Elucubrazioni, recensioni, curiosità varie sui miei film, registi, romanzi e scrittori preferiti.

sabato 13 luglio 2019

IL TRONO DI SPADE -I miei 5 personaggi preferiti-

Avevo snobbato questa serie per vari motivi, poi mi sono deciso a recuperarla, "sparandomi" di fila tutte le 8 stagioni in circa 3 settimane.
Inizio quindi a parlarne pubblicando questa piccola classifica dei personaggi che mi hanno maggiormente impressionato.
Voglio specificare che ho visto GoT in lingua originale, quindi tutte le mie impressioni sono influenzate anche da questo aspetto.
Ci sono anche piccoli SPOILER, quindi evitate di leggere ciò che segue se non avete visto la serie completa.

Brace yourselves!
Si parte!


5° POSTO

Jon Snow

             

Lo so, dovrebbe essere il vero protagonista della serie. ma in realtà non mi ha particolarmente colpito.
Il modo in cui è caratterizzato non è certo originale, è l'eroe quasi senza macchia, all'inizio emarginato e bistrattato perché figlio illegittimo, che con l'andare del tempo saprà riscattarsi. I suoi ideali rimarranno immutati per tutta la durata della serie, anche a costo di fare scelte impopolari che pagherà a caro prezzo.
L'interpretazione piuttosto "piatta" e perennemente imbronciata di Kit Harington non aiuta e l'ho inserito in questa classifica solamente perché, come ho specificato qui sopra, è uno dei personaggi più rilevanti della serie.

4° POSTO

Arya Stark



Non potevo non inserirla.
La sua figura spicca fin dal primo episodio ed è stato interessante seguire il suo percorso di crescita ed evoluzione, passando da bambina un po' ribelle e mascolina a guerriera e assassina.
Gran merito va all'attrice Maisie Williams, che in pratica ha subito la stessa "trasformazione" del suo personaggio durante gli 8 anni di riprese: da bambina è diventata (quasi) una donna.
Alla fine, nonostante le sua piccola stazza, diventerà probabilmente anche la più abile combattente di entrambi i continenti.


3° POSTO


Theon Greyjoy



Diciamo che nelle prime 3 stagioni l'ho quasi detestato, anche se si intravedevano in lui i dubbi e i tormenti sulle scellerate scelte che lo porteranno alla rovina.
Ma dopo le torture che ha subito per mano di Ramsay Bolton, è diventato umano, tanto da suscitare in me una certa pena e compassione.
La sua caratterizzazione è stata ottima e Alfie Allen è stato bravo nel capire e interpretare il personaggio.
Il suo sguardo da cane bastonato e il modo di camminare insicuro e incerto, dopo le torture e la mutilazione, li ho trovati perfettamente credibili.
Nell'ultima stagione, quando è in cerca di rivalsa, ho tifato per lui, lo ammetto.


2° POSTO

Sandor Clegane "il Mastino".





Anche lui inizialmente nato come personaggio detestabile, praticamente uno dei "villain", con la fine della 2° stagione ha iniziato il suo percorso di (quasi) redenzione.
A un certo punto riesce a diventare una specie di padre nei confronti di Arya Stark, in un particolare rapporto di odio e affetto ben supportato da entrambi gli attori.
Rory McCann non ha certo un talento recitativo "shakespeariano", ma sono proprio il suo volto di pietra (e sfigurato dal make-up), i suoi grugniti e i suoi silenzi a renderlo ancor più tormentato e, allo stesso tempo, cinico.
Ha un punto debole, ovvero la fobia del fuoco, e spesso non si fa scrupoli a darsela a gambe durante la battaglia quando capisce che non ci sono speranze di vincere.
E non vedi l'ora che possa affrontare e sconfiggere il suo gigantesco e odiato fratello.
Anche il suo percorso di cambiamento mi ha ben impressionato, tant'è che il "Mastino" ha guadagnato posizioni in questa mia classifica di puntata in puntata, arrivando quasi a spodestare dal primo gradino del podio il prossimo personaggio...



1° POSTO

Tyrion Lannister




Mi ha colpito fino dal primo episodio.
In un mondo dove la violenza regna padrona, essere un nano (seppur ricco) è dannatamente complicato e difficile.
Detestato da padre e sorella, è considerato da molti come un mostro.
Ma la natura lo ha parzialmente ricompensato con una mente brillante e arguta.
Ubriacone e impenitente frequentatore di bordelli, dotato anche di battuta facile, in realtà nasconde molta insicurezza, soprattutto perché non riesce a ottenere l'affetto e la giusta considerazione dal maligno padre Tywin (un ottimo Charles Dance).
Peter Dinklage è, a mio modo di vedere, l'attore migliore dell'intero cast (almeno in lingua originale).
Una spanna sopra gli altri, senza dubbio.
Tyrion Lannister, Jon Snow e Daenerys Targaryen sono le tre colonne portanti di GoT, ma secondo me è proprio la sua figura quella che alla fine rimane saldamente in piedi.

Menzioni speciali per Brienne of Tarth, Bronn, Tormund e anche Jaimie Lannister, che non è entrato in classifica per un soffio.

martedì 11 giugno 2019

DEADPOOL 2 -Mini Recensione-

Torna il supereroe più sboccato e scorretto dell'universo (cinematografico) Marvel, questa volta caduto in depressione dopo che la sua amata Vanessa è morta per colpa sua...
Se il primo capitolo mi era parecchio piaciuto, facendomi sbellicare dalle risate, questo sequel è stato invece una mezza delusione.
A mio modo di vedere si è voluto calcare la mano ancora di più sul politicamente scorretto ma il risultato è stato quello di saturare il film di situazioni grottesche, violente, volgari e splatter.
Anche Ryan Reynolds pare districarsi male in tutto questo, mentre un efficace Josh Brolin spesso gli ruba la scena. Bene invece il personaggio di Domino.
Riguardo al villain di turno, mi ricollego al discorso iniziale sull'estremizzazione del "politically incorrect": siamo proprio sicuri che usare un sadico torturatore di bambini (caratterizzato in quel modo, poi) sia stata una buona idea?
Niente di nuovo sotto il sole riguardo la regia di David Leitch il quale, tra l'altro, non se la cava troppo bene con gli effetti speciali digitali (a volte troppo dozzinali).
Le scene più divertenti rimangono quelle dopo i titoli di coda e, ovviamente, non è un buon segno.


VOTO: 5




venerdì 7 giugno 2019

HUNTER KILLER-Caccia negli abissi - Mini Recensione

Un sottomarino americano, mandato nell'Artico a indagare sulla sparizione di un altro battello, si ritroverà a dover portare in salvo il presidente russo destituito da un colpo di stato...
La trama, nel complesso, non sarebbe neanche male (il soggetto è tratto da un romanzo) ma nella sceneggiatura ci sono troppe situazioni già viste in altri film con sottomarini (Caccia a ottobre rosso in primis).
Gerard Butler se la cava (pessimo accento americano a parte nella versione originale) ma il compianto Michael Nyqvist  gli ruba la scena soltanto con lo sguardo quando i due si ritrovano nella stessa inquadratura. Gary Oldman sprecato in un ruolo praticamente inutile.
Molti personaggi secondari, poi, seppur inizialmente ben abbozzati, si defilano quasi subito apparendo in due o tre scene nemmeno troppo importanti.
Effetti speciali in CGI piuttosto invadenti e poco fotorealistici, mentre la regia di tale Donovan Marsh è piatta che più piatta non si può.
Ed è proprio questo l'elemento più debole di un film che, se affidato a una mano solamente un poco più esperta, probabilmente avrebbe avuto un maggior riscontro al botteghino.

VOTO: 5,5



venerdì 10 maggio 2019

L'OMBRA DEL DUBBIO (Mini Recensione)

Santa Rosa. California. Anni '40.
La giovane Charlotte  detta "Charlie" (Carla, nella versione italiana) non sta più nella pelle quando l'amato zio Charles "Charlie" (Carlo, in italiano) si trasferisce temporaneamente a casa sua da New York. Ma ben presto la giovane Charlie comincerà ad avere degli strani sospetti riguardo a suo zio...
Un classico del grande Alfred Hitchcock, con uno strepitoso cast, anche i comprimari, che il Maestro dirige con mano sicura.
Il rapporto tra zio e nipote, un affascinante ma inquietante Joseph Cotten e la procace Teresa Wright, è chiaramente incestuoso e piuttosto erotico (Hitch sapeva bene come aggirare la censura) mentre la tensione (sempre in crescendo) non ti molla per quasi tutto il film, fino ad arrivare alla memorabile lotta sul treno in corsa.
Da vedere assolutamente nella versione originale non doppiata.
L'ennesimo capolavoro del Maestro del brivido e della suspense.

VOTO: 8



mercoledì 10 aprile 2019

HOSTILES - OSTILI -Mini Recensione-

New Mexico, 1892. Un capitano dell'esercito è costretto a scortare  fino al Montana un vecchio capo indiano morente che è stato anche un suo acerrimo nemico.
Sarà un viaggio lungo e pieno di insidie...
A livello di incassi il genere western, purtroppo, è morto da tempo, salvo rare eccezioni o le "spacconate" di Tarantino.
Ma qui siamo a livelli alti, a mio modo di vedere.
E lo dico da appassionato del genere.
Il cast è davvero notevole, con ottime caratterizzazioni dei personaggi e buonissimi attori anche in piccoli ruoli.
Su tutti, ovviamente, Christian Bale, ma anche Rosamund Pike e l'impareggiabile Wes Studi nella parte dell'anziano capo Cheyenne.
La regia di Scott Cooper è asciutta, pulita e senza fronzoli, così come la sceneggiatura.
La musica l'ho trovata un tantino troppo minimalista per i miei gusti, ma probabilmente va bene così.
Consigliatissimo per gli amanti del cinema western.

VOTO: 8-



martedì 2 aprile 2019

ROBOCOP (1987) -Mini Recensione-

Era il 1987 quando al cinema uscì RoboCop, mentre io lo vidi "a loop" su una VHS a noleggio a casa di amici qualche tempo dopo, imparando molte battute a memoria.
La storia è quella di Alex Murphy, poliziotto di una Detroit (all'epoca) futuristica che rimane (quasi) ucciso durante una sparatoria, per poi diventare RoboCop...
Un film con molta violenza gratuita e grottesca, caratteristica tipica dell'olandese Paul Verhoeven, mentre la sua regia è a tratti un po' grossolana e la recitazione è volutamente sopra le righe.
Il risultato è comunque molto valido ed efficace.
Qualche battuta addirittura funziona meglio nella versione doppiata in italiano.
Grande Peter Weller nei panni di RoboCop, una tostissima Nancy Allen e un villain memorabile, interpretato da Kurtwood Smith.
Menzione speciale per Ronny Cox e Miguel Ferrer.
Poi c'è la maestosa colonna sonora del compianto Basil Poleudoris, con l'inconfondibile tema musicale di RoboCop.
Un film invecchiato bene nonostante gli effetti speciali "a passo uno", animatronics e mascherini.

VOTO: 7,5





giovedì 28 marzo 2019

PAPILLON (2017) -Mini Recensione-

Nuova riproposizione della storia di Henry Charrière e di come, dopo vari tentativi, riuscì a scappare dalla colonia penale dell'Isola del Diavolo...
Fondamentalmente non sono contrario ai remake di grandi classici del cinema, a patto di azzeccare la formula giusta (cosa comunque molto difficile).
Qui, a mio modo di vedere, si partiva da un grosso presupposto sbagliato, ovvero la scelta di due attori, Charlie Hunnam e Rami Malek, che somigliassero a Steve McQueen e Dustin Hoffman della versione di Schaffner del 1973.
Se Malek, alla fine, mi ha convinto, con Hunnam decisamente non ci siamo.
Nell'aspetto fisico somiglia molto a McQueen, ma ovviamente non buca lo schermo allo stesso modo.
Lo si nota soprattutto nelle scene in cui Papillon si trova in isolamento senza poter parlare; qui il protagonista dovrebbe comunicare quello che sta provando esclusivamente con lo sguardo e McQueen, pur non essendo mai stato un grande attore, ci riusciva alla grande.
Il confronto non regge, dunque.
Forse sarebbe stato meglio cercare un'impostazione diversa del personaggio.
La regia dello sconosciuto danese (per me) Michael Noer non vale un decimo di quella di Franklin Schaffner del film originale. Mi è parsa piuttosto piatta, con qualche spunto originale che però non è stato sfruttato.
Fotografia anonima.
Un remake inutile.

P.S.
A quanto pare, la storia del vero Henry Charrière narrata prima in un libro, poi nei due film, sarebbe in parte inventata, o comunque riporterebbe fatti accaduti ad altri prigionieri dell'Isola del Diavolo.