizzazione post con etichetta Ralph Finnes. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ralph Finnes. Mostra tutti i post

lunedì 4 ottobre 2021

NO TIME TO DIE -Recensione-

James Bond si è ormai ritirato da qualche anno, ma decide di tornare in azione per dare una mano a Felix Leiter, il suo vecchio amico della CIA, finendo pure per scontrarsi con l'MI6 di cui faceva parte...
Con circa un anno e mezzo di ritardo (causa pandemia) esce il nuovo film di James Bond, che è anche l'ultima apparizione di Daniel Craig nei panni dell'agente segreto più famoso del mondo.
Non che fossi un grande fan di Craig, ma avevo molte aspettative su questo nuovo capitolo, che di fatto chiude il ciclo iniziato con Casinò Royale. 
Dopo un inusuale ma efficace prologo, inizia l'abituale e spettacolare scena pre-credits, e devo dire che le cose sembravano mettersi bene. Almeno fino a quando entra in azione l'incredibile Ana de Armas (che toglie letteralmente il fiato) per poi sparire dal resto del film lasciando lo spettatore a bocca asciutta. Ma tanto basta per oscurare (e umiliare) la nuova agente che ha preso il posto di Bond (e la matricola 007) nell'MI6.
Poi il film comincia ad arenarsi ed entra in scena Rami Malek, il villian più insulso, stereotipato e soporifero dell'intera saga di 007. Per non parlare dei problemi di sceneggiatura, tipo l'arma segreta che  il cattivone di turno vuole  usare per sterminare mezzo mondo, che è così implausibile e fantascientifica da farci tornare ai tempi dell'ultimo film con Brosnan, se non addirittura alle esagerate scorribande di Roger Moore. Il tutto stride con il mondo creato attorno al Bond di Craig, soprattutto se pensiamo a Casinò Royale. Il personaggio secondario dello scienziato russo non si capisce bene da che parte stia e se è un cretino di suo o cos'altro; un annoiato e statico Ralph Finnes interpreta un M più antipatico del solito. Meglio Q, ottimamente interpretato da Ben Wishshaw.
Christoph Waltz è sprecato, peggio che nel precedente capitolo.
Léa Seydoux non delude e anche Daniel Craig sembra in stato di grazia: il problema è, come ha detto il mio amico regista Luca Baggiarini, che l'attore finisce nel prevalere sul personaggio, basti vedere la scena madre (che ovviamente non svelerò).
Guardando la pellicola, ecco che si superano abbondantemente le due ore e ancora il climax con l'inevitabile scontro faccia a faccia con il soporifero villain tarda ad arrivare: quando inizi a chiederti quanto tempo manca alla fine di un film di questo tipo, significa che qualche cosa non funziona.
Le scene d'azione sono ben girate, ma se non c'è da sparare, menare e distruggere auto, il regista Cary Fukunaga torna a essere quello lento e prolisso della serie tv True Detective.
La colonna sonora non sarebbe male, ci sono anche brani storici ripresi dagli altri film di 007, ma Hans Zimmer proprio non ce l'ha fatta a non trattenersi nell'inserire fiati e percussioni "scassatimpani" pure nel tema principale di James Bond.
A conti fatti, una mezza delusione. 
Non sono di certo uscito dal cinema appagato e mi azzardo a dire che probabilmente è il peggior capitolo di 007 con Daniel Craig.


VOTO: 5








domenica 6 maggio 2018

SCONTRO TRA TITANI -Mini Recensione-

Remake di SCONTRO TRA TITANI del 1981, che riprende le avventure di Perseo, il quale, assieme a un gruppo di guerrieri di Argo, dovrà affrontare  e uccidere Medusa, così da poter usare la sua testa mozzata come arma contro il Kraken...
A dire la verità questo remake non è un brutto film. Sam Worthington non è malaccio, così come quasi tutto il cast di attori più o meno noti. Eccezion fatta per Liam Neeson, che pare essersi ritrovato lì in mezzo per caso. Forse anche Ralph Finnes nei panni di Ade, il dio degli inferi, risulta spesso involontariamente comico.
E' anche abbastanza spettacolare, anche se la regia di Louis Leterrier proprio non ha nulla di originale. Ma è un film che, a conti fatti, risulta privo della magia e dell'ingenua meraviglia che, grazie anche agli antiquati (e ormai obsoleti) effetti speciali in stop motion del grande Ray Harryhausen, l'originale del 1981 riusciva a trasmettere.
Sono sempre più convinto che gli effetti speciali digitali, se non usati con accortezza, alla fine risultano piuttosto freddi e privi di fascino. A conti fatti ti sembra di avere di fronte un video game piuttosto che una pellicola cinematografica.
Quindi, per concludere, questo SCONTRO TRA TITANI rimane comunque un non disprezzabile film fantastico/mitologico, privo però di quella infantile meraviglia che il prototipo dei primi anni '80 conserva ancor oggi.

VOTO: 6+