L'effetto serra provoca una serie di improvvisi e rapidissimi cambiamenti climatici che scateneranno un'altrettanto rapida glaciazione in tutto l'emisfero settentrionale. In tutto questo, uno scienziato che aveva tentato di avvertire i governi mondiali, si recherà a New York alla ricerca del figlio rimasto intrappolato nella città della Grande Mela...
Credo di averlo rivisto dopo circa una quindicina d'anni e devo ammettere che ho trovato questo ennesimo film catastrofico di Roland Emmerich molto meglio di quanto ricordavo. Certo, è volutamente esagerato, sotto tutti i punti di vista, ma funziona alla grande.
Emmerich non poteva scegliere attore migliore di Dennis Quaid come protagonista mentre un giovanissimo Jake Gyllenhaal già bucava lo schermo. Devo dire che "stranamente" i personaggi di contorno sono tutti ben caratterizzati, senza nemmeno troppi cliché.
La regia di Emmerich l'ho trovata semplicemente perfetta, almeno nel contesto di un blockbuster di questo tipo. Non manca il messaggio ecologista e la critica a una certa amministrazione governativa americana: la scena in cui i cittadini U.S.A. scavalcano il confine con il Messico è geniale.
Peccato per gli effetti speciali in CGI che appaiono un po' invecchiati, anche se ci sono pellicole molto più recenti nelle quali si è visto di peggio.
Mi azzardo a dire che questo è probabilmente il miglior film di Emmerich, sicuramente uno dei suoi lavori più sottovalutati.
VOTO: 7+
Elucubrazioni, recensioni, curiosità varie sui miei film, registi, romanzi e scrittori preferiti.
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martedì 25 gennaio 2022
THE DAY AFTER TOMORROW - L'alba del giorno dopo -Mini Recensione-
lunedì 8 giugno 2020
MIDWAY (2019) -Mini Recensione-
7 Dicembre 1941: i giapponesi attaccano la base americana di Pearl Harbor.
Gli Stati Uniti entreranno così in guerra, prendendosi la prima rivincita nella battaglia che si svolgerà nell'atollo di Midway...
Sinceramente da Emmerich mi aspettavo peggio.
Il film è però intriso dall'inizio alla fine di impavido patriottismo americano (Emmerich, tedesco di origine, è sempre stato fin troppo ruffiano nei confronti del pubblico statunitense) e i giapponesi sono rappresentati in maniera tutt'altro che lusinghiera (a parte qualche eccezione).
C'è una scena, in particolare, che mi ha fatto saltare dalla poltrona per quanto mi ha infastidito: in pratica c'è un pilota americano che ha appena bombardato Tokyo, uccidendo sicuramente molti innocenti, che rimane schifato quando scopre che i giapponesi bombardano di proposito i civili cinesi... ma lui cosa ha appena fatto? Ecco, queste cose proprio non riesco a mandarle giù.
La sceneggiatura è scontata, tant'è che in un paio di occasioni sono riuscito a anticipare esattamente le battute di alcuni personaggi, e i conflitti interiori dei vari personaggi sono solo abbozzati.
Detto questo, gli attori (quasi tutti giovani e bellocci) se la cavano bene e anche la regia non è troppo ridondante nelle scene d'azione. Mi chiedo però se ultimamente ci sia stata un'involuzione degli effetti speciali, perché tutte le scene di battaglie aeree e navali sembrano uscite da un videogame. Roba da far rimpiangere la grafica digitale di Indipendence Day dello stesso Emmerich di quasi 25 anni fa.
Bene le musiche, che non risultano eccessivamente invadenti.
Tirando le somme: togliendo la pessima scena che ho accennato qui sopra, il film si lascia vedere dall'inizio alla fine senza annoiare.
VOTO: 6,5
Gli Stati Uniti entreranno così in guerra, prendendosi la prima rivincita nella battaglia che si svolgerà nell'atollo di Midway...
Sinceramente da Emmerich mi aspettavo peggio.
Il film è però intriso dall'inizio alla fine di impavido patriottismo americano (Emmerich, tedesco di origine, è sempre stato fin troppo ruffiano nei confronti del pubblico statunitense) e i giapponesi sono rappresentati in maniera tutt'altro che lusinghiera (a parte qualche eccezione).
C'è una scena, in particolare, che mi ha fatto saltare dalla poltrona per quanto mi ha infastidito: in pratica c'è un pilota americano che ha appena bombardato Tokyo, uccidendo sicuramente molti innocenti, che rimane schifato quando scopre che i giapponesi bombardano di proposito i civili cinesi... ma lui cosa ha appena fatto? Ecco, queste cose proprio non riesco a mandarle giù.
La sceneggiatura è scontata, tant'è che in un paio di occasioni sono riuscito a anticipare esattamente le battute di alcuni personaggi, e i conflitti interiori dei vari personaggi sono solo abbozzati.
Detto questo, gli attori (quasi tutti giovani e bellocci) se la cavano bene e anche la regia non è troppo ridondante nelle scene d'azione. Mi chiedo però se ultimamente ci sia stata un'involuzione degli effetti speciali, perché tutte le scene di battaglie aeree e navali sembrano uscite da un videogame. Roba da far rimpiangere la grafica digitale di Indipendence Day dello stesso Emmerich di quasi 25 anni fa.
Bene le musiche, che non risultano eccessivamente invadenti.
Tirando le somme: togliendo la pessima scena che ho accennato qui sopra, il film si lascia vedere dall'inizio alla fine senza annoiare.
VOTO: 6,5
venerdì 17 agosto 2018
SOTTO ASSEDIO - WHITE HOUSE DOWN -Mini Recensione-
Un film che considero comunque migliore del clone ATTACCO AL POTERE-Olympus has fallen, questo pare una copia fuori tempo massimo di DIE HARD: il classico eroe che si trova lì per caso e che affronta e sgomina da solo i terroristi con sua figlia a sua volta in ostaggio, il solito pazzoide troppo patriotico che si rivolta contro il proprio governo, situazioni improbabili al limite del ridicolo, cattivoni stereotipati e gli immancabili caccia militari che vogliono distruggere tutto!
C'è pure l'haker un tantino fuori di testa e molto sopra le righe, con tanto di lecca lecca.
Abbiamo Jamie Foxx che fa la parodia di Obama mentre combatte le lobby delle armi da fuoco che, in pratica, ha organizzato il complotto ai suoi danni! ROTFL!
E Channing Tatum vorrebbe essere il nuovo Bruce Willis, ma lasciamo perdere...
L'unico attore degno di nota è James Woods, che in qualche modo riesce pure a rendere credibile (nelle motivazioni) il suo personaggio insopportabilmente stereotipato.
Roland Emmerich per fortuna non è Michael Bay e, dopo questa seconda visione, devo ammettere che comunque un po' ci si diverte. Almeno tutta la baracca pare non prendersi troppo sul serio, "americanismo" ai limiti del sopportabile a parte.
Gli effetti speciali digitali deludono un po', soprattutto se paragonati a quelli di Indipendence Day di quasi 20 anni prima.
VOTO: 6-
C'è pure l'haker un tantino fuori di testa e molto sopra le righe, con tanto di lecca lecca.
Abbiamo Jamie Foxx che fa la parodia di Obama mentre combatte le lobby delle armi da fuoco che, in pratica, ha organizzato il complotto ai suoi danni! ROTFL!
E Channing Tatum vorrebbe essere il nuovo Bruce Willis, ma lasciamo perdere...
L'unico attore degno di nota è James Woods, che in qualche modo riesce pure a rendere credibile (nelle motivazioni) il suo personaggio insopportabilmente stereotipato.
Roland Emmerich per fortuna non è Michael Bay e, dopo questa seconda visione, devo ammettere che comunque un po' ci si diverte. Almeno tutta la baracca pare non prendersi troppo sul serio, "americanismo" ai limiti del sopportabile a parte.
Gli effetti speciali digitali deludono un po', soprattutto se paragonati a quelli di Indipendence Day di quasi 20 anni prima.
VOTO: 6-
domenica 4 marzo 2018
GODZILLA (2014) -Mini Recensione-
Proprio non ce la faccio. Salvo rare eccezioni, non riesco più a godermi un moderno blockbuster.
Come è accaduto durante la visione di questa nuova versione di Godzilla.
Ritroviamo quindi il gigantesco mostro giapponese, questa a volta alle prese con altre due titaniche creature risvegliatesi da un lunghissimo letargo e che, ovviamente, dopo aver distrutto numerose città tra Giappone e Stati Uniti, devono essere fermate onde evitare una catastrofe globale...
Messa così la storia sembrerebbe pure intrigante, sforzandosi un po' di più del solito con la sospensione di credulità, ma la sceneggiatura l'ho trovata davvero mediocre.
Tolto il giovane protagonista, il tenente Brody (Aaron Tylor-Johnson), i restanti personaggi principali sono completamente inutili. Alcuni muoiono in modo stupido senza aver fatto nulla di concreto (non farò spoiler), altri sembrano messi lì solo per gli "spiegoni", vedi quello del pur bravo Ken Watanabe. Anche l'ammiraglio della marina deciso ad annientare tutti i mostri (un annoiato David Stathairn) in fin dei conti non fa proprio un cavolo. Risulta sprecato pure Bryan Cranston.
I tre enormi mostri, poi, rimangono quasi in secondo piano per gran parte della pellicola.
Ora: è vero che decidere di svelare l'aspetto completo di Godzilla solo a film inoltrato la trovo una scelta azzeccata, ma non puoi continuare a farli muovere e combattere quasi sempre al buio, o con la nebbia, fino alla fine del film.
L'ho visto in HD su un buon televisore ma, nonostante questo, nella lotta finale tra i mostri ci ho capito ben poco; non si vedeva un cavolo!
Per non parlare delle infinite ingenuità di sceneggiatura (uno dei mostri si risveglia proprio quando arrivano sul posto Brody padre e figlio), ingenuità che fanno a botte (come i mostri del film) col il voler prendersi troppo sul serio del regista Gareth Edwards e compagnia bella.
Questo reboot o remake, chiamatelo come volete, è riuscito a farmi rimpiangere la versione naif e fracassona di Roland Emmerich degli anni '90.
Voto: 6--
Come è accaduto durante la visione di questa nuova versione di Godzilla.
Ritroviamo quindi il gigantesco mostro giapponese, questa a volta alle prese con altre due titaniche creature risvegliatesi da un lunghissimo letargo e che, ovviamente, dopo aver distrutto numerose città tra Giappone e Stati Uniti, devono essere fermate onde evitare una catastrofe globale...
Messa così la storia sembrerebbe pure intrigante, sforzandosi un po' di più del solito con la sospensione di credulità, ma la sceneggiatura l'ho trovata davvero mediocre.
Tolto il giovane protagonista, il tenente Brody (Aaron Tylor-Johnson), i restanti personaggi principali sono completamente inutili. Alcuni muoiono in modo stupido senza aver fatto nulla di concreto (non farò spoiler), altri sembrano messi lì solo per gli "spiegoni", vedi quello del pur bravo Ken Watanabe. Anche l'ammiraglio della marina deciso ad annientare tutti i mostri (un annoiato David Stathairn) in fin dei conti non fa proprio un cavolo. Risulta sprecato pure Bryan Cranston.
I tre enormi mostri, poi, rimangono quasi in secondo piano per gran parte della pellicola.
Ora: è vero che decidere di svelare l'aspetto completo di Godzilla solo a film inoltrato la trovo una scelta azzeccata, ma non puoi continuare a farli muovere e combattere quasi sempre al buio, o con la nebbia, fino alla fine del film.
L'ho visto in HD su un buon televisore ma, nonostante questo, nella lotta finale tra i mostri ci ho capito ben poco; non si vedeva un cavolo!
Per non parlare delle infinite ingenuità di sceneggiatura (uno dei mostri si risveglia proprio quando arrivano sul posto Brody padre e figlio), ingenuità che fanno a botte (come i mostri del film) col il voler prendersi troppo sul serio del regista Gareth Edwards e compagnia bella.
Questo reboot o remake, chiamatelo come volete, è riuscito a farmi rimpiangere la versione naif e fracassona di Roland Emmerich degli anni '90.
Voto: 6--
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