Elucubrazioni, recensioni, curiosità varie sui miei film, registi, romanzi e scrittori preferiti.

martedì 6 aprile 2021

THE RHYTHM SECTION -Mini Recensione-

 La vita di Stephanie è sprofondata all'inferno quando la sua intera famiglia è morta in un incidente aereo sul quale avrebbe dovuto trovarsi anche lei. Poi un giorno, quando viene a sapere che in realtà si è trattato di un attentato, si mette sulle tracce dei veri colpevoli...
Se pensate di trovarvi di fronte all'ennesimo  (e superficiale) Revenge Movie con la protagonista che si trasforma in un'implacabile assassina, vi sbagliate di grosso. E forse per questo è stato un clamoroso flop al botteghino.
Eppure (l'irriconoscibile) Blake Lively è molto brava e perfettamente in parte, così come Jude Law nel ruolo del suo mentore. L'azione non manca, ma non sovrasta mai la storia e i personaggi. 
La regia di Reed Morano non è affatto male, anche se lo stile con molta camera a mano, quasi documentaristico, non è tra i miei preferiti.
Bene anche la colonna sonora, che funziona meglio quando vengono usati brani non originali.
Consigliatissimo, da recuperare.

VOTO: 7+






lunedì 5 aprile 2021

BEN-HUR (1959) -Recensione-

 Il principe giudeo Ben-Hur, che vive a Betlemme ai tempi di Gesù, viene ingiustamente fatto arrestare da Messala, suo ex-amico d'infanzia, ora tribuno romano e fatto diventare uno schiavo rematore su una galea romana. 
Ma Ben-Hur riuscirà a ottenere di nuovo la libertà e ritornare in terra natia in cerca di vendetta e riscatto, proprio mentre Gesù sta per essere imprigionato e crocifisso dai romani...
Tratto dal romanzo di Lee Wallace, un altro classico kolossal che non può mancare nella programmazione televisiva delle feste pasquali.
Charlton Heston, tre anni dopo il successo de I DIECI COMANDAMENTI, torna come protagonista in un altro kolossal biblico di tre ore e mezza; qui è anche leggermente più credibile rispetto al Mosè del film precedente, ma al giorno d'oggi nessuno affiderebbe una parte così impegnativa a un attore dalla prestanza fisica come la sua. Ve lo immaginereste un giovane Schwarzenegger in un ruolo simile?
Ecco, appunto...
C'è da dire che Heston sapeva recitare molto meglio di Schwarzy ma l'Oscar per questa interpretazione l'ho trovo un tantino esagerato. Fu ben supportato da un ottimo cast, l'inglese Jack Hawkins in primis, ma anche dall'"odioso" Stephen Boyd, rancoroso e vendicativo Messala.
La recitazione è quella tipica di quegli anni, con un'impostazione quasi teatrale, molto sopra le righe e a tratti quasi caricaturale, vedasi Hugh Griffith nei panni dello sceicco Ilderim (che comunque gli fece ottenere l'Oscar di miglior attore non protagonista), che oggi farebbe indignare i fan del politicamente corretto.
La regia di William Wyler risulta meno sontuosa di quella di Cecil B. De Mille ma, a modo suo, egualmente efficace. Merito anche dei mastodontici set e delle grandiose scene di massa con centinaia di comparse. La famosa corsa delle quadrighe risulta sempre spettacolare e i maligni sostengono che non sia tutto merito di Wyler ma, invece, dei vari operatori della seconda unità (tra i quali un giovane Sergio Leone, a quanto pare). Ottima però la scelta registica di non inquadrare mai il viso di Gesù.
Gli effetti speciali ottici, tutto "mascherini" (Matte Painting) e Blue Screen (anche se la tecnica di quei tempi era differente da quella moderna) probabilmente sono inferiori a quelli visti ne I DIECI COMANDAMENTI. L'eccessiva durata della pellicola non mi ha per nulla intimorito e non ci si annoia mai (a differenza di certi moderni cinecomic pieni di effettacci digitali).
La musica di Miklòs Ròzsla l'ho trovata un po' troppo pomposa per i miei gusti, ma negli anni '50 era lo standard, assieme alla fotografia satura di colori delle pellicole di quei tempi. Quel tipo di cinema era comunque ancora una forma d'arte, a differenza dei moderni blockbuster.
Film così, purtroppo, non se ne fanno più e non è un caso che il remake del 2016 sia stato un flop al botteghino.

VOTO: 8






venerdì 26 marzo 2021

IL GIORNO SBAGLIATO -Mini Recensione-

Rachel, madre in procinto di divorziare dal marito e come al suo solito in ritardo, mentre sta portando suo figlio scuola ha la malaugurata idea di inveire contro un pick-up fermo a un incrocio. Non sa che a bordo c'è un balordo psicopatico che la prenderà sul personale...
Devo dire che il plot di questo thriller (una sorta di incrocio tra Duel e Un giorno di ordinaria follia, come l'ha definito qualcuno) mi aveva incuriosito fin dal Trailer, anche perché troviamo un irriconoscibile Russell Crowe nei panni del sadico di turno.
L'attore, così come il film, non ha deluso le aspettative, anche se il risultato finale non è privo di sbavature. Come detto, Crowe è efficace (consiglio di guardare la pellicola in lingua originale per apprezzarlo), così come Caren Pistorious, bella, brava e soprattutto molto credibile nel ruolo della giovane donna che cerca di sfuggire al maniaco che inizia a perseguitarla.
La regia di Derrick Borte non è male, il film scorre via bene ed è bello teso dall'inizio alla fine, a parte qualche incursione nello slasher che mi ha un po' spiazzato.
La durata non eccessiva, circa 90 minuti, è un altro punto a favore.
Consigliato.


VOTO: 7-



giovedì 25 marzo 2021

L'ASSEDIO DELLE SETTE FRECCE -Mini Recensione-

 A Fort Bravo, nel territorio dell'Arizona, un campo di prigionia per soldati confederati, alcuni ribelli sudisti progettano la fuga.
Ma nei dintorni si aggirano i pericolosi indiani Apache Mescaleros, pronti ad attaccare chiunque si metta sulla loro strada... 
Un classico western degli anni '50 diretto da John Sturges. La storia, i personaggi e l'ambientazione, così come la regia di Sturges, ricordano molto John Ford (ed è un bene). Tra i vari personaggi, spiccano il capitano nordista interpretato da Holden e la bella e sensuale (per l'epoca) Carla, interpretata da una splendida Eleanor Parker.
Sono presenti molti elementi western che, in seguito, diventeranno dei veri e propri cliché.
Consigliato per gli amanti del genere.

VOTO: 7+






venerdì 19 marzo 2021

L'UOMO INVISIBILE (2020) -Mini Recensione-

Cecilia riesce a scappare dal suo ex fidanzato violento e possessivo, che poco dopo viene trovato morto suicida. Ma la ragazza è convinta che l'uomo si ancora vivo e che, in qualche modo, la stia spiando in attesa di vendicarsi...
Interessante remake del franchise in mano alla Universal rivisto in chiave prettamente thriller. 
Dimenticatevi però un prodotto patinato con un montaggio frenetico, pieno di inutili jump scare ed "effettacci" da slasher movie. La regia di Leigh Whannel (che è anche lo sceneggiatore) è molto "hichcockiana", dove più che intravedere la presenza minacciosa della figura invisibile la suggerisce per gran parte del film.
Brava e convincente la protagonista.
Certo, non è una pellicola priva di difetti, un paio di scene sconfinano nel trash e bisogna armarsi di parecchia "sospensione dell'incredulità", ma non mancano un paio di colpi di scena ben azzeccati, seppur forse prevedibili.
Una piacevole sorpresa.

VOTO: 7-





sabato 20 febbraio 2021

L'UOMO DEL LABIRINTO -Recensione-

Un detective in ricerca di riscatto viene assunto per ritrovare una ragazza scomparsa. Tempo dopo, Samantha si risveglia in ospedale priva di memoria...
Seconda regia di Donato Carrisi che, come per La ragazza nella nebbia, porta sul grande schermo un suo romanzo.
Se il precedente lavoro di Carrisi, seppur imperfetto, mi aveva piacevolmente sorpreso, qui c'è da registrare un netto passo indietro. C'è da dire che anche il romanzo originale non mi era piaciuto (contrariamente alle altre opere di Carrisi che ho letto) ma questa pellicola è proprio brutta.
La regia è piena di sbavature, confusionaria e lo scrittore dimostra ancora una volta di NON saper dirigere gli attori. La recitazione, infatti, è mediocre, a tratti amatoriale.
L'unico a salvarsi è il solito Toni Servillo, che però da solo può fare ben poca cosa.
Dustin Hoffman pare il classico pesce fuor d'acqua, per nulla aiutato dal doppiaggio di Giorgio Lopez (che ho apprezzato invece in altri contesti). Svogliato e annoiato, sembra non vedere l'ora di finire la propria scena. Per non parlare della ragazza co-protagonista, con il volto perennemente imbronciato e un'imbarazzante dizione.
Ridicole poi le retroproiezioni della città create in una pessima CGI.
Inoltre il "non luogo" tipico di alcuni romanzi di Carrisi, dove i personaggi hanno nomi internazionali e le forze di polizia usano delle procedure investigative tipiche dei paesi anglosassoni nonostante l'ambientazione sembri italiana, o comunque "mediterranea", crea ulteriore confusione nello spettatore. Può funzionare sulla carta, non sul grande schermo, secondo me.
Insomma, una delusione quasi totale.
La dimostrazione che un bravo romanziere non è automaticamente anche un bravo regista cinematografico (Stephen King docet).

VOTO: 5




venerdì 12 febbraio 2021

RICHARD JEWELL -Mini Recensione-

 Giochi olimpici di Atlanta, 1996. 
Richard Jewell, una  "pittoresca" guardia di sicurezza dall'aspetto corpulento, individua uno zaino sospetto durante un concerto un parco della zona olimpica. La bomba esplode poco dopo, ma grazie alla sua segnalazione si evita una strage.
L'FBI però inizia subito a sospettare ingiustamente dello stesso Jewell...
Clint Eastwood non delude anche questa volta, girando un altro capolavoro.
Tutti bravi gli interpreti, da Sam Rockwell a Kathy Bates, fino allo stesso Paul Walter Hauser che interpreta Jewell (che avrebbe meritato quantomeno una nomination all'Oscar).
Eastwood non si fa certo scrupoli a mostrare in modo negativo gli agenti federali e una parte della stampa americana. Infatti non ci va giù leggero nel rappresentare la figura della giornalista Kathy Scruggs ma sì sa che, per far funzionare una storia del genere, i cattivi devono essere ben delineati.
La sua regia "invisibile" comunque funziona alla grande, aiutata dalla colonna sonora minimalista, mai invadente, che subentra sempre nei momenti giusti.

Film da vedere.


VOTO: 8