Questa volta metto in fila i cinque film di (o con) James Bond che, per un motivo o l'altro, adoro maggiormente.
Partiamo subito...
5° POSTO
MAI DIRE MAI
L'ho decisamente rivalutato dopo le ultime visioni.
Film che non fa parte della saga ufficiale (una sorta di remake di Operazione Tuono), molto anni '80, con un Connery più efficace rispetto a quello visto in Una Cascata di Diamanti, (probabilmente perché interpreta un Bond invecchiato anche nella finzione) che a tratti gioca a fare la parodia di sé stesso.
Grande prova di Klaus Maria Brandauer e Barbara Carrera.
4° POSTO
007 GOLDEN EYE
Esplosivo esordio di Pierce Brosnan nei panni di 007.
Film dal ritmo vertiginoso, con memorabili sequenze d'azione (tipo quella dell'inseguimento di Bond alla guida di un carro armato), diretto da un Martin Campbell in stato di grazia.
Poi c'è Famke Janssen, che è sempre un bel vedere, e Sean Bean (indovinate che fine fa?).
Peccato che Brosnan non si sia stato altrettanto efficace nei film successivi, anche se non fu tutta colpa sua.
3° POSTO
007 ZONA PERICOLO
Il gallese Timothy Dalton andrebbe rivalutato (lo 007 di Craig è semplicemente una versione più rozza del suo Bond, ma stranamente è stato apprezzato) e fu penalizzato, credo, dal brusco cambio di caratterizzazione del personaggio rispetto a Roger Moore.
Ma Zona Pericolo è un buon film.
Il regista John Glen ci introduce direttamente nello stile action di fine anni '80, decisamente più spettacolare dei capitoli precedenti.
Grande pezzo degli A-HA, invecchiato meglio di quello dei Duran Duran di 007 Bersaglio Mobile di un paio di anni prima. Strano ma vero, il compositore John Barry azzecca una colonna sonora adatta ai miei gusti.
2° POSTO
007 MISSIONE GOLDFINGER
Il miglior Bond con Sean Connery.
Non amo particolarmente i film con l'attore scozzese principalmente perché sono ambientati (quasi tutti) negli anni '60, un periodo che non ho vissuto e nel quale non riesco a sentirmi a mio agio, ma questa è una pellicola incredibilmente divertente.
Credo sia anche il primo film di Bond che abbia visto.
C'è probabilmente il miglior Villain dell'intera saga (sua la memorabile battuta: "No, io mi aspetto che lei muoia") ma il merito va soprattutto al tocco ironico del regista Guy Hamilton (che preferisco a Terence Young) e al montaggio di Peter Hunt.
1° POSTO
007 SOLO PER I TUOI OCCHI
Il mio preferito in assoluto, con Roger Moore che per me rimarrà il vero 007 (con buona pace dei fan di Connery) perché quando ero bambino era lui il titolare del ruolo.
Un Bond movie piuttosto "asciutto" (soprattutto rispetto al precedente Moonraker-OPERAZIONE SPAZIO), con gadget praticamente assenti e nessun mega complotto mondiale da sventare.
Moore raggiunge qui l'apice della sua bondiana carriera, ben diretto da John Glen (il miglior regista dell'intera saga assieme a Campbell) e non posso non menzionare la memorabile scena della fuga di Bond a bordo della 2cv color limone.
Bravo anche Topol nei panni di Milos Columbo.
Ottima la colonna sonora di Bill Conti.
Ah, poi c'è Carole Bouquet (più bella che brava, a dire la verità) per la quale ebbi una delle prime "cotte" (la sua presenza è uno dei motivi per il quale adoro questa pellicola).
Elucubrazioni, recensioni, curiosità varie sui miei film, registi, romanzi e scrittori preferiti.
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sabato 23 novembre 2019
martedì 11 dicembre 2018
MOONRAKER-OPERAZIONE SPAZIO -Mini Rencensione-
Da bambino questo era il mio film di Bond preferito, visto per la prima volta in una TV (forse) in bianco e nero, a casa di un mio amico una domenica pomeriggio.
In realtà la trama ricalca quasi pari pari quella del precedente LA SPIA CHE MIA AMAVA, con un'ambientazione spaziale anziché marina. Anche il piano del Villain di turno è identico e c'è pure il ritorno del gigantesco personaggio di SQUALO interpretato da Richard Kiel.
Roger Moore è qui ancora in forma mentre la Bond Girl di turno è più tosta che sexy, molto più sensuale una giovane Corinne Cléry, che però farà una brutta fine, ma va bene così.
Diciamo che, a conti fatti, rimane un film molto esagerato ma divertente e fracassone.
Rivisto in HD è un bel vedere e pure i datati effetti speciali non sfigurano più di tanto (tranne alcune retroproiezioni nella scena della funivia).
Regia di Lewis Gilbert nella norma, con un buon montaggio di John Glen che diventerà poi il regista della serie fino a VENDETTA PRIVATA.
Musiche di John Barry stranamente non troppo pompose (per i miei gusti), con una canzone dei titoli di testa molto valida ma piuttosto sottovalutata, all'epoca.
Fu un grande successo al box office, comunque.
VOTO: 7-
In realtà la trama ricalca quasi pari pari quella del precedente LA SPIA CHE MIA AMAVA, con un'ambientazione spaziale anziché marina. Anche il piano del Villain di turno è identico e c'è pure il ritorno del gigantesco personaggio di SQUALO interpretato da Richard Kiel.
Roger Moore è qui ancora in forma mentre la Bond Girl di turno è più tosta che sexy, molto più sensuale una giovane Corinne Cléry, che però farà una brutta fine, ma va bene così.
Diciamo che, a conti fatti, rimane un film molto esagerato ma divertente e fracassone.
Rivisto in HD è un bel vedere e pure i datati effetti speciali non sfigurano più di tanto (tranne alcune retroproiezioni nella scena della funivia).
Regia di Lewis Gilbert nella norma, con un buon montaggio di John Glen che diventerà poi il regista della serie fino a VENDETTA PRIVATA.
Musiche di John Barry stranamente non troppo pompose (per i miei gusti), con una canzone dei titoli di testa molto valida ma piuttosto sottovalutata, all'epoca.
Fu un grande successo al box office, comunque.
VOTO: 7-
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domenica 2 dicembre 2018
Agente 007-UNA CASCATA DI DIAMANTI -Mini Recensione-
Ultima volta di Connery nei panni di James Bond (nella serie ufficiale), con 007 intento a sventare un traffico di diamanti...
A ben vedere, però, la trama appare piuttosto ingenua, farraginosa e pure confusa, soprattutto nella prima parte, con una versione di Ernst Stavro Blofeld completamente incongruente con quelle degli altri film.
C'è molto humor, pure troppo, con tanto di coppia killer (nemmeno tanto velatamente gay) ridicola e "macchiettistica".
Toni umoristici esagerati e poco adatti per uno come Sean Connery, secondo me. Non a caso poi arrivò Roger Moore e i film di Bond presero decisamente quella piega fino all'arrivo del sottovalutato Timothy Dalton.
L'attore scozzese, inoltre, appare qui svogliato (tornò solo per soldi), sicuramente già troppo invecchiato per il ruolo, anche se più giovane di 3 anni rispetto a Moore che lo sostituirà.
La regia di Guy Hamilton non è male, ma si nota la mancanza di Peter Hunt, l'abituale montatore dei film precedenti, nonché regista di Agente 007-Al servizio di sua maestà.
Riguardo le "pompose" musiche di John Barry, tema "bondiano" a parte (che comunque non è suo), personalmente le ho sempre mal sopportate. Troppo vintage, per uno che, come me, gli anni '60 non li ha vissuti neanche di striscio.
E qui risultano ancor più anacronistiche, dato che siamo ormai nel 1971 e di lì a poco esploderà la disco dance che influenzerà musicalmente anche i successivi capitoli di 007.
In conclusione, mi pare un film fiacco, con un paio di buone sequenze, tipo il combattimento nell'ascensore nella prima parte, ma niente più.
Anche se non lo reputo il peggior Bond con Connery, comunque.
VOTO: 6-
A ben vedere, però, la trama appare piuttosto ingenua, farraginosa e pure confusa, soprattutto nella prima parte, con una versione di Ernst Stavro Blofeld completamente incongruente con quelle degli altri film.
C'è molto humor, pure troppo, con tanto di coppia killer (nemmeno tanto velatamente gay) ridicola e "macchiettistica".
Toni umoristici esagerati e poco adatti per uno come Sean Connery, secondo me. Non a caso poi arrivò Roger Moore e i film di Bond presero decisamente quella piega fino all'arrivo del sottovalutato Timothy Dalton.
L'attore scozzese, inoltre, appare qui svogliato (tornò solo per soldi), sicuramente già troppo invecchiato per il ruolo, anche se più giovane di 3 anni rispetto a Moore che lo sostituirà.
La regia di Guy Hamilton non è male, ma si nota la mancanza di Peter Hunt, l'abituale montatore dei film precedenti, nonché regista di Agente 007-Al servizio di sua maestà.
Riguardo le "pompose" musiche di John Barry, tema "bondiano" a parte (che comunque non è suo), personalmente le ho sempre mal sopportate. Troppo vintage, per uno che, come me, gli anni '60 non li ha vissuti neanche di striscio.
E qui risultano ancor più anacronistiche, dato che siamo ormai nel 1971 e di lì a poco esploderà la disco dance che influenzerà musicalmente anche i successivi capitoli di 007.
In conclusione, mi pare un film fiacco, con un paio di buone sequenze, tipo il combattimento nell'ascensore nella prima parte, ma niente più.
Anche se non lo reputo il peggior Bond con Connery, comunque.
VOTO: 6-
martedì 31 luglio 2018
MAI DIRE MAI -Mini Recensione-
Era il 1983, quando a 53 anni, Sean Connery tornava a vestire i panni (e parrucchino) di James Bond in un film estraneo alla serie ufficiale, una sorta di remake di Thunderball-Operazione Tuono.
Col senno di poi, come spesso mi accade, credo sia un buon film.
Le atmosfere richiamano quelle da anni '60 dei primi capitoli di 007, comprese alcune ingenuità di sceneggiatura.
Sean Connery, anche se più giovane di 3 anni, rispetto al coevo "Bond ufficiale" Roger Moore, qui appare forse troppo invecchiato per il ruolo (tant'è che nelle scene a torso nudo lo si nota chiaramente trattenere in dentro la pancia), ma l'attore scozzese riesce a rimediare parodiando il suo stesso (giovane) personaggio.
Bravi, ma leggermente sopra le righe per i miei gusti, Klaus Maria Brandauer e Barbara Carrera, mentre la giovane Kim Basinger arranca a tratti.
La regia dello specialista di sequel, Irvin Kershner, è abbastanza solida (ricordavo peggio), comunque.
Da segnalare una piccola parte di un giovane Rowan Atkinson.
Concludendo: uno dei migliori Bond con Sean Connery, che personalmente preferisco sicuramente all'originale (eccessivamente pomposo) Thunderball.
VOTO: 7
Col senno di poi, come spesso mi accade, credo sia un buon film.
Le atmosfere richiamano quelle da anni '60 dei primi capitoli di 007, comprese alcune ingenuità di sceneggiatura.
Sean Connery, anche se più giovane di 3 anni, rispetto al coevo "Bond ufficiale" Roger Moore, qui appare forse troppo invecchiato per il ruolo (tant'è che nelle scene a torso nudo lo si nota chiaramente trattenere in dentro la pancia), ma l'attore scozzese riesce a rimediare parodiando il suo stesso (giovane) personaggio.
Bravi, ma leggermente sopra le righe per i miei gusti, Klaus Maria Brandauer e Barbara Carrera, mentre la giovane Kim Basinger arranca a tratti.
La regia dello specialista di sequel, Irvin Kershner, è abbastanza solida (ricordavo peggio), comunque.
Da segnalare una piccola parte di un giovane Rowan Atkinson.
Concludendo: uno dei migliori Bond con Sean Connery, che personalmente preferisco sicuramente all'originale (eccessivamente pomposo) Thunderball.
VOTO: 7
venerdì 20 aprile 2018
SOLO PER I TUOI OCCHI -Mini Recensione-
Quando mi annoio e non riesco a decidermi quale film guardare, ecco che allora opto per uno di quelli a cui sono parecchio affezionato, anche se lo conosco a memoria, quasi inquadratura per inquadratura...
E SOLO PER I TUOI OCCHI è uno di questi, oltre che essere il mio Bond Movie preferito.
Questa volta 007 deve recuperare un dispositivo segreto che ha a che fare con i codici di lancio dei missili Polaris, dispositivo che si trova sul fondo del Mar Ionio, all'interno del relitto di una nave spia inglese affondata accidentalmente...
Adoro Roger Moore nei panni di Bond, come ben sapete.
Qui c'è anche una giovane Carole Bouquet, per la quale da ragazzino avevo una gran cotta, ed è forse per questo motivo che mi piace un sacco questo film.
Inoltre, pur essendo comunque piuttosto esagerato (come tutti i Bond con Roger Moore), risulta però molto "pulito" riguardo la trama; praticamente 007 non fa uso di improbabili gadget, il cattivo di turno non vuole conquistare il mondo ma è un "semplice" contrabbandiere senza scrupoli, e il dispositivo A.T.A.C. da recuperare è poco più di un "McGuffin" alla Hitchcock.
Si punta tutto sull'azione, quindi, senza tralasciare però una notevole caratterizzazione dei personaggi, che alla fine risultano essere pure credibili, almeno rispetto ad altri film della saga di 007.
Moore è ancora relativamente giovane e non sfigura, anche nelle scazzottate; il declino fisico inizierà con il film successivo: Octopussy-Operazione piovra.
Ottima la prova di Topol nei panni del trafficante (buono?) Columbo, così come quella di Julian Glover che interpreta l'ambiguo Kristatos. Da segnalare un giovane e semisconosciuto Charles Dance nei panni di uno degli scagnozzi del cattivo di turno.
Che Carole Bouquet, come attrice, fosse più bella che brava, poco importa; a me basta la sua presenza!
La regia di John Glen qui mi garba parecchio, anche perché ci sono molte scene d'azione ben girate e divertenti, tipo quella dell'inseguimento a bordo della 2CV color limone quasi a inizio film con le impagabili facce da sbruffone di Moore. Nessun altro Bond, infatti, riusciva a risultare così credibile anche nelle scene più trash e surreali come quella sopra citata
E poi ci sono le azzeccate musiche di Bill Conti, che prende il posto di John Barry, ri-arrangiando alcune note composizioni di quest'ultimo e aggiungendo alla grande roba sua.
Lo so, non sarà certo il miglior Bond Movie, ma rimane il mio preferito!
VOTO: 8
E SOLO PER I TUOI OCCHI è uno di questi, oltre che essere il mio Bond Movie preferito.
Questa volta 007 deve recuperare un dispositivo segreto che ha a che fare con i codici di lancio dei missili Polaris, dispositivo che si trova sul fondo del Mar Ionio, all'interno del relitto di una nave spia inglese affondata accidentalmente...
Adoro Roger Moore nei panni di Bond, come ben sapete.
Qui c'è anche una giovane Carole Bouquet, per la quale da ragazzino avevo una gran cotta, ed è forse per questo motivo che mi piace un sacco questo film.
Inoltre, pur essendo comunque piuttosto esagerato (come tutti i Bond con Roger Moore), risulta però molto "pulito" riguardo la trama; praticamente 007 non fa uso di improbabili gadget, il cattivo di turno non vuole conquistare il mondo ma è un "semplice" contrabbandiere senza scrupoli, e il dispositivo A.T.A.C. da recuperare è poco più di un "McGuffin" alla Hitchcock.
Si punta tutto sull'azione, quindi, senza tralasciare però una notevole caratterizzazione dei personaggi, che alla fine risultano essere pure credibili, almeno rispetto ad altri film della saga di 007.
Moore è ancora relativamente giovane e non sfigura, anche nelle scazzottate; il declino fisico inizierà con il film successivo: Octopussy-Operazione piovra.
Ottima la prova di Topol nei panni del trafficante (buono?) Columbo, così come quella di Julian Glover che interpreta l'ambiguo Kristatos. Da segnalare un giovane e semisconosciuto Charles Dance nei panni di uno degli scagnozzi del cattivo di turno.
Che Carole Bouquet, come attrice, fosse più bella che brava, poco importa; a me basta la sua presenza!
La regia di John Glen qui mi garba parecchio, anche perché ci sono molte scene d'azione ben girate e divertenti, tipo quella dell'inseguimento a bordo della 2CV color limone quasi a inizio film con le impagabili facce da sbruffone di Moore. Nessun altro Bond, infatti, riusciva a risultare così credibile anche nelle scene più trash e surreali come quella sopra citata
E poi ci sono le azzeccate musiche di Bill Conti, che prende il posto di John Barry, ri-arrangiando alcune note composizioni di quest'ultimo e aggiungendo alla grande roba sua.
Lo so, non sarà certo il miglior Bond Movie, ma rimane il mio preferito!
VOTO: 8
domenica 17 settembre 2017
007 VENDETTA PRIVATA -Mini Recensione-
Secondo e ultimo film di Bond interpretato da Timothy Dalton.
La pellicola parte bene, con un prologo davvero spettacolare e un notevole stunt.
Anche il Villain di turno, il granitico Robert Davi, funziona; ma la parte centrale del film mi ha proprio annoiato. Anche il regista John Glen pare quasi svogliato, a tratti.
La Bond girl è insulsa e caratterizzata malissimo: ci viene presentata come un'agente della CIA che sa difendersi durante una rissa in un bar ma poi diventa inspiegabilmente timida, impacciata e gelosa di Bond, per poi tornare a sprazzi capace di prendere a calci chiunque.
Buona l'idea di dare spazio a Q facendolo scendere "in campo" ma continuo a ritenere che i gadget di Bond risultino troppo improbabili e naif per un (relativamente) moderno action movie.
La colonna sonora di Michael Kamen, quando non richiama il tema bondiano per eccellenza, risulta troppo simile a quella di Die Hard; era lo stile di Kamen, d'accordo, ma mi aspettavo l'arrivo di McClane da un momento all'altro...
Il ritmo e la storia si riprendono nel finale, riuscendo quindi a strappare almeno la sufficienza.
Peccato non abbiano dato un'altra possibilità a Timothy Dalton perché qui secondo me funziona comunque alla grande.
La pellicola parte bene, con un prologo davvero spettacolare e un notevole stunt.
Anche il Villain di turno, il granitico Robert Davi, funziona; ma la parte centrale del film mi ha proprio annoiato. Anche il regista John Glen pare quasi svogliato, a tratti.
La Bond girl è insulsa e caratterizzata malissimo: ci viene presentata come un'agente della CIA che sa difendersi durante una rissa in un bar ma poi diventa inspiegabilmente timida, impacciata e gelosa di Bond, per poi tornare a sprazzi capace di prendere a calci chiunque.
Buona l'idea di dare spazio a Q facendolo scendere "in campo" ma continuo a ritenere che i gadget di Bond risultino troppo improbabili e naif per un (relativamente) moderno action movie.
La colonna sonora di Michael Kamen, quando non richiama il tema bondiano per eccellenza, risulta troppo simile a quella di Die Hard; era lo stile di Kamen, d'accordo, ma mi aspettavo l'arrivo di McClane da un momento all'altro...
Il ritmo e la storia si riprendono nel finale, riuscendo quindi a strappare almeno la sufficienza.
Peccato non abbiano dato un'altra possibilità a Timothy Dalton perché qui secondo me funziona comunque alla grande.
venerdì 15 settembre 2017
007 ZONA PERICOLO -Mini Recensione-
Personalmente ritengo Timothy Dalton un Bond sottovalutato, così come questo film.
Mi sono ricreduto su Dalton dopo averlo visto in lingua originale, dove ovviamente si può apprezzare maggiormente la performance di un attore.
Il suo Bond non è spaccone come quello di Moore, né rude e un tantino bastardo come quello di Connery e forse è ancor meglio di Brosnam, che l'attore gallese sostituì all'ultimo momento (L'insulso Lazemby non lo considero nemmeno).
Avrebbe meritato di interpretare almeno un terzo film.
Questa pellicola poi, che ho appena rivisto, mi piace un sacco.Certo, la prima parte contiene alcune ingenuità e scene sopra le righe più adatte al Bond di Moore, perché sembrano in contrasto col tono serio e credibile che Dalton cerca di dare a tutta la storia, ma la seconda parte diventa un solido action anni '80 ben girato.
John Glen è probabilmente il miglior regista dei film di 007 e le scene d'azione non deludono.
Grande anche Art Malik, che interpreterà qualche anno dopo il cattivone di True Lies.
Molto anni '80 ma ancora orecchiabile la canzone dei titoli di testa degli a-Ah.
Un film da rivalutare.
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