Elucubrazioni, recensioni, curiosità varie sui miei film, registi, romanzi e scrittori preferiti.
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domenica 4 settembre 2022

IL CAVALIERE DELLA VALLE SOLITARIA -Mini Recensione-

Un cavaliere solitario, dopo aver trovato ospitalità presso una famiglia di agricoltori di una sperduta valle del Wyoming, si ritroverà a dover difendere i contadini della zona dalle minacce dei fratelli Ryker, che vorrebbero impossessarsi definitivamente di tutti i pascoli della vallata...
Una pietra miliare del western americano che finalmente ho potuto apprezzare in versione originale e in alta definizione, con un'incredibile messa in scena per una pellicola che, a detta di molti, ha portato a un'evoluzione del genere. Qui troviamo, infatti, una rappresentazione della violenza più cruda e spettacolare rispetto ai western girati fino ad allora (siamo nel 1953).
Van Heflin sembra nato per interpretare il cocciuto contadino che non vuole mollare la propria terra, mentre il giovanissimo Brandon De Wilde spesso riesce a rubare la scena agli altri attori.
Alan Ladd è sempre stato considerato un attore troppo basso per gli standard di Hollywood di quei tempi, ma qui compensa alla grande la sua mancanza di prestanza fisica con una recitazione asciutta, con movenze lente e ben calcolate. Indimenticabile Jack Palance nei panni del pistolero cattivo, un modello a cui si ispireranno praticamente tutti i film western venuti dopo.
La regia di George Stevens è perfetta, con alcuni notevoli guizzi di montaggio e, come accennato, una certa crudezza durante gli scontri a fuoco. Bravo anche a far percepire l'attrazione fisica tra la bella moglie dell'agricoltore e il pistolero Shane senza mostrare nulla di scabroso.
Non amo particolarmente le vecchie colonne sonore, quasi da "operetta", che andavano per la maggiore in quegli anni, ma devo ammettere che Victor Young è riuscito a comporre un accompagnamento azzeccato, non troppo invadente e a tratti epico.
Grande fotografia, nonostante  il rapporto d'aspetto 1,37:1 della versione originale (praticamente un formato 4/3 televisivo).
Omaggiato da Clint Eastwood con Il Cavaliere Pallido, che di fatto ne è un remake non dichiarato.
Capolavoro.


VOTO 8







domenica 1 aprile 2018

PRIMA LINEA -Mini Recensione-

Ogni tanto, anche su Sky, riesci a beccare qualche bel gioiellino da riscoprire. Come è accaduto per PRIMA LINEA di Robert Aldrich.
Ardenne. 1944. Il tenente Joe Costa, uno straordinario Jack Palance, si ritrova a dover eseguire mal volentieri gli ordini del proprio capitano, un vigliacco incapace che vorrebbe essere da tutt'altra parte fuorché in prima linea. La sua codardia è già costata la vita a molti commilitoni di Costa durante un assalto a una postazione nazista e ora, in vista di una nuova pericolosa missione, la situazione pare volgersi al peggio...
Questo è un film bellico del 1956 palesemente antimilitarista, girato in B/N, con pochi soldi e senza l'appoggio dell'esercito americano.
Robert Aldrich dirige con mano sicura uno strepitoso Jack Palance (anche se a tratti un po' troppo sopra le righe per i miei gusti) e un altrettanto efficace Eddie Albert nei panni del codardo capitano Cooney. C'è anche Lee Marvin che interpreta un opportunista tenente colonnello.
Ma il regista lascia ampio spazio anche al resto del cast e, come spesso accade nei film di Aldrich, i comprimari non sono mai delle semplice comparse, o carne da macello, ma dei personaggi ben caratterizzati, anche se rimangono in scena per pochi minuti. E quasi tutti sono degli "anti eroi".
E' una pellicola abbastanza cruda, violenta (per l'epoca) e molto pessimista.
Sembra quasi di assistere alle prove generali di QUELLA SPORCA DOZZINA, film culto che Aldrich girerà qualche anno dopo.
Insomma, questo PRIMA LINEA è un piccolo/grande capolavoro!

VOTO: 8