Non sono mai stato un grande fan dei fratelli Coen, ma ci sono alcuni loro film che decisamente adoro.
Come questo Fargo, che racconta la storia di Jerry Lundegaard, un inetto venditore di auto del Minnesota, e di come il suo goffo piano per rapire la propria moglie e chiedere un riscatto al ricco suocero, affidando il compito a due altrettanti incapaci criminali, finisce per andare decisamente a rotoli...
Ricordo ancora quando lo vidi in TV per la prima volta, un sabato sera (credo) di fine millennio, in seconda serata e dopo un po' iniziai a chiedermi: ma che razza di film stavo guardando?
Mi colpì subito, anche perché si discostava parecchio dallo stile di certi thriller che fino a quel momento ero abituato a vedere.
Ma come mai mi piace cosi tanto?
Forse è per la sua ambientazione "fredda e isolata"; forse perché ha come protagonista una donna poliziotto apparentemente normale (anche se i veri protagonisti sono i due approssimativi sequestratori); forse per il grande cast di attori, partendo dal sottovalutatissimo William H. Macy, passando per la brava Frances McDormand e arrivando fino all'impagabile Steve Buscemi; forse per la regia, con le sue pause, i suoi campi lunghissimi, il suo tono grottesco nei punti giusti...
Non lo so di preciso, ma questo film per me rimane un gioiellino!
VOTO: 8
Elucubrazioni, recensioni, curiosità varie sui miei film, registi, romanzi e scrittori preferiti.
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domenica 18 marzo 2018
venerdì 26 gennaio 2018
CELLULAR -Mini Recensione-
Siamo tutti d'accordo che questo thriller non sia proprio un capolavoro, ma è comunque abbastanza divertente e si lascia guardare volentieri.
Un giovane piuttosto inaffidabile risponde ad una chiamata sul proprio cellulare: una donna sostiene di essere stata rapita e chiede il suo aiuto, dopo essere riuscita a chiamare un numero a caso rimettendo assieme i pezzi di un telefono distrutto dai propri rapitori...
Il plot appare alquanto improbabile ma aveva un buon potenziale per un eventuale thriller teso alla Hitchcock...
Purtroppo i produttori hanno deciso di virare più su un film d'azione con spunti divertenti e la pellicola, ovviamente, ne ha risentito.
Ma secondo me non è così male come dicono.
Chris Evans è perfetto nella parte del bamboccione irresponsabile, anche se il suo ruolo è in netto contrasto con quello serioso e, almeno sulla carta, drammatico di Kim Basinger. L'inglese Jason Statham poi, simula un accento americano davvero improponibile (in originale, ovviamente).
Un altro problema di questa pellicola è il barcamenarsi tra il serioso (le scene con la Basinger, appunto) e quello della commedia senza prendere una decisione netta.
Per fortuna c'è il bravissimo Willliam H. Macy, nei panni di un poliziotto (apparentemente) impacciato, che alla fine riesce a metterci una pezza e a salvare la baracca.
Tra l'altro adoro questo tipo di personaggio, il tizio che compare piuttosto defilato fino a metà film, quello a cui in pochi darebbero una chance ma che alla fine risulta decisivo ai fini della storia.
La regia del compianto David R. Ellis (ho appena scoperto che è morto nel 2013!) tecnicamente parlando si appresta bene a questo tipo di pellicola, un po' meno riguardo la direzione degli attori (la Basinger risulta a volte involontariamente ridicola).
In ogni caso, non mi sento proprio di bocciare questo film.
VOTO: 6,5
Un giovane piuttosto inaffidabile risponde ad una chiamata sul proprio cellulare: una donna sostiene di essere stata rapita e chiede il suo aiuto, dopo essere riuscita a chiamare un numero a caso rimettendo assieme i pezzi di un telefono distrutto dai propri rapitori...
Il plot appare alquanto improbabile ma aveva un buon potenziale per un eventuale thriller teso alla Hitchcock...
Purtroppo i produttori hanno deciso di virare più su un film d'azione con spunti divertenti e la pellicola, ovviamente, ne ha risentito.
Ma secondo me non è così male come dicono.
Chris Evans è perfetto nella parte del bamboccione irresponsabile, anche se il suo ruolo è in netto contrasto con quello serioso e, almeno sulla carta, drammatico di Kim Basinger. L'inglese Jason Statham poi, simula un accento americano davvero improponibile (in originale, ovviamente).
Un altro problema di questa pellicola è il barcamenarsi tra il serioso (le scene con la Basinger, appunto) e quello della commedia senza prendere una decisione netta.
Per fortuna c'è il bravissimo Willliam H. Macy, nei panni di un poliziotto (apparentemente) impacciato, che alla fine riesce a metterci una pezza e a salvare la baracca.
Tra l'altro adoro questo tipo di personaggio, il tizio che compare piuttosto defilato fino a metà film, quello a cui in pochi darebbero una chance ma che alla fine risulta decisivo ai fini della storia.
La regia del compianto David R. Ellis (ho appena scoperto che è morto nel 2013!) tecnicamente parlando si appresta bene a questo tipo di pellicola, un po' meno riguardo la direzione degli attori (la Basinger risulta a volte involontariamente ridicola).
In ogni caso, non mi sento proprio di bocciare questo film.
VOTO: 6,5
sabato 22 luglio 2017
U-429 Senza via di fuga -Mini Recensione-
Seconda guerra mondale, oceano atlantico.
Uno sparuto gruppo di marinai americani, sopravvissuti all'affondamento del proprio sommergibile, viene salvato da un U-Boat nazista. Ma alcuni americani sono malati di meningite e presto anche i tedeschi iniziano a sentirsi male...
Il plot di questo film bellico di serie B non sarebbe neanche male anche perché il cast, con William H. Macy su tutti, porta a casa bene la pagnotta. Curiosità: l'attore tedesco Thomas Krestchmann era anche nel cast di U-571.
Regia piattina e vari cliché di trama e caratterizzazione dei personaggi a parte, i problemi riguardano gli innumerevoli anacronismi e pressapochismi presenti nel film. Prima di tutto quelli che vediamo sullo schermo non sono gli interni di un U-Boat tedesco, ma di un altro tipo di sommergibile goffamente "travestito"; per non parlare del resto, tipo le numerose pistole presenti a bordo (nei veri sommergibili nazisti ce n'era una soltanto, ben custodita dal capitano), strumentazioni sbagliate, gente che parla mentre il sonar nemico sta rimbalzando nello scafo e, come in molti film simili, il capitano che usa il periscopio di navigazione anziché quello d'attacco per dare la caccia ai convogli nemici.
Ripeto: il film non sarebbe proprio da bocciare, ma il pressapochismo di molti dettagli mi ha davvero dato fastidio.
VOTO: 5,5
Uno sparuto gruppo di marinai americani, sopravvissuti all'affondamento del proprio sommergibile, viene salvato da un U-Boat nazista. Ma alcuni americani sono malati di meningite e presto anche i tedeschi iniziano a sentirsi male...
Il plot di questo film bellico di serie B non sarebbe neanche male anche perché il cast, con William H. Macy su tutti, porta a casa bene la pagnotta. Curiosità: l'attore tedesco Thomas Krestchmann era anche nel cast di U-571.
Regia piattina e vari cliché di trama e caratterizzazione dei personaggi a parte, i problemi riguardano gli innumerevoli anacronismi e pressapochismi presenti nel film. Prima di tutto quelli che vediamo sullo schermo non sono gli interni di un U-Boat tedesco, ma di un altro tipo di sommergibile goffamente "travestito"; per non parlare del resto, tipo le numerose pistole presenti a bordo (nei veri sommergibili nazisti ce n'era una soltanto, ben custodita dal capitano), strumentazioni sbagliate, gente che parla mentre il sonar nemico sta rimbalzando nello scafo e, come in molti film simili, il capitano che usa il periscopio di navigazione anziché quello d'attacco per dare la caccia ai convogli nemici.
Ripeto: il film non sarebbe proprio da bocciare, ma il pressapochismo di molti dettagli mi ha davvero dato fastidio.
VOTO: 5,5
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