Elucubrazioni, recensioni, curiosità varie sui miei film, registi, romanzi e scrittori preferiti.
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sabato 6 giugno 2020

IL GIORNO PIU' LUNGO -Mini recensione-

Kolossal bellico del 1962, prodotto da Darryl F. Zanuck, con un cast stellare e rigorosamente in bianco e nero, che racconta lo sbarco in Normandia del 6 giugno del '44.
Uno dei miei film di guerra preferiti, fin dai tempi dell'infanzia.
Oggi appare datato (la violenza è molto edulcorata) ma personalmente poco mi importa: adoro lo stile cinematografico di quegli anni.
Un film corale, con John Wayne e Robert Mitchum che spiccano su tutti, Henry Fonda compreso. C'è anche un giovanissimo Paul Anka, che collaborò con il grande Maurice Jarre per l'indimenticabile colonna sonora (una delle mie preferite in assoluto) e un altrettanto giovane Sean Connery in un ruolo insolitamente comico (pochi mesi dopo interpreterà James Bond).
La fotografia in bianco e nero rende lo stile del film quasi documentaristico e la regia, seppur dietro la macchina da presa si siano alternate varie persone (a seconda della location), risulta comunque ben omogenea.
Storicamente un po' licenzioso, soprattutto sull'età di certi attori rispetto alla controparte reale, il film è tratto dall'omonimo libro di Cornelius Ryan, che scrisse anche la sceneggiatura.
Una pietra miliare della storia del cinema bellico (e non solo).

VOTO: 8



domenica 26 aprile 2020

HIGHLANDER - L'ULTIMO IMMORTALE -Mini Recensione-

Ecco la storia di Connor MacLeod, un "immortale", nato in Scozia nel 1500 (o giù di lì) e sopravvissuto fino ai giorni nostri (nel caso specifico il 1986) combattendo a colpi di spada con altri "immortali" che possono essere uccisi solo se vengono decapitati...
Ok, il plot di partenza, almeno nel 1986, sembrava geniale, ammettiamolo.
Rivendendo il film (credo) per intero per la prima volta, dopo molto tempo, sono rimasto frastornato.
Christopher Lambert non doppiato è proprio un pessimo attore (uno dei peggiori che abbia mai visto) e in quegli anni riusciva a tenersi a galla solo per l'aspetto fisico e una parvenza di presenza scenica.
Mi chiedo pure se sia stato doppiato nella scene in flashback in cui, in teoria, dovrebbe parlare con un marcato accento scozzese, vista la sua scarsa padronanza dell'inglese.
Sean Connery, attore scozzese per eccellenza, paradossalmente è stato chiamato a interpretare Ramirez, il mentore di MacLeod (che, a dispetto del nome, nel film risulta essere di origini egiziane!).
Il cattivo di turno, Kurgan, è un sadico pazzoide che nell'età contemporanea va in giro vestito come Terminator, mentre i poliziotti sono tutti idioti, insignificanti e violenti.
La pellicola sconfina parecchie volte nel trash e lo stile da "videoclipparo" dell'australiano Russell Mulcahy non aiuta. Il montaggio è secco e veloce, pure troppo, visto che le scene sembrano tagliate con l'accetta. La regia, nel complesso, è grezza e superficiale (anche se nei primi anni '80 molti film erano girati in quel modo).
Nostalgiche le musiche dei Queen, che qui hanno un arrangiamento più elettronico rispetto a quelle pubblicate nell'Album.
Il film è invecchiato davvero male, purtroppo.

VOTO: 5


sabato 23 novembre 2019

I MIEI 5 FILM DI JAMES BOND PREFERITI

Questa volta metto in fila i cinque film di (o con) James Bond che, per un motivo o l'altro, adoro maggiormente.
Partiamo subito...



5° POSTO

MAI DIRE MAI






L'ho decisamente rivalutato dopo le ultime visioni.
Film che non fa parte della saga ufficiale (una sorta di remake di Operazione Tuono), molto anni '80,  con un Connery più efficace rispetto a quello visto in Una Cascata di Diamanti, (probabilmente perché interpreta un Bond invecchiato anche nella finzione) che a tratti gioca a fare la parodia di sé stesso.
Grande prova di Klaus Maria Brandauer e Barbara Carrera.



4° POSTO

007 GOLDEN EYE



Esplosivo esordio di Pierce Brosnan nei panni di 007.
Film dal ritmo vertiginoso, con memorabili sequenze d'azione (tipo quella dell'inseguimento di Bond alla guida di un carro armato), diretto da un Martin Campbell in stato di grazia.
Poi c'è Famke Janssen, che è sempre un bel vedere, e Sean Bean (indovinate che fine fa?).
Peccato che Brosnan non si sia stato altrettanto efficace nei film successivi, anche se non fu tutta colpa sua.



3° POSTO

007 ZONA PERICOLO



Il gallese Timothy Dalton andrebbe rivalutato (lo 007 di Craig è semplicemente una versione più rozza del suo Bond, ma stranamente è stato apprezzato) e fu penalizzato, credo, dal brusco cambio di caratterizzazione del personaggio rispetto a Roger Moore.
Ma Zona Pericolo è un buon film.
Il regista John Glen ci introduce direttamente nello stile action di fine anni '80, decisamente più spettacolare dei capitoli precedenti.
Grande pezzo degli A-HA, invecchiato meglio di quello dei Duran Duran di 007 Bersaglio Mobile di un paio di anni prima. Strano ma vero, il compositore John Barry azzecca una colonna sonora adatta ai miei gusti.




2° POSTO

007 MISSIONE GOLDFINGER



Il miglior Bond con Sean Connery.
Non amo particolarmente i film con l'attore scozzese principalmente perché sono ambientati (quasi tutti) negli anni '60, un periodo che non ho vissuto e nel quale non riesco a sentirmi a mio agio, ma questa è una pellicola incredibilmente divertente.
Credo sia anche il primo film di Bond che abbia visto.
C'è probabilmente il miglior Villain dell'intera saga (sua la memorabile battuta: "No, io mi aspetto che lei muoia") ma il merito va soprattutto al tocco ironico del regista Guy Hamilton (che preferisco a Terence Young) e al montaggio di Peter Hunt.




1° POSTO

007 SOLO PER I TUOI OCCHI



Il mio preferito in assoluto, con Roger Moore che per me rimarrà il vero 007 (con buona pace dei fan di Connery) perché quando ero bambino era lui il titolare del ruolo.
Un Bond movie piuttosto "asciutto" (soprattutto rispetto al precedente Moonraker-OPERAZIONE SPAZIO), con gadget praticamente assenti e nessun mega complotto mondiale da sventare.
Moore raggiunge qui l'apice della sua bondiana carriera, ben diretto da John Glen (il miglior regista dell'intera saga assieme a Campbell) e non posso non menzionare la memorabile scena della fuga di Bond a bordo della 2cv color limone.
Bravo anche Topol nei panni di Milos Columbo.
Ottima la colonna sonora di Bill Conti.
Ah, poi c'è Carole Bouquet (più bella che brava, a dire la verità) per la quale ebbi una delle prime "cotte" (la sua presenza è uno dei motivi per il quale adoro questa pellicola).





domenica 2 dicembre 2018

Agente 007-UNA CASCATA DI DIAMANTI -Mini Recensione-

Ultima volta di Connery nei panni di James Bond (nella serie ufficiale), con 007 intento a sventare un traffico di diamanti...
A ben vedere, però, la trama appare piuttosto ingenua, farraginosa e pure confusa, soprattutto nella prima parte, con una versione di Ernst Stavro Blofeld completamente incongruente con quelle degli altri film.
C'è molto humor,  pure troppo, con tanto di coppia killer (nemmeno tanto velatamente gay) ridicola e "macchiettistica".
Toni umoristici esagerati e poco adatti per uno come Sean Connery, secondo me. Non a caso poi arrivò Roger Moore e i film di Bond presero decisamente quella piega fino all'arrivo del sottovalutato Timothy Dalton.
L'attore scozzese, inoltre, appare qui svogliato (tornò solo per soldi), sicuramente già troppo invecchiato per il ruolo, anche se più giovane di 3 anni rispetto a Moore che lo sostituirà.
La regia di Guy Hamilton non è male, ma si nota la mancanza di Peter Hunt, l'abituale montatore dei film precedenti, nonché regista di Agente 007-Al servizio di sua maestà.
Riguardo le "pompose" musiche di John Barry, tema "bondiano" a parte (che comunque non è suo), personalmente le ho sempre mal sopportate. Troppo vintage, per uno che, come me, gli anni '60 non li ha vissuti neanche di striscio.
E qui risultano ancor più anacronistiche, dato che siamo ormai nel 1971 e di lì a poco esploderà la disco dance che influenzerà musicalmente anche i successivi capitoli di 007.
In conclusione, mi pare un film fiacco, con un paio di buone sequenze, tipo il combattimento nell'ascensore nella prima parte, ma niente più.
Anche se non lo reputo il peggior Bond con Connery, comunque.

VOTO: 6-





martedì 31 luglio 2018

MAI DIRE MAI -Mini Recensione-

Era il 1983, quando a 53 anni, Sean Connery tornava a vestire i panni (e parrucchino) di James Bond in un film estraneo alla serie ufficiale, una sorta di remake di Thunderball-Operazione Tuono.
Col senno di poi, come spesso mi accade, credo sia un buon film.
Le atmosfere richiamano quelle da anni '60 dei primi capitoli di 007, comprese alcune ingenuità di sceneggiatura.
Sean Connery, anche se più giovane di 3 anni, rispetto al coevo "Bond ufficiale" Roger Moore, qui appare forse troppo invecchiato per il ruolo (tant'è che nelle scene a torso nudo lo si nota chiaramente trattenere in dentro la pancia), ma l'attore scozzese riesce a rimediare parodiando il suo stesso (giovane) personaggio.
Bravi, ma leggermente sopra le righe per i miei gusti, Klaus Maria Brandauer e Barbara Carrera, mentre la giovane Kim Basinger arranca a tratti.
La regia dello specialista di sequel, Irvin Kershner, è abbastanza solida (ricordavo peggio), comunque.
Da segnalare una piccola parte di un giovane Rowan Atkinson.
Concludendo: uno dei migliori Bond con Sean Connery, che personalmente preferisco sicuramente all'originale (eccessivamente pomposo) Thunderball.

VOTO: 7




sabato 7 aprile 2018

THE ROCK -Mini Recensione-

Era il 1996 quando Michael Bay sfornava questo adrenalinico blockbuster di successo prodotto dalla "fracassona"coppia Simpson/Bruckheimer.
Alcuni Marine prendono il controllo dell'ex carcere di Alcatraz, minacciando anche la città di San Francisco con alcuni missili contenenti un pericoloso gas. Toccherà a un giovane chimico dell'FBI, assieme a un anziano detenuto (un ex agente segreto britannico "incastrato" dagli americani) che era già evaso dalla famosa prigione 30 anni prima, guidare un reparto speciale sull'isola nel tentativo di mettere fuori gioco i Marine rinnegati...
Iniziamo con gli elementi positivi: la coppia Sean Connery/Nicolas Cage funziona bene e, stranamente, Cage non appare nemmeno poi così tanto sopra le righe nella recitazione.
Il film, tutto sommato, non annoia.
E ora passiamo ai difetti...
La sceneggiatura, seppur con plot potenzialmente interessante, risulta parecchio ingenua, a tratti imbarazzante e involontariamente comica. Per non parlare delle motivazioni del personaggio del generale Hummel, interpretato dal comunque bravo Ed Harris.
I personaggi sono quasi tutti dei cliché di film d'azione (già 22 anni fa ebbi questa impressione, quando lo vidi su VHS noleggiata): il villain che non è poi così cattivo, c'è il detenuto chiamato in ballo con una falsa promessa di grazia, la giovane recluta (con fidanzata incinta) che non ha mai partecipato a una vera operazione sul campo, l'antipatico direttore dell'FBI che sembra più infimo e senza scrupoli dello stesso capo dei Marine rivoltosi, e via dicendo...
La regia di Bay, almeno tecnicamente parlando, non sarebbe nemmeno male, ma è tutto così volutamente esagerato che quasi sempre si sfiora il ridicolo.
Ah, ci sono anche le ridondanti musiche di un Hans Zimmer vecchia maniera...
Insomma: è un film piuttosto brutto ma che, senza volerlo, riesce a sembrare abbastanza divertente.

VOTO: 6--




domenica 25 febbraio 2018

CACCIA A OTTOBRE ROSSO -Mini Recensione-

Ancora non avevo recensito questo bel film di John McTiernan, ma rimedio subito.
1984. In piena guerra fredda.
Marko Ramius, comandante dell'avanzato sottomarino sovietico Ottobre Rosso, decide di disertare e consegnarsi agli americani, portandosi però dietro l'intera flotta navale sovietica che vorrebbe fermarlo, a tutti i costi, prima della sua defezione. Toccherà  a Jack Ryan, un analista della CIA, cercare di mettersi in contatto con Ramius  per capirne le reali intenzioni...
Non era facile trarre una buona e avvincente trasposizione cinematografica da quel mattone che è il romanzo omonimo di Tom Clancy, dove ci sono pure un'infinità di personaggi secondari e sotto trame che non portano da nessuna parte, ma McTiernan & co. ci riescono alla grande, sfornando una pellicola in grado di coinvolgere lo spettatore dall'inizio alla fine nonostante non ci siano poi così tante scene d'azione.
Il regista, quando ancora azzeccava buoni film, dirige con mano sicura un grande cast, dove anche Alec Baldwin non sfigura affatto nel confronto con Sean Connery. Credo sia addirittura la miglior interpretazione del maggiore dei fratelli Baldwin (strepitoso quando, in originale, si mette a imitare l'accento strascicato di Connery/Ramius) e il suo Jack Ryan è di gran lunga più convincente di quello musone e perennemente imbronciato di Harrison Ford dei film successivi (Ben Affleck non lo considero nemmeno).
Bravi anche i sempre affidabili Sam Neill e Scott Glenn, così come il giggioneggiante James Earl Jones.
Eccezionale la colonna sonora firmata dal compianto Basil Poledouris.


VOTO: 7,5