Elucubrazioni, recensioni, curiosità varie sui miei film, registi, romanzi e scrittori preferiti.
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domenica 26 luglio 2020

QUEL TRENO PER YUMA (2007) -Mini Recensione-

Dan Evans, allevatore in difficoltà, accetta l'incarico di scortare il pericoloso fuorilegge Ben Wade fino a Contention per fargli prendere il treno che lo porterà alla prigione di Yuma. Ma i compari di Wade si mettono subito sulle loro tracce...
Rifacimento di un western classico del 1957 con Glenn Ford (a sua volta tratto da un racconto di Elmor Leonard) che non sfigura affatto con l'originale. Anzi, lo ritengo addirittura superiore.
Ottimo Russell Crowe, quando ancora azzeccava un'interpretazione degna di questo nome, così come Christian Bale. Inoltre c'è Ben Foster come "villain" d'eccezione.
La sceneggiatura si rifà molto a quella del 1957, molte battute sono le stesse (almeno in lingua originale) ma a un certo punto il film si discosta quasi totalmente dalla pellicola con Glenn Ford e Van Heflin, probabilmente in meglio. Le motivazioni di Evans qui sono più credibili e la caratterizzazione del personaggio è più approfondita.
La regia di James Mangold è impeccabile, senza la minima sbavatura, così come il montaggio.
Colonna sonora memorabile: Marco Beltrami cita a piene mani Morricone senza però sfigurare.
Uno dei migliori western (moderni) degli ultimi anni.

VOTO: 7,5







venerdì 7 settembre 2018

L'UOMO DI NEVE -Mini Recensione-

Svezia. Un Serial Killer rapisce alcune donne lasciando come segno un pupazzo di neve. Toccherà al detective semi alcolizzato e trasandato Harry Hole indagare sul caso.
Vado subito al sodo: a me è piaciuto questo thriller tratto da un romanzo di Jo Nesbø.
E' vero, alla fine, non tutte le cose vanno al loro posto mentre altri quesiti rimangono insoluti, ma Michael Fassbender è semplicemente perfetto nei panni del detective svedese Hole. C'è pure un Val Kilmer invecchiato malissimo  (ha avuto anche gravi problemi di salute, a quanto pare) ma tutti gli attori comprimari, secondo me, se la cavano benissimo.
Come già accennato, molte sottotrame rimangono insolute, ma ho visto di peggio. Probabilmente è pure prevedibile (si intuisce facilmente chi è l'assassino, secondo me) ma chi se ne frega, per una volta.
Il ritmo non è nemmeno così lento, per essere diretto da un regista svedese come Tomas Alferdson.
Bene anche le musiche di Marco Beltrami.
E poi io adoro i thriller con le atmosfere fredde e rarefatte, dove neve e ghiaccio ne fanno da padroni.

VOTO: 7