Elucubrazioni, recensioni, curiosità varie sui miei film, registi, romanzi e scrittori preferiti.
Visualizzazione post con etichetta Bruce Willis. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bruce Willis. Mostra tutti i post

martedì 15 giugno 2021

BREACH - Incubo nello spazio -Mini Recensione-

 Nel futuro del 2200 (e rotti) l'ultima astronave carica di esseri umani lascia la Terra, diretta in un nuovo pianeta da colonizzare. Ma qualcosa di terribile e sconosciuto viene portato a bordo...
Bruce Willis deve avere un sacco di bollette arretrate da pagare, altrimenti non si spiega come mai abbia accettato di prendere parte a questo filmaccio di serie Z, come un Nicolas Cage qualunque.
Tutto girato in uno scantinato, credo, con pareti in cemento dipinte e maldestramente camuffate per sembrare la stiva di un'astronave (ci sono perfino i bagni con gli orinatoi che sembrano usciti dal peggior bar di Caracas), tastierini di aggeggini elettronici degli anni '90 appiccicati qua e là a mo' di interfono e un'unica sezione del classico "angusto corridoio spaziale" ad angolo, riciclata per innumerevoli scene.
Regia piatta che peggio non si può, che questa volta non posso nemmeno definire "televisiva", dato che ormai anche in TV si vedono cose notevoli.
La sceneggiatura è da denuncia, con situazioni riprese (male) da praticamente tutti i fanta-horror degli anni '80 e '90 (sì, anche LA COSA, ALIEN ma pure LEVIATHAN) e non bastano un paio di simpatiche e note citazioni nei dialoghi a salvare il tutto.
Fotografia a tratti amatoriale, tipo nell'ultimissima parte, con un filtro appiccicato in post produzione che pare ripreso dai pessimi corti horror che si giravano tra amici a inizio anni 2000.
Colpo di scena finale telefonato.
Meno male che non ho visto COSMIC SIN, dalla trama molti simile e sempre con Willis, che mi dicono sia ancora peggio di questo.

Sconsigliatissimo (a meno che non amiate il genere trash).

VOTO 4,5









mercoledì 14 aprile 2021

SOLO 2 ORE -Mini Recensione-

 Jack Mosley, poliziotto di New York avanti con l'età, depresso e alcolizzato, si ritrova a dover scortare un detenuto presso il palazzo di giustizia per una deposizione davanti al grand jury. Ma si dà il caso che il prigioniero debba testimoniare contro dei poliziotti corrotti, amici e colleghi dello stesso Mosley...
Nella sceneggiatura probabilmente c'è qualche cliché di troppo, ma Bruce Willis qui è splendidamente in parte, così come David Morse è perfetto nel suo classico ruolo da villian (poliziotto corrotto con la faccia da schiaffi) e anche il testimone da portare in aula (un efficace rapper/attore dal nome impronunciabile) funziona benissimo.
La regia del veterano Richard Donner è pulita e mai ridondante, con il giusto utilizzo della camera a mano, senza mai strafare.
La colonna sonora ha un buon ritmo senza risultare invadente.
Un gioiellino che strizza l'occhio a "L'uomo nel mirino" di e con Clint Eastwood. 
Da recuperare assolutamente.

VOTO: 7.5





venerdì 26 giugno 2020

L'ULTIMO BOY SCOUT (Missione sopravvivere) -Mini Recensione-

Joseph Hallenbeck, ex guardia del corpo presidenziale caduta in disgrazia e ora investigatore privato, rimane invischiato in un complotto ai danni di un senatore. Con l'aiuto di un ex-giocatore di football americano, cercherà di riscattarsi...
Il plot iniziale non è male, ma la sceneggiatura pare a tratti confusa, con alcuni passaggi a vuoto e incongruenze. Il tono del film, inoltre, non è ben bilanciato perché a tratti sembra un "buddy movie" in piena regola, con momenti divertenti, in altri diventa troppo serioso.
Shane Black, lo sceneggiatore, ha scritto di meglio.
Bruce Willis è in gran forma, ma all'epoca aveva ancora la figura di John McClane ben appiccicata addosso e quindi, se gli dai un'aria molto trasandata e nei momenti topici gli fai pronunciare un sacco di battute comiche, è difficile non pensare all'immagine del poliziotto che lo ha reso famoso. Mettici pure la colonna sonora di Michael Kamen (lo stesso dei primi 3 Die Hard)...
Lui e Damon Wayans, però, funzionano bene assieme.
La regia di Tony Scott è nella media (ha fatto di meglio, ma anche di peggio) e, almeno, il montaggio non è eccessivamente frenetico.
Insomma, il classico film d'azione dei primi anni '90, di quelli che piacevano tanto al produttore Joel Silver e soci.

VOTO: 6,5




venerdì 20 ottobre 2017

SOTTO CORTE MARZIALE -Mini Recensione-

Prendiamo alcuni elementi de La grande fuga,  qualcos'altro di Stalag 17, aggiungiamoci cliché del genere bellico a go-go, un pizzico di legal thriller e, assieme ai due protagonisti, Bruce Willis & Colin Farrell, ecco che otterremo SOTTO CORTE MARZIALE.
L'ho rivisto recentemente e mi è parso comunque migliore di quello che pensavo.
La regia di Gregory Hoblit non è male (per me un regista sottovalutato) e gli interpreti se la cavano tutti bene, anche Bruce Willis che negli ultimi anni pare sempre più svogliato.
Ripeto, i difetti di questo film rimangono gli innumerevoli stereotipi del caso: dall'ufficiale nazista apparentemente umano e simpatico, al soldato americano trafficone, odioso e bastardo, passando per l'imputato accusato di omicidio palesemente innocente, fino al finale retorico e piuttosto improbabile in stile "ammericano".
Ma ci sono anche un paio di spunti notevoli che riguardano l'ipocrisia, le contraddizioni e il razzismo nei confronti dei soldati (e piloti, in questo caso)  di colore americani durante la seconda guerra mondiale.
Insomma, probabilmente un film da rivalutare.


VOTO: 7-



sabato 30 settembre 2017

CATCH .44 -Mini Recensione-

Per la serie: non basta avere Bruce Willis nel cast per girare un film alla Tarantino, e lo scrive uno che non è proprio un grande fan di Quentin.
La storia riprende il solito cliché: banda criminale improvvisata (tre ragazze, in questo caso) e un lavoro (sporco) apparentemente semplice che finisce in disastro...
Non funziona nulla in questa pellicola, partendo dalla trama (tutto già visto, come detto), passando al montaggio NON cronologico delle scene (senza essere Tarantino), fino alla recitazione mediocre e svogliata di Bruce Willis e Forest Whitaker.  Abbiamo poi dialoghi pieni di parolacce messe lì a caso, con i protagonisti che raccontano barzellette e storielle sconce che non fanno ridere e l'immancabile "stallo alla messicana", il tutto perché fa molto Pulp Fiction. 
Ma non basta conoscere a memoria i giusti ingredienti per essere in grado di preparare un buon piatto.
Insomma, evitate come la peste questo film, non a caso uscito direttamente per l'Home Video anche negli USA.

VOTO: 4,5