Un ragazzino in fuga con la sorella, dopo essere stato costretto a uccidere il padre, incontra il famigerato fuorilegge Billy the Kid, a sua volta ricercato dallo sceriffo Pat Garrett...
L'idea di partenza è buona (la vicenda degli ultimi giorni del Kid raccontata con gli occhi di un ragazzino) e la storia scorre via in modo semplice (forse troppo) e linerare.
Benissimo Dane DeHann nei panni di William Bonney, così come fa la sua porca figura Ethan Hawke (attore che adoro) in quelli di Garrett. C'è anche un irriconoscibile Chris Pratt nell'insolito ruolo del villain. Il giovanissimo Jake Schur e Leila George completano il cast (e in realtà sarebbero i veri protagonisti).
La regia dell'attore Vincent D'Onofrio, che si ritaglia anche un piccolo ruolo, l'ho trovata asciutta ed efficace (quasi alla Eastwood, se vogliamo), pur non rinunciando a un pizzico di splatter (che non infastidisce).
Forse Pat Garret è rappresentato in un modo troppo positivo, ma la pellicola rimane abbastanza fedele ai fatti storici. Purtroppo il western è un genere morto, come ho già scritto più volte, e il film è stato un flop al botteghino.
Sicuramente consigliato agli appassionati del genere.
Da rivalutare, decisamente.
VOTO: 7
Elucubrazioni, recensioni, curiosità varie sui miei film, registi, romanzi e scrittori preferiti.
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martedì 31 marzo 2020
mercoledì 10 aprile 2019
HOSTILES - OSTILI -Mini Recensione-
New Mexico, 1892. Un capitano dell'esercito è costretto a scortare fino al Montana un vecchio capo indiano morente che è stato anche un suo acerrimo nemico.
Sarà un viaggio lungo e pieno di insidie...
A livello di incassi il genere western, purtroppo, è morto da tempo, salvo rare eccezioni o le "spacconate" di Tarantino.
Ma qui siamo a livelli alti, a mio modo di vedere.
E lo dico da appassionato del genere.
Il cast è davvero notevole, con ottime caratterizzazioni dei personaggi e buonissimi attori anche in piccoli ruoli.
Su tutti, ovviamente, Christian Bale, ma anche Rosamund Pike e l'impareggiabile Wes Studi nella parte dell'anziano capo Cheyenne.
La regia di Scott Cooper è asciutta, pulita e senza fronzoli, così come la sceneggiatura.
La musica l'ho trovata un tantino troppo minimalista per i miei gusti, ma probabilmente va bene così.
Consigliatissimo per gli amanti del cinema western.
VOTO: 8-
Sarà un viaggio lungo e pieno di insidie...
A livello di incassi il genere western, purtroppo, è morto da tempo, salvo rare eccezioni o le "spacconate" di Tarantino.
Ma qui siamo a livelli alti, a mio modo di vedere.
E lo dico da appassionato del genere.
Il cast è davvero notevole, con ottime caratterizzazioni dei personaggi e buonissimi attori anche in piccoli ruoli.
Su tutti, ovviamente, Christian Bale, ma anche Rosamund Pike e l'impareggiabile Wes Studi nella parte dell'anziano capo Cheyenne.
La regia di Scott Cooper è asciutta, pulita e senza fronzoli, così come la sceneggiatura.
La musica l'ho trovata un tantino troppo minimalista per i miei gusti, ma probabilmente va bene così.
Consigliatissimo per gli amanti del cinema western.
VOTO: 8-
giovedì 21 giugno 2018
I CERCATORI DI OSSA - Recensione -
In questa nuova recensione letteraria, torno a occuparmi del compianto Michael Crichton, parlando del suo romanzo postumo I CERCATORI DI OSSA.
Come per L'ISOLA DEI PIRATI, non so quanto il manoscritto originale (ritrovato dalla moglie tra gli archivi dello scrittore) possa essere stato completato in modo definitivo dallo stesso Crichton, anche perché lo stile mi sembra un tantino troppo asciutto, quasi si trattasse ancora di un testo in fase di miglioramento ma, a differenza del romanzo sui pirati, questo mi è davvero piaciuto.
Qui troviamo un'avvincente storia d'avventura -quella del giovane studente di Yale, William Johnson, che nel 1876 si unisce per scommessa al gruppo del professor Marsh, noto paleontologo e rivale dell'altrettanto famoso professor Cope, per una spedizione nel Colorado- che ben presto si trasforma in un vero e proprio romanzo western, dove il protagonista farà la conoscenza niente meno di Wyatt Earp, ovviamente figura storica realmente esistita così come i paleontologi Marsh e Cope.
E' puro intrattenimento alla Crichton: colpi di scena, grandi personaggi ben caratterizzati e lettura coinvolgente.
Davvero, era da tempo che non divoravo così velocemente un romanzo.
Consigliato a tutti i fan di Crichton, ma non solo.
Come per L'ISOLA DEI PIRATI, non so quanto il manoscritto originale (ritrovato dalla moglie tra gli archivi dello scrittore) possa essere stato completato in modo definitivo dallo stesso Crichton, anche perché lo stile mi sembra un tantino troppo asciutto, quasi si trattasse ancora di un testo in fase di miglioramento ma, a differenza del romanzo sui pirati, questo mi è davvero piaciuto.
Qui troviamo un'avvincente storia d'avventura -quella del giovane studente di Yale, William Johnson, che nel 1876 si unisce per scommessa al gruppo del professor Marsh, noto paleontologo e rivale dell'altrettanto famoso professor Cope, per una spedizione nel Colorado- che ben presto si trasforma in un vero e proprio romanzo western, dove il protagonista farà la conoscenza niente meno di Wyatt Earp, ovviamente figura storica realmente esistita così come i paleontologi Marsh e Cope.
E' puro intrattenimento alla Crichton: colpi di scena, grandi personaggi ben caratterizzati e lettura coinvolgente.
Davvero, era da tempo che non divoravo così velocemente un romanzo.
Consigliato a tutti i fan di Crichton, ma non solo.
mercoledì 21 marzo 2018
IO NON CREDO A NESSUNO -Mini Recensione-
Finalmente ho recuperato un altro "tardo" film western che mi mancava.
Sto parlando di IO NON CREDO A NESSUNO con il solito, granitico, impareggiabile Charles Bronson.
Un treno con a bordo un governatore degli Stati Uniti, diretto verso uno sperduto avamposto militare, accoglie a bordo uno sceriffo federale (un U.S.Marshal, in originale) e il suo prigioniero, un misterioso individuo con varie accuse sul groppone.
Ma ben presto, a bordo del treno, qualcuno inizia a uccidere i passeggeri uno ad uno...
Tratto da un romanzo di Alistar Mac Lean (lo stesso di Dove osano le aquile, I cannoni di Navarone, per intenderci), ci troviamo di fronte, almeno all'inizio, a un giallo alla Agatha Christie in salsa western ma che non trascura le scene d'azione.
E la storia funziona, con un Bronson ancora in gran forma e un buon cast di attori caratteristi come comprimari, anche se il mitico Ben Johnson risulta però sprecato, a mio modo di vedere.
La regia di Tom Gries è un poco ruvida, come molti film degli anni '70, ma a tratti spettacolare (vedi la lotta del protagonista, il personaggio di Charles Bronson, con uno dei cattivi di turno sul tetto di uno dei vagoni del treno, girata in gran parte senza controfigure).
Accattivante e azzeccato il tema musicale principale composto da Jerry Goldsmith.
L'ennesimo film da rivalutare.
VOTO: 7+
Sto parlando di IO NON CREDO A NESSUNO con il solito, granitico, impareggiabile Charles Bronson.
Un treno con a bordo un governatore degli Stati Uniti, diretto verso uno sperduto avamposto militare, accoglie a bordo uno sceriffo federale (un U.S.Marshal, in originale) e il suo prigioniero, un misterioso individuo con varie accuse sul groppone.
Ma ben presto, a bordo del treno, qualcuno inizia a uccidere i passeggeri uno ad uno...
Tratto da un romanzo di Alistar Mac Lean (lo stesso di Dove osano le aquile, I cannoni di Navarone, per intenderci), ci troviamo di fronte, almeno all'inizio, a un giallo alla Agatha Christie in salsa western ma che non trascura le scene d'azione.
E la storia funziona, con un Bronson ancora in gran forma e un buon cast di attori caratteristi come comprimari, anche se il mitico Ben Johnson risulta però sprecato, a mio modo di vedere.
La regia di Tom Gries è un poco ruvida, come molti film degli anni '70, ma a tratti spettacolare (vedi la lotta del protagonista, il personaggio di Charles Bronson, con uno dei cattivi di turno sul tetto di uno dei vagoni del treno, girata in gran parte senza controfigure).
Accattivante e azzeccato il tema musicale principale composto da Jerry Goldsmith.
L'ennesimo film da rivalutare.
VOTO: 7+
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