Elucubrazioni, recensioni, curiosità varie sui miei film, registi, romanzi e scrittori preferiti.
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domenica 14 aprile 2024

IL PIANETA DELLE SCIMMIE (1968) - Mini Recensione -

Una navicella spaziale precipita in un pianeta sconosciuto dopo un viaggio di centinaia di anni. 
I tre astronauti sopravvissuti, provenienti dal 20° secolo, si ritrovano in un mondo apparentemente desolato, salvo poi scoprire che in realtà è abitato da delle scimmie umanoidi e senzienti...
Un classico della fantascienza, tratto da un famoso romanzo di Pierre Boulle, magistralmente diretto da Franklin J. Schaffner con uno dei plot twist più famosi della storia del cinema (non a caso uno degli sceneggiatori è Rod Serling).
L'atmosfera di spaesamento, disagio e allo stesso tempo di familiarità all'inizio del film funziona alla grande anche dopo l'ennesima visione. Merito della prodigiosa regia di Schaffner ma anche della colonna sonora in stile "d'avanguardia" di Jerry Goldsmith.
Un perfetto Charlton Heston nel suo ruolo più famoso dopo quelli dei film biblici degli anni '50.
Trucco prostetico che ha fatto scuola e per nulla invecchiato.
Certo, al giorno d'oggi la storia appare a tratti ingenua (il colpo di scena finale oggi non funzionerebbe per tutta una seria di motivi) ma il film rimane un capolavoro.


VOTO: 8 





 

sabato 6 aprile 2024

RAMBO - Mini Recensione

 John Rambo, un reduce del Vietnam, si reca in una cittadina del costa ovest degli USA alla ricerca di un ex commilitone. Lo scontro con il burbero sceriffo locale si trasformerà in una guerra personale contro le autorità...
Tratto da un romanzo, questa pellicola del 1982, pare cucita addosso a un taciturno Stallone, in quello che, in retrospettiva, credo sia il suo ruolo più riuscito. 
Il suo monologo finale è da antologia: duro, spietato, antimilitarista e privo di qualsiasi retorica. Un espediente che Stallone tentò (frettolosamente) di replicare nello sciagurato secondo capitolo, ottenendo un risultato completamente opposto.
Ottimo Brian Dennehy nei panni del testardo sceriffo, un personaggio che non risulta mai completamente "cattivo". Richard Crenna, invece, ruba quasi il film ogni volta che compare sullo schermo. Memorabile la sua famosa battuta: "Io non sono qui per salvare Rambo da voi... io sono  qui per salvare voi da lui!".
Ted Kotcheff gestisce bene il cast e le scene d'azione, con mano sicura e senza mai strafare.
Perfette le musiche di Jerry Goldsmith.

VOTO: 7,5





sabato 16 maggio 2020

STAR TREK - LA NEMESI -Mini Recensione-

Decimo e ultimo film della saga di Star Trek (prima del reboot) e quarto con l'equipaggio di The Next Generation. Picard e soci, questa volta, dovranno vedersela niente meno con il giovane e maligno clone dello stesso capitano, creato dai romulani anni prima...
Non c'è niente da fare: i film su Star Trek con i personaggi di TNG mi sembrano dei "semplici" episodi di due ore della serie tv, girati in formato widescreen e con effetti speciali più decenti. Nient'altro di più.
Le storie, anche dei capitoli precedenti, non hanno mai raggiunto l'epico respiro delle pellicole con Kirk, Spock, Bones e gli altri. Credo che manchino di originalità anche se, paradossalmente, questo ultimo capitolo riesce quanto meno a discostarsi dal Leitmotiv dei precedenti.
Merito (o demerito, visto il flop al botteghino) del regista (e montatore) Stuart Baird, il quale, non essendo un fan di Star Trek, decide di fare di testa sua. Un po' come accadde con Nicholas Meyer con l'altro equipaggio, solo che il risultato qui è decisamente inferiore.
Il problema, secondo me, è la sceneggiatura di stampo troppo televisivo (gli autori sono gli stessi delle serie tv di quegli anni) e piuttosto ripetitiva (toh, riappare pure un "fratello" di Data).
Bene Patrick Stewart/Picard e la sua controparte cattiva (un giovanissimo Tom Hardy) ma, androide a parte, il resto dell'equipaggio non ha particolare rilevanza nello sviluppo narrativo, nemmeno
Riker.
La regia, almeno, non ha il taglio televisivo e piatto delle precedenti ma gli effetti speciali digitali del 2002 sono ormai datati.
Anche la colonna sonora di Jerry Goldsmith non offre nulla di originale.
Mi ha annoiato parecchio.

VOTO: 5,5





lunedì 14 gennaio 2019

DECISIONE CRITICA -Mini Recensione-

Ricordo di aver visto quest action movie del 1996 su una VHS a noleggio, all'epoca.
Poco tempo dopo, mi capitò di leggerne una recensione su un noto settimanale di cinema e TV nella quale, oltre che stroncare totalmente il film, si riteneva ridicola la motivazione suicida del capo dei terroristi...
Mi tornò subito in mente quando appresi dei fatti dell'11 settembre del 2001.
E chissà se quel giorno anche il recensore (di cui non ricordo il nome) avrà avuto i brividi dietro la schiena come li ho avuti io ripensando a quanto aveva scritto anni prima.
Ma torniamo al film.
Dei terroristi prendono possesso di un Boeing 747, con tanto di pericolosissimo ordigno che potrebbe causare milioni di morti sul suolo americano.
Ma una squadra di militari USA, assieme a ingegnere e un analista, riesce a salire a bordo di nascosto grazie a un velivolo sperimentale per tentare di risolvere la situazione...

Riscoprendo questa pellicola (come al solito) dopo parecchi anni, mi è sembrata decisamente migliore di quello che ricordavo.
La regia dei Stuart Baird risulta un po' piattina (Baird ha iniziato come montatore), così come la fotografia, mentre le musiche di uno svogliato Jerry Goldsmith non mi hanno convinto del tutto.
Per non parlare della (ridicola) grafica a 16 bit della tecnologia computerizzata di quegli anni.
Ma ci sono dei momenti di tensione ben azzeccati.
La sceneggiatura è dei fratelli Thomas (quelli di Predator) e secondo me non è affatto male, se si accettano i classici cliché dei film di questo tipo.
Ottimo Kurt Russell, che risulta perfetto nel ruolo del civile che si trova a dover risolvere una situazione più grande di lui assieme a dei militari che rimangono a loro volta senza il proprio leader.
Non male anche John Leguizamo, Oliver Platt, Joe Morton e Halle Barry.
La critica, invece, massacrò la perfomance di Steven Seagal.
Bene anche la caratterizzazione del villain di turno da parte di David Suchet.
C'è anche l'immancabile finale alla "Airport" che chiude, comunque, perfettamente la storia.
A conti fatti, lo reputo decisamente migliore di Air Force One, uscito l'anno dopo.

VOTO: 7-





lunedì 9 luglio 2018

LA MUMMIA (1999) -Mini Recensione-

Era il 1999 quando la Universal decise di riportare in auge il franchise della Mummia nato negli anni '30 del ventesimo secolo.
Ma questo remake è più un film d'avventura dai toni comici (con atmosfere alla Indiana Jones, anche se siamo nel 1923) anziché un horror come le vecchie pellicole. Tutto sommato, però, il film funziona e intrattiene bene nonostante una sceneggiatura a tratti troppo ingenua.
Brendan Fraser (all'epoca) era perfetto per il ruolo, così come tutto il cast di contorno (menzione speciale per John Hannah che spesso ruba la scena a tutti gli altri).
La regia di Sommers non è malaccio anche se, dopo quasi 20 anni, gli effetti speciali digitali risultano molto datati e parecchio naif.
Buona la musica del compianto Jerry Goldsmith.
Un film (come dico spesso) da rivalutare, soprattutto se confrontato con il recente reboot con Tom Cruise.

VOTO: 7-





mercoledì 21 marzo 2018

IO NON CREDO A NESSUNO -Mini Recensione-

Finalmente ho recuperato un altro "tardo" film western che mi mancava.
Sto parlando di IO NON CREDO A NESSUNO con il solito, granitico, impareggiabile Charles Bronson.
Un treno con a bordo un governatore degli Stati Uniti, diretto verso uno sperduto avamposto militare, accoglie a bordo uno sceriffo federale (un U.S.Marshal, in originale) e il suo prigioniero, un misterioso individuo con varie accuse sul groppone. 
Ma ben presto, a bordo del treno, qualcuno inizia a uccidere i passeggeri uno ad uno...
Tratto da un romanzo di Alistar Mac Lean (lo stesso di Dove osano le aquile, I cannoni di Navarone, per intenderci), ci troviamo di fronte, almeno all'inizio, a un giallo alla Agatha Christie in salsa western ma che non trascura le scene d'azione.
E la storia funziona, con un Bronson ancora in gran forma e un buon cast di attori caratteristi come comprimari, anche se il mitico Ben Johnson risulta però sprecato, a mio modo di vedere.
La regia di Tom Gries è un poco ruvida, come molti film degli anni '70, ma a tratti spettacolare (vedi la lotta del protagonista, il personaggio di Charles Bronson, con uno dei cattivi di turno sul tetto di uno dei vagoni del treno, girata in gran parte senza controfigure).
Accattivante e azzeccato il tema musicale principale composto da Jerry Goldsmith.
L'ennesimo film da rivalutare.

VOTO: 7+



martedì 22 agosto 2017

AIR FORCE ONE -Mini Recensione-

Giusto l'altro giorno discutevo con un amico sul fatto che molti critici infilano la politica in qualsiasi film, anche nel peggior (o miglior) action americano.
Be', questo è uno di quei film in cui il messaggio politico c'è, eccome, purtroppo: "Noi americani siamo i migliori, quindi se ci sentiamo minacciati abbiamo tutto il diritto di attaccarvi preventivamente!"
Spero che il motivo di tutto questo sia stato quello di "ruffianarsi" il più alto numero di spettatori americani.

Tornando "seri" (mica tanto), parliamo degli aspetti tecnici.
Ci sono un sacco di cliché ed ingenuità, partendo dal solito "insider" che aiuta i terroristi ad infiltrarsi (anche se non ci viene spiegato il perché), gli stessi  terroristi che mandano un uomo alla volta a cercare colui che li sta intralciando, l'immancabile villain sopra le righe (il comunque bravo Gary Oldman) che si crede nel giusto e il presidente USA che vorrebbe salvare prima gli innocenti, ma contemporaneamente non vuole cedere ai ricatti dei terroristi per principio.
Per non parlare dei membri del suo staff che si immolano al suo posto in un battito di ciglia.
"Signor Presidente, morirò io al suo posto. Non si preoccupi per mia moglie e i miei figli: meglio dei bambini orfani di padre che un Paese orfano del proprio Presidente!"
Ok, questa battuta nel film non esiste, ma il concetto è questo.
E non manca neppure la colonna sonora ridondante di Jerry Goldsmith che con un arrangiamento stile "inno funebre militare" rende il tutto ancora più fragorosamente retorico.
Harrison Ford qui rifà praticamente lo stesso personaggio che abbiamo già visto in Giochi di potere, Il fuggitivo, ecc.
Regia di Petersen non pervenuta ed effetti speciali datati e ridicoli.
Insomma, come NON girare un action movie americano.
Eppure tutto sommato è divertente, se non lo si prende sul serio. Ma non basta a salvarlo.


VOTO: 5