Elwood Dalton, un ex lottatore UFC finito in disgrazia, accetta il lavoro di buttafuori in un turbolento locale della Florida. Si troverò invischiato in guai più grossi di lui...
Remake de Il Duro del Road House del 1989, con Jake Gyllenhall al posto di Patrick Swayze e uscito direttamente su Amazon Prime, ma il risultato non cambia.
Buono nella prima parte, con le scazzottate molto realistiche (i pugni sembrano andare effettivamente a segno, probabilmente grazie a qualche ritocco digitale) ma che sbarella di brutto nel terzo atto (proprio come la versione del 1989) con esagerate scene d'azione su motoscafi che saltano in aria, o direttamente dentro al bar, e i protagonisti ne escono miracolosamente indenni.
Jake Gyllenhall (qui molto pompato) fa il suo sporco lavoro mentre il suo antagonista, interpretato da Conor McGregor (vero lottatore professionista) è troppo sopra le righe per i miei gusti, Il boss di turno, invece, è un figlio di papà viziato e idiota da sembrare quasi insulso (soprattutto se confrontato il villain Ben Gazzara del 1989).
La regia di Doug Liman usa alcune soggettive da videogame "picchiaduro" che proprio non ho gradito.
A conti fatti, non è altro che una versione aggiornata ed edulcorata del film con Swayze.
Si poteva fare meglio.
VOTO: 6
venerdì 29 marzo 2024
ROAD HOUSE (2024) -Mini Recensione-
martedì 26 marzo 2024
IL DURO DEL ROAD HOUSE (1989) -Mini Recensione-
James Dalton è un infallibile buttafuori che accetta di andare a lavorare al "Double Deuce", un locale dove le risse sono all'ordine del giorno. Non sa che si ritroverò a dover affrontare anche il famigerato boss della città...
Un film cult di fine anni '80 perfettamente cucito addosso a Patrick Swayze, star emergente di quegli anni. Ed è proprio il classico prodotto di serie B di quel decennio: storia semplice e quasi naif, un belloccio come protagonista, un po' di grossolana azione, qualche seno al vento e molta violenza gratuita (nel finale).
Diciamo la verità: Swayze era un attore mediocre (in originale ancora peggio) che però riusciva a bucare lo schermo in ruoli di questo tipo.
La regia nelle scene "statiche" non è un granché, inoltre lo spettatore non percepisce mai un reale pericolo nei confronti del protagonista e molti personaggi secondari, inizialmente ben introdotti, finiscono presto nel dimenticatoio.
Però le scazzottate non sono malaccio e se hai un attore come Ben Gazzara come antagonista, che a tratti riesce a risultare perfino simpatico, più il bonus Sam Elliot, allora il film si lascia guardare fino alla fine nonostante il terzo atto fracassone e involontariamente comico.
C'è pure il grande Dean Cundey alla fotografia.
Buona la colonna sonora rock & blues.
VOTO: 6

