Elucubrazioni, recensioni, curiosità varie sui miei film, registi, romanzi e scrittori preferiti.
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martedì 22 novembre 2022

INNOCENTI BUGIE -Mini Recensione-

Roy Miller, una specie di ex-agente segreto in fuga, incontra un'affascinante ragazza in aeroporto e la coinvolge in un pericoloso gioco di spie, sparatorie, inseguimenti ed equivoci...
Ennesimo action movie (del 2010) cucito su misura per Tom Cruise che, a parte la forte componente umoristica (tutt'altro che ben riuscita), non mostra niente di nuovo.
La coppia composta da Tom Cruise e Cameron Diaz funziona e il film sembra partire bene, ma ci si stanca subito. La struttura della sceneggiature è ripetitiva e l'egocentrismo di Cruise diventa ben presto insopportabile. Pare la parodia (involontaria) di se stesso in Missione Impossibile. O una versione comica e mal riuscita di Jack Reacher.
C'è pure Peter Sarsgaard, ormai incastrato nell'abituale ruolo di villain infido e doppiogiochista. Anche la regia di Mangold è deludente, con scene d'azione ridondanti che lasciano lo spettatore spiazzato.
Il film si lascia comunque guardare, se non si pretende troppo.


VOTO: 6





domenica 26 luglio 2020

QUEL TRENO PER YUMA (2007) -Mini Recensione-

Dan Evans, allevatore in difficoltà, accetta l'incarico di scortare il pericoloso fuorilegge Ben Wade fino a Contention per fargli prendere il treno che lo porterà alla prigione di Yuma. Ma i compari di Wade si mettono subito sulle loro tracce...
Rifacimento di un western classico del 1957 con Glenn Ford (a sua volta tratto da un racconto di Elmor Leonard) che non sfigura affatto con l'originale. Anzi, lo ritengo addirittura superiore.
Ottimo Russell Crowe, quando ancora azzeccava un'interpretazione degna di questo nome, così come Christian Bale. Inoltre c'è Ben Foster come "villain" d'eccezione.
La sceneggiatura si rifà molto a quella del 1957, molte battute sono le stesse (almeno in lingua originale) ma a un certo punto il film si discosta quasi totalmente dalla pellicola con Glenn Ford e Van Heflin, probabilmente in meglio. Le motivazioni di Evans qui sono più credibili e la caratterizzazione del personaggio è più approfondita.
La regia di James Mangold è impeccabile, senza la minima sbavatura, così come il montaggio.
Colonna sonora memorabile: Marco Beltrami cita a piene mani Morricone senza però sfigurare.
Uno dei migliori western (moderni) degli ultimi anni.

VOTO: 7,5







lunedì 12 febbraio 2018

COP LAND -Mini Recensione-

Ecco un altro film che, dopo averlo appena rivisto, mi è parso ancora più notevole di come ricordavo.
Garrison è una cittadina abitata dai poliziotti della vicina New York dove gli sbirri, sentendosi al di sopra della legge in casa propria, fanno il buono e il cattivo tempo. Finché il goffo, impacciato e mezzo sordo sceriffo cittadino smetterà di girarsi dall'altra parte per entrare finalmente in azione.
Un'opera cinematografica corale, con un cast eccezionale: Harvey Keitel, Ray Liotta, Robert De Niro (quando ancora azzeccava grandi ruoli) e un Sylvester Stallone che, per una volta, non sfigura affatto in mezzo al gruppo di grandi attori. Bravo anche il (di solito) mediocre Robert Patrick.
Tutto merito della regia di James Mangold che, oltre a scrivere una solida e perfetta sceneggiatura, dirigete il cast con mano pulita e sicura, senza strafare più di tanto e azzeccando anche la bella scena della resa dei conti finale, "mostrandocela" secondo il punto di vista dello sceriffo assordato e ferito.
L'elegante e mai invasiva colonna sonora di Howard Shore, assieme a un paio di vecchi brani di Bruce Springsteen, completano il tutto.


VOTO: 8-




venerdì 12 gennaio 2018

LOGAN - THE WOLVERINE -Mini Recensione-

Finalmente un film di super eroi veramente per adulti e che si prende sul serio senza sembrare ridicolo (neanche i Bat Man di Nolan ci erano riusciti, secondo me).
La regia di James Mangold è  abbastanza pulita e non "fracassona" (ed è un bene).
Non è certo un film perfetto, anche perché ci sono troppe scene splatter/trash che stonano parecchio nel contesto generale.
Buona la perfomance di Hugh Jackman, eccezionale quella di Patrick Stewart; quest'ultimo pare davvero un vecchio con un accenno di demenza senile, ma non tanto nell'aspetto fisico, piuttosto nelle movenze, nel tono della voce e nella parlata (gli anziani sembrano tornare bambini e a volte iniziano ad usare quel linguaggio scurrile che in gioventù non avrebbero mai usato).
Bravissima anche la giovane Dafne Keen che interpreta la figlia di Logan.
Il cattivo di turno invece delude: troppo stereotipato e insopportabile.
Comunque, a mio modo di vedere, il miglior film sugli X-Men di sempre.

VOTO: 7+