Super 8, ovvero l'omaggio al cinema di Spielberg da parte di J.J.Abrams.
1979. Mentre sei ragazzini stanno tentando di portare a termine un loro film amatoriale, nella cittadina di Lilian cominciano ad accadere strani fenomeni, mentre anche i militari fanno la loro comparsa...
Nonostante una terza visione, questo film di Abrams continua a non convincermi.
I ragazzini sono tutti bravi, Elle Fanning su tutti, così pure gli attori adulti co-protagonisti.
C'è pure la musica di Michael Giacchino che si rifà un po' a quella di John Williams dei primi film di Spielberg. Il film funziona bene nella prima parte, dove i ragazzini, i loro problemi e il loro filmino da portare a termine ne fanno da padrone; i problemi iniziano quando compare il mostro alieno, arrivando fino allo sfiancante e prolisso finale.
Abrams non sarà mai Spielberg; gli manca infatti il suo tocco, la sua genialità e la sua sensibilità nel girare piccole grandi storie fantastiche con dei ragazzini come protagonisti.
Inoltre non riesco nemmeno a percepire l'atmosfera degli anni '70 in cui il film è ambientato, forse anche perché è girato come un film moderno, fotografia compresa, anziché provare con uno stile leggermente più retrò.
Quindi, non riesco proprio a farmelo piacere del tutto.
VOTO: 6,5 (per il tentativo)
Elucubrazioni, recensioni, curiosità varie sui miei film, registi, romanzi e scrittori preferiti.
martedì 27 febbraio 2018
lunedì 26 febbraio 2018
SILVERADO -Mini Recensione-
Nel 1985, quando il solo Clint Eastwood riusciva a tenere a galla un genere ormai morto, ecco che il regista e sceneggiatore Lawrence Kasdan se ne usciva con questo divertente western nostalgico.
Quattro uomini a cavallo che hanno stretto amicizia in circostanze particolari, due fratelli, un ex fuorilegge e un uomo di colore, giunti nella cittadina di Silverado dovranno ovviamente scontrarsi con la legge corrotta del posto...
Kasdan sforna una sceneggiatura perfetta, dove cita praticamente tutti gli elementi classici del cinema western degli anni d'oro, mettendo assieme un cast di buoni attori e riuscendo a caratterizzare molto bene i rispettivi personaggi.
Bravo anche a dirigere con mano sicura il taciturno Scott Glenn, un sornione Kevin Kline, un massiccio Danny Glover e un giovanissimo e spaccone (pure un tantino sopra le righe) Kevin Costner.
Con i "cattivi" Brian Dennehy e Jeff Goldblum che fanno bene il loro (sporco) dovere.
Brava anche la piccola/grande Linda Hunt, mentre pare un po' sprecata la presenza di Rosanna Arquette.
Menzione d'obbligo per la quasi epica colonna sonora di Bruce Broughton, che fu pure candidata all'Oscar.
VOTO: 7+
Quattro uomini a cavallo che hanno stretto amicizia in circostanze particolari, due fratelli, un ex fuorilegge e un uomo di colore, giunti nella cittadina di Silverado dovranno ovviamente scontrarsi con la legge corrotta del posto...
Kasdan sforna una sceneggiatura perfetta, dove cita praticamente tutti gli elementi classici del cinema western degli anni d'oro, mettendo assieme un cast di buoni attori e riuscendo a caratterizzare molto bene i rispettivi personaggi.
Bravo anche a dirigere con mano sicura il taciturno Scott Glenn, un sornione Kevin Kline, un massiccio Danny Glover e un giovanissimo e spaccone (pure un tantino sopra le righe) Kevin Costner.
Con i "cattivi" Brian Dennehy e Jeff Goldblum che fanno bene il loro (sporco) dovere.
Brava anche la piccola/grande Linda Hunt, mentre pare un po' sprecata la presenza di Rosanna Arquette.
Menzione d'obbligo per la quasi epica colonna sonora di Bruce Broughton, che fu pure candidata all'Oscar.
VOTO: 7+
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domenica 25 febbraio 2018
CACCIA A OTTOBRE ROSSO -Mini Recensione-
Ancora non avevo recensito questo bel film di John McTiernan, ma rimedio subito.
1984. In piena guerra fredda.
Marko Ramius, comandante dell'avanzato sottomarino sovietico Ottobre Rosso, decide di disertare e consegnarsi agli americani, portandosi però dietro l'intera flotta navale sovietica che vorrebbe fermarlo, a tutti i costi, prima della sua defezione. Toccherà a Jack Ryan, un analista della CIA, cercare di mettersi in contatto con Ramius per capirne le reali intenzioni...
Non era facile trarre una buona e avvincente trasposizione cinematografica da quel mattone che è il romanzo omonimo di Tom Clancy, dove ci sono pure un'infinità di personaggi secondari e sotto trame che non portano da nessuna parte, ma McTiernan & co. ci riescono alla grande, sfornando una pellicola in grado di coinvolgere lo spettatore dall'inizio alla fine nonostante non ci siano poi così tante scene d'azione.
Il regista, quando ancora azzeccava buoni film, dirige con mano sicura un grande cast, dove anche Alec Baldwin non sfigura affatto nel confronto con Sean Connery. Credo sia addirittura la miglior interpretazione del maggiore dei fratelli Baldwin (strepitoso quando, in originale, si mette a imitare l'accento strascicato di Connery/Ramius) e il suo Jack Ryan è di gran lunga più convincente di quello musone e perennemente imbronciato di Harrison Ford dei film successivi (Ben Affleck non lo considero nemmeno).
Bravi anche i sempre affidabili Sam Neill e Scott Glenn, così come il giggioneggiante James Earl Jones.
Eccezionale la colonna sonora firmata dal compianto Basil Poledouris.
VOTO: 7,5
1984. In piena guerra fredda.
Marko Ramius, comandante dell'avanzato sottomarino sovietico Ottobre Rosso, decide di disertare e consegnarsi agli americani, portandosi però dietro l'intera flotta navale sovietica che vorrebbe fermarlo, a tutti i costi, prima della sua defezione. Toccherà a Jack Ryan, un analista della CIA, cercare di mettersi in contatto con Ramius per capirne le reali intenzioni...
Non era facile trarre una buona e avvincente trasposizione cinematografica da quel mattone che è il romanzo omonimo di Tom Clancy, dove ci sono pure un'infinità di personaggi secondari e sotto trame che non portano da nessuna parte, ma McTiernan & co. ci riescono alla grande, sfornando una pellicola in grado di coinvolgere lo spettatore dall'inizio alla fine nonostante non ci siano poi così tante scene d'azione.
Il regista, quando ancora azzeccava buoni film, dirige con mano sicura un grande cast, dove anche Alec Baldwin non sfigura affatto nel confronto con Sean Connery. Credo sia addirittura la miglior interpretazione del maggiore dei fratelli Baldwin (strepitoso quando, in originale, si mette a imitare l'accento strascicato di Connery/Ramius) e il suo Jack Ryan è di gran lunga più convincente di quello musone e perennemente imbronciato di Harrison Ford dei film successivi (Ben Affleck non lo considero nemmeno).
Bravi anche i sempre affidabili Sam Neill e Scott Glenn, così come il giggioneggiante James Earl Jones.
Eccezionale la colonna sonora firmata dal compianto Basil Poledouris.
VOTO: 7,5
sabato 17 febbraio 2018
PIOGGIA INFERNALE -Mini Recensione-
Avevo già parlato di questo film sul mio canale youtube ma ieri, visto che non riuscivo a decidermi quale film guardarmi nel pomeriggio, ho optato per un'altra visione di questo sottovalutato action movie del 1998.
Una mini recensione, quindi, era comunque d'obbligo.
Una mini recensione, quindi, era comunque d'obbligo.
Tom è una giovane guardia giurata che si ritrova, assieme al collega anziano (e zio) bloccato in una cittadina americana in fase di evacuazione durante un'alluvione. Ovviamente una banda di rapinatori non tarderà ad arrivare, il tutto sotto una pioggia incessante e l'acqua che continua a salire...
Sceneggiato da Graham Yost, lo stesso di SPEED, questo PIOGGIA INFERNALE è un film d'azione notevole, che però si rivelò un flop clamoroso quando uscì nel 1998.
Buona la regia di Mikael Salomon; c'è molta azione, un ritmo indiavolato, dei personaggi ben caratterizzati ed interpretati, con una menzione speciale per Morgan Freeman (una garanzia) e l'istrionico Randy Quaid (che adoro). Se la cavano bene però anche Christian Slater e Minnie Driver.
Grandissima fotografia, dato che il film è interamente girato al buio e sotto una pioggia incessante.
Perfetta anche la colonna sonora.
Grandissima fotografia, dato che il film è interamente girato al buio e sotto una pioggia incessante.
Perfetta anche la colonna sonora.
Più lo guardo e più questo film mi piace.
Da rivalutare.
VOTO: 7+
Qui la video recensione:
venerdì 16 febbraio 2018
THE KARATE KID -PER VINCERE DOMANI -Mini Recensione-
Quelli della mia generazione conosceranno bene la trama di un altro film icona degli anni '80, ovvero la storia di Daniel, un ragazzo appena giunto in California dal New Jersey assieme alla madre, che per difendersi da una banda di bulli che lo perseguitano, prenderà lezioni di Karate dall'anziano e pittoresco giapponese che lavora come tutto fare nel condominio in cui vive, arrivando poi a partecipare anche al locale torneo di arti marziali...
Rivisto dopo moltissimi anni, l'ho trovato parecchio invecchiato rispetto ad altri film ambientati negli stessi anni.
A tratti mi è parso davvero approssimativo, sia nella trama che nella regia di John G. Avildsen.
Ralph Macchio, in lingua originale, sembra molto più adolescente rispetto alla versione doppiata in italiano, mentre il compianto "Pat" Morita aveva davvero dato vita ad un personaggio memorabile.
Sempre sul pezzo la colonna sonora di Bill Conti, uno degli elementi meno invecchiati del film.
Insomma, uno di quei film nostalgici di cui avevi un ricordo decisamente migliore.
VOTO: 6+
Rivisto dopo moltissimi anni, l'ho trovato parecchio invecchiato rispetto ad altri film ambientati negli stessi anni.
A tratti mi è parso davvero approssimativo, sia nella trama che nella regia di John G. Avildsen.
Ralph Macchio, in lingua originale, sembra molto più adolescente rispetto alla versione doppiata in italiano, mentre il compianto "Pat" Morita aveva davvero dato vita ad un personaggio memorabile.
Sempre sul pezzo la colonna sonora di Bill Conti, uno degli elementi meno invecchiati del film.
Insomma, uno di quei film nostalgici di cui avevi un ricordo decisamente migliore.
VOTO: 6+
mercoledì 14 febbraio 2018
ALLARME ROSSO -Mini Recensione-
Classico film sui sottomarini, diretto da Tony Scott.
1995. Durante una crisi con la Cecenia che minaccia gli USA e la stessa Russia, il comandante del sottomarino nucleare Alabama e il suo primo ufficiale entrano in conflitto dopo che aver ricevuto l'ordine di lanciare alcuni missili nucleari come attacco preventivo...
Le premesse per un bel thriller claustrofobico e teso c'erano tutte, ma anche dopo questa seconda (o terza visione), questo film continua a non convincermi.
Gene Hackman e Denzel Washington si tengono bene testa a vicenda, ci sono un sacco di attori che di lì a poco sfonderanno (Viggo Mortensen, James Gandolfini, Steve Zahn) e non è affatto recitato male.
Non funziona invece la regia di Tony Scott che, imbrigliato negli angusti ambienti del sottomarino, questa volta non riesce a sfornare uno dei suoi tipici prodotti tecnicamente impeccabili, pieni di ritmo e tensione.
Ci sono anche troppi cliché del genere, tipo il duello (improbabile) tra sottomarini, la discesa in avaria al limite della capacità del battello e, ovviamente, il conflitto tra ufficiali e il conseguente tentativo di ammutinamento da parte di una delle fazioni.
Se poi si fa il confronto con il miglior film sui sommergibili/sottomarini di sempre, ovvero U-Boot 96, questo Allarme Rosso non pare quasi degno di nota.
Ah, quasi dimenticavo: c'è anche la ridondante, martellante, inutilmente epica e insopportabile colonna sonora di Hans Zimmer, uno dei compositori più sopravvalutati della storia (secondo il mio modesto parere). L'unico pregio del commento musicale è quando Zimmer decide di usare l'inno marinaresco Eternal Father, Strong to save.
Non il miglior film di Tony Scott.
VOTO: 6
1995. Durante una crisi con la Cecenia che minaccia gli USA e la stessa Russia, il comandante del sottomarino nucleare Alabama e il suo primo ufficiale entrano in conflitto dopo che aver ricevuto l'ordine di lanciare alcuni missili nucleari come attacco preventivo...
Le premesse per un bel thriller claustrofobico e teso c'erano tutte, ma anche dopo questa seconda (o terza visione), questo film continua a non convincermi.
Gene Hackman e Denzel Washington si tengono bene testa a vicenda, ci sono un sacco di attori che di lì a poco sfonderanno (Viggo Mortensen, James Gandolfini, Steve Zahn) e non è affatto recitato male.
Non funziona invece la regia di Tony Scott che, imbrigliato negli angusti ambienti del sottomarino, questa volta non riesce a sfornare uno dei suoi tipici prodotti tecnicamente impeccabili, pieni di ritmo e tensione.
Ci sono anche troppi cliché del genere, tipo il duello (improbabile) tra sottomarini, la discesa in avaria al limite della capacità del battello e, ovviamente, il conflitto tra ufficiali e il conseguente tentativo di ammutinamento da parte di una delle fazioni.
Se poi si fa il confronto con il miglior film sui sommergibili/sottomarini di sempre, ovvero U-Boot 96, questo Allarme Rosso non pare quasi degno di nota.
Ah, quasi dimenticavo: c'è anche la ridondante, martellante, inutilmente epica e insopportabile colonna sonora di Hans Zimmer, uno dei compositori più sopravvalutati della storia (secondo il mio modesto parere). L'unico pregio del commento musicale è quando Zimmer decide di usare l'inno marinaresco Eternal Father, Strong to save.
Non il miglior film di Tony Scott.
VOTO: 6
lunedì 12 febbraio 2018
COP LAND -Mini Recensione-
Ecco un altro film che, dopo averlo appena rivisto, mi è parso ancora più notevole di come ricordavo.
Garrison è una cittadina abitata dai poliziotti della vicina New York dove gli sbirri, sentendosi al di sopra della legge in casa propria, fanno il buono e il cattivo tempo. Finché il goffo, impacciato e mezzo sordo sceriffo cittadino smetterà di girarsi dall'altra parte per entrare finalmente in azione.
Un'opera cinematografica corale, con un cast eccezionale: Harvey Keitel, Ray Liotta, Robert De Niro (quando ancora azzeccava grandi ruoli) e un Sylvester Stallone che, per una volta, non sfigura affatto in mezzo al gruppo di grandi attori. Bravo anche il (di solito) mediocre Robert Patrick.
Tutto merito della regia di James Mangold che, oltre a scrivere una solida e perfetta sceneggiatura, dirigete il cast con mano pulita e sicura, senza strafare più di tanto e azzeccando anche la bella scena della resa dei conti finale, "mostrandocela" secondo il punto di vista dello sceriffo assordato e ferito.
L'elegante e mai invasiva colonna sonora di Howard Shore, assieme a un paio di vecchi brani di Bruce Springsteen, completano il tutto.
VOTO: 8-
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