Negli USA di un mondo distopico, 50 ragazzi vengono scelti per partecipare in diretta tv alla Lunga Marcia: una sfida mortale a esclusione (chi si ferma verrò ucciso sul posto) nella quale rimarrà in vita solo il vincitore.
Ennesima trasposizione di un romanzo di Stephen King (che ho adorato ma che dovrei rileggere), passata purtroppo in sordina, che vale la pena di recuperare su Prime Video.
Un film abbastanza crudo, con una violenza mai fine a sé stessa, ben scritto e interpretato.
Il protagonista è il figlio del compianto Philip Seymour Hoffman, anche se il vero mattatore è David Jonsson (l'androide Andy di Alien: Romulus). I due sono comunque supportati benissimo dal resto del giovane cast, con l'aggiunta di un Mark Hamill davvero bastardo.
Forse non mi ha del tutto convinto la regia di Francis Lawrence, almeno a livello tecnico (secondo me ci voleva un po' di camera a mano per rendere lo stile un po' più ruvido e documentaristico).
Il film però intrattiene benissimo dall'inizio alla fine, nonostante il gruppo di ragazzi sia sempre in marcia in mezzo al nulla o quasi (tranne nell'ultima parte).
Inoltre lo spettatore riesce davvero ad affezionarsi a loro, anche a quelli che sono tutt'altro che simpatici.
Ottima fotografia e la colonna sonora.
Non è stato un flop ma non ha avuto il successo sperato, forse perché, visti i tempi, il pubblico non vuole andare al cinema a vedere un'allegoria della situazione economica e politica mondiale (in particolare degli USA).
Ma ad avercene film così...
VOTO: 7.5