Film basato sulla vera storia di una squadra di pompieri di Prescott che ha affrontato un terribile incendio nei pressi di Yarnell Hill, Arizona, nel 2013.
Scordatevi il solito film hollywoodiano tutta azione, spacconate e improbabili eroismi.
Siamo più dalle parti de L'ultima Tempesta o Deepwater Horizon, invece.
La storia inizia lenta, presentando i personaggi principali uno a uno, dando il tempo allo spettatore di affezionarsi all'intera squadra di pompieri.
Poi arriva il terzo atto, come un treno in piena corsa che finisce per travolgerti...
Ottimo il cast: grande prova di Josh Brolin (figlio d'arte che ormai ha superato abbondantemente la mediocrità del padre), strepitosa quella di Jeff Bridges, bravissima (e ancora splendida) Jennifer Connelly, ma anche Miles Teller, Taylor Kitsch e James Badge Dale.
Buona la regia di Joseph Kosinski, che non si fa prendere la mano cedendo a inutili virtuosismi che avrebbero reso il film sì più spettacolare ma meno intenso dal punto di vista emotivo.
Quello che conta è la storia ma, soprattutto, le emozioni che riescono a farci provare gli attori.
Pellicola scandalosamente snobbata dal pubblico (che probabilmente si aspettava tutt'altra cosa) e anche dall'Academy Awards, a mio modesto parere.
Consigliato, assolutamente!
VOTO: 8
Elucubrazioni, recensioni, curiosità varie sui miei film, registi, romanzi e scrittori preferiti.
Visualizzazione post con etichetta Josh Brolin. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Josh Brolin. Mostra tutti i post
venerdì 3 aprile 2020
martedì 11 giugno 2019
DEADPOOL 2 -Mini Recensione-
Torna il supereroe più sboccato e scorretto dell'universo (cinematografico) Marvel, questa volta caduto in depressione dopo che la sua amata Vanessa è morta per colpa sua...
Se il primo capitolo mi era parecchio piaciuto, facendomi sbellicare dalle risate, questo sequel è stato invece una mezza delusione.
A mio modo di vedere si è voluto calcare la mano ancora di più sul politicamente scorretto ma il risultato è stato quello di saturare il film di situazioni grottesche, violente, volgari e splatter.
Anche Ryan Reynolds pare districarsi male in tutto questo, mentre un efficace Josh Brolin spesso gli ruba la scena. Bene invece il personaggio di Domino.
Riguardo al villain di turno, mi ricollego al discorso iniziale sull'estremizzazione del "politically incorrect": siamo proprio sicuri che usare un sadico torturatore di bambini (caratterizzato in quel modo, poi) sia stata una buona idea?
Niente di nuovo sotto il sole riguardo la regia di David Leitch il quale, tra l'altro, non se la cava troppo bene con gli effetti speciali digitali (a volte troppo dozzinali).
Le scene più divertenti rimangono quelle dopo i titoli di coda e, ovviamente, non è un buon segno.
VOTO: 5
Se il primo capitolo mi era parecchio piaciuto, facendomi sbellicare dalle risate, questo sequel è stato invece una mezza delusione.
A mio modo di vedere si è voluto calcare la mano ancora di più sul politicamente scorretto ma il risultato è stato quello di saturare il film di situazioni grottesche, violente, volgari e splatter.
Anche Ryan Reynolds pare districarsi male in tutto questo, mentre un efficace Josh Brolin spesso gli ruba la scena. Bene invece il personaggio di Domino.
Riguardo al villain di turno, mi ricollego al discorso iniziale sull'estremizzazione del "politically incorrect": siamo proprio sicuri che usare un sadico torturatore di bambini (caratterizzato in quel modo, poi) sia stata una buona idea?
Niente di nuovo sotto il sole riguardo la regia di David Leitch il quale, tra l'altro, non se la cava troppo bene con gli effetti speciali digitali (a volte troppo dozzinali).
Le scene più divertenti rimangono quelle dopo i titoli di coda e, ovviamente, non è un buon segno.
VOTO: 5
Etichette:
David Leitch.,
DEADPOOL,
DEADPOOL 2,
Josh Brolin,
Ryan Reynolds
giovedì 1 marzo 2018
GANGSTER SQUAD -Mini Recensione
Mi sono appena rivisto GANGSTER SQUAD, di cui effettivamente ricordavo poco.
Ma cominciamo subito con la recensione.
Ma cominciamo subito con la recensione.
Los Angeles. 1949. Il boss Mickey Cohen spadroneggia brutalmente nella città degli angeli, finché il capo della polizia decide di formare una task force per porre fine ai suoi traffici illeciti...
Il plot, ovviamente, richiama parecchio quello de Gli Intoccabili, quindi il paragone è difficile da evitare. In effetti anche il boss di turno, interpretato in modo eccessivamente sopra le righe da Sean Penn, vorrebbe richiamare l'Al Capone di De Niro, ma il confronto proprio non regge. Penn esagera così tanto nella recitazione che il suo bosso risulta involontariamente comico e grottesco.
Il cast dei "cloni" degli Intoccabili, invece, funziona meglio, anche se Ryan Gosling ha troppo la faccia da ragazzino per sembrare un duro poliziotto incorruttibile. Bene invece Josh Brolin e un sorprendente Robert Patrick. Abbiamo pure Giovanni Ribisi, che di solito interpreta il tipo ritardato dalla parlata strascicata o il genio della situazione. Qui fa il genio (sempre dalla parlata strascicata) ma siccome è molto bravo a farlo, la sua scelta calza a pennello.
Il primo vero problema del film è lo sviluppo della trama e la caratterizzazione dei personaggi: si intuisce fin da subito dove andrà a parare la storia e chi, tra il gruppo di poliziotti, farà una brutta fine.
Il secondo problema è la regia di Ruben Fleicher: tralasciando l'inevitabile paragone con De Palma (secondo me ha tentato pure di citarlo in alcune scene), non mi ha proprio convinto, soprattutto nella direzione degli attori (a tratti troppo sopra le righe) e in alcune scene troppo comiche e "goffe" per una pellicola del genere.
Una mezza occasione sprecata, probabilmente, che però non mi sento di bocciare del tutto.
Il plot, ovviamente, richiama parecchio quello de Gli Intoccabili, quindi il paragone è difficile da evitare. In effetti anche il boss di turno, interpretato in modo eccessivamente sopra le righe da Sean Penn, vorrebbe richiamare l'Al Capone di De Niro, ma il confronto proprio non regge. Penn esagera così tanto nella recitazione che il suo bosso risulta involontariamente comico e grottesco.
Il cast dei "cloni" degli Intoccabili, invece, funziona meglio, anche se Ryan Gosling ha troppo la faccia da ragazzino per sembrare un duro poliziotto incorruttibile. Bene invece Josh Brolin e un sorprendente Robert Patrick. Abbiamo pure Giovanni Ribisi, che di solito interpreta il tipo ritardato dalla parlata strascicata o il genio della situazione. Qui fa il genio (sempre dalla parlata strascicata) ma siccome è molto bravo a farlo, la sua scelta calza a pennello.
Il primo vero problema del film è lo sviluppo della trama e la caratterizzazione dei personaggi: si intuisce fin da subito dove andrà a parare la storia e chi, tra il gruppo di poliziotti, farà una brutta fine.
Il secondo problema è la regia di Ruben Fleicher: tralasciando l'inevitabile paragone con De Palma (secondo me ha tentato pure di citarlo in alcune scene), non mi ha proprio convinto, soprattutto nella direzione degli attori (a tratti troppo sopra le righe) e in alcune scene troppo comiche e "goffe" per una pellicola del genere.
Una mezza occasione sprecata, probabilmente, che però non mi sento di bocciare del tutto.
VOTO: 7-
Iscriviti a:
Post (Atom)

