Elucubrazioni, recensioni, curiosità varie sui miei film, registi, romanzi e scrittori preferiti.
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domenica 15 maggio 2022

L'UOMO VENUTO DALL'IMPOSSIBILE -Mini Recensione-

Londra, 1893. Lo scrittore H.G.Wells inventa una macchina del tempo che però finisce nelle mani di Jack Lo Squartatore che, per salvarsi dalla polizia, ne fa uso venendo catapultato nella San Francisco del 1979. Toccherà allo stesso scrittore viaggiare nel futuro per dargli la caccia...
Finalmente sono riuscito a recuperare questo gioiellino di fine anni '70, che a conti fatti non mi ha deluso.
Il plot, apparentemente strampalato, in realtà funziona bene. Gli effetti speciali sono ridotti all'osso, ma è un bene, dato che viene dato più spazio alla storia. La sceneggiatura non è però priva delle ingenuità e dei problemi di logica tipici dei film sui viaggi del tempo.
Ottimo Malcolm McDowell nei panni di uno stralunato H.G.Well che si trova catapultato nel 20° secolo, bene anche David Warner e Mary Steenburgen, la quale, dieci anni dopo, verrà chiamata da Zemeckis per interpretare un ruolo pressoché identico nel terzo capitolo di Ritorno al Futuro.
La regia di Nicholas Meyer (qui all'esordio) è ancora un po' grezza, ma riesce a salvarsi grazie al fatto che è anche autore della sceneggiatura.
Ultima colonna sonora del grande Miklós Rózsa.

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Da recuperare.

VOTO: 7-




sabato 16 maggio 2020

STAR TREK - LA NEMESI -Mini Recensione-

Decimo e ultimo film della saga di Star Trek (prima del reboot) e quarto con l'equipaggio di The Next Generation. Picard e soci, questa volta, dovranno vedersela niente meno con il giovane e maligno clone dello stesso capitano, creato dai romulani anni prima...
Non c'è niente da fare: i film su Star Trek con i personaggi di TNG mi sembrano dei "semplici" episodi di due ore della serie tv, girati in formato widescreen e con effetti speciali più decenti. Nient'altro di più.
Le storie, anche dei capitoli precedenti, non hanno mai raggiunto l'epico respiro delle pellicole con Kirk, Spock, Bones e gli altri. Credo che manchino di originalità anche se, paradossalmente, questo ultimo capitolo riesce quanto meno a discostarsi dal Leitmotiv dei precedenti.
Merito (o demerito, visto il flop al botteghino) del regista (e montatore) Stuart Baird, il quale, non essendo un fan di Star Trek, decide di fare di testa sua. Un po' come accadde con Nicholas Meyer con l'altro equipaggio, solo che il risultato qui è decisamente inferiore.
Il problema, secondo me, è la sceneggiatura di stampo troppo televisivo (gli autori sono gli stessi delle serie tv di quegli anni) e piuttosto ripetitiva (toh, riappare pure un "fratello" di Data).
Bene Patrick Stewart/Picard e la sua controparte cattiva (un giovanissimo Tom Hardy) ma, androide a parte, il resto dell'equipaggio non ha particolare rilevanza nello sviluppo narrativo, nemmeno
Riker.
La regia, almeno, non ha il taglio televisivo e piatto delle precedenti ma gli effetti speciali digitali del 2002 sono ormai datati.
Anche la colonna sonora di Jerry Goldsmith non offre nulla di originale.
Mi ha annoiato parecchio.

VOTO: 5,5





martedì 28 aprile 2020

STAR TREK VI - Rotta verso l'ignoto - Mini Recensione-

L'ultima avventura cinematografica di Kirk & Co. al completo (alcuni torneranno nel capitolo successivo), questa volta alle prese con un complotto intergalattico messo in atto per scatenare un conflitto tra Flotta stellare e i Klingon...
Nicholas Meyer torna finalmente in cabina di regia scrivendo anche la sceneggiatura.
Diciamo le cose come stanno: Meyer ha influenzato il mondo di Star Trek probabilmente più dello stesso Gene Roddenberry, tant'è che i due non sono mai andati molto d'accordo, ed è stato un bene che l'abbiano richiamato dopo il mezzo fiasco del capitolo precedente.
La storia è azzeccata, soprattutto per i riferimenti al disgelo tra USA e URSS dopo la caduta del Muro, eventi contemporanei alla realizzazione del film.
Qui funziona tutto (forse solo Bones risulta meno pungente del solito), merito anche del fatto che la sceneggiatura si adatta aggiornandosi all'età avanzata del cast originale.
Meyer, oltre ed essere il miglior regista della saga (non so mai decidermi quale sia il suo film migliore, seppur nel quarto compaia solo come sceneggiatore), probabilmente è stato l'unico in grado di tenere a bada lo smisurato ego di William Shatner e la sua propensione al cosiddetto overacting.
Bene anche le numerose citazioni a grandi classici del passato che il regista/sceneggiatore riesce a inserire qua e là.
La colonna sonora funziona bene, nonostante si discosti un po' dallo stile leggermente "pomposo" della musica dei precedenti capitoli.
Ottimo film.

VOTO: 7,5