Elucubrazioni, recensioni, curiosità varie sui miei film, registi, romanzi e scrittori preferiti.
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lunedì 1 gennaio 2018

L'OCA SELVAGGIA COLPISCE ANCORA -Mini Recensione-

Film di guerra tipico del periodo di fine anni '60 e inizio '70, di quelli con delle improbabili missioni di sabotaggio al centro della storia, girato però fuori tempo massimo.
Il titolo italiano non ha nulla a che vedere con il precedente I 4 DELL'OCA SELVAGGIA eccetto per la presenza di alcuni attori che ritroviamo anche in questo The Sea Wolfes (titolo originale).
Qui siamo in India, nel bel mezzo del secondo conflitto mondiale e abbiamo un insolito Commando di anziani soldati britannici impegnati in un'operazione di sabotaggio ai danni del nemico nazista...
Un film piuttosto fiacco, con un cast sprecato, David Niven su tutti (che qui pare eccessivamente invecchiato e probabilmente già malato), con Roger Moore che rifà troppo il James Bond che interpretava a quei tempi, mentre l'unico che pare ancora bucare decentemente lo schermo è Gregory Peck.
La regia del pur (di solito) bravo Andrew V. McLaglen risulta piatta, quasi svogliata, mentre la sceneggiatura, che sulla carta aveva del potenziale, appare priva di guizzi e non riesce mai a decollare.
Una pellicola davvero noiosa.

VOTO: 5






lunedì 9 ottobre 2017

SCALA AL PARADISO -Mini Recensione-

Ecco un meraviglioso film con l'ineffabile David Niven.
Seconda guerra mondiale. Un pilota inglese, ultimo membro dell'equipaggio ad essere rimasto a bordo di un bombardiere in fiamme sopra il canale della Manica, dopo aver parlato alla radio con un'operatrice americana (la bella Kim Hunter), decide di lanciarsi. Apparentemente salvo, dopo aver conosciuto di persona l'americana ed essersene innamorato, inizia ad avere strane visioni dell'aldilà...
Un film quasi bizzarro, che inizia come un film di guerra per poi sconfinare nel fantastico.
Grande prova  d'attore di David Niven, molto valida la regia del duo Power e Pressburger e ottima la fotografia, con l'uso del bianco e nero per rappresentare quello che dovrebbe essere il paradiso.
Una pellicola dalle molteplici chiavi di lettura. Le visioni del protagonista sono solo frutto della sua immaginazione? O sta accadendo veramente?
Un piccolo gioiello che consiglio di riscoprire.


VOTO: 8



venerdì 29 settembre 2017

I DUE NEMICI -Mini Recensione-

Un classico della commedia italiana ma di co-produzione inglese, come si evince anche dalla regia di Guy Hamilton.
Non a caso la sceneggiatura è di Age & Scarpelli e Suso Cecchi D'amico, cosa che si nota praticamente subito.
La storia è quella di un reparto italiano in Abissinia nel 1941 che, sotto la guida del capitano Blasi (Alberto Sordi), dovrà vedersela con i soldati inglesi del Maggiore Richardson (David Niven), scambiandosi il ruolo di vincitori e vinti più volte nel corso del film...
Ok, siamo alle solite: i soldati italiani sono rappresentati come dei lavativi, pronti a tirarsi indietro alla prima occasione anziché combattere, con tanto di commento musicale apposito per sottolinearlo. Ma pure gli inglesi sembrano piuttosto stereotipati, nonostante alla fine facciano una figura migliore.
E' probabile che gli sceneggiatori volessero sbeffeggiare il colonialismo e l'entrata in guerra del regime fascista, riuscendoci per altro benissimo (basti vedere l'uso che viene fatto della canzone Faccetta nera), però una leggera sensazione di déjà vu l'ho provata.
David Niven e Alberto Sordi sono comunque mostruosi, tanto che è difficile scegliere il migliore, nonostante la recitazione di Sordi un po' troppo sopra le righe per i miei gusti.

N.B.
Mi sono visto la versione non doppiata, dove tutti gli italiani parlano in inglese con un marcato accento maccheronico.

VOTO: 8




mercoledì 27 settembre 2017

I CANNONI DI NAVARONE -Mini Recensione-

Sto decisamente diventando nostalgico.
Ecco un altro (grande) film bellico d'altri tempi con la classica missione quasi impossibile di un eterogeneo commando durante la seconda guerra mondiale.
Certo, a Gregory Peck nei panni del capitano inglese mancano modi e, sopratutto, l'accento british, ma basta la sua presenza scenica per rimediare.; c'è anche Antony Quinn, una garanzia in questo genere di pellicola.
E poi c'è l'incomparabile David Niven, in un ruolo che sembra avere meno spazio rispetto agli altri due, ma che nel terzo atto riesce a venir fuori, oscurandoli entrambi, in almeno un paio di scene.
La regia del discontinuo  J. Lee Thompson qui è asciutta e concreta quanto basta e anche gli effetti speciali, seppur datati, non sfigurano più di tanto.
Quasi dimenticavo la colonna sonora firmata dal grande Dimitri Tiomkin.

VOTO: 7,5