Elucubrazioni, recensioni, curiosità varie sui miei film, registi, romanzi e scrittori preferiti.

lunedì 21 gennaio 2019

INTO THE GRIZZLY MAZE -Mini Recensione-

Un enorme Grizzly semina morte nei dintorni di una cittadina dell'Alaska. Toccherà a un poliziotto locale e al fratello cercare di porre fine al massacro...
Ci sono palesi richiami a Lo squalo e a Grizzly, l'orso che uccide (che a sua volta era una specie di clone in salsa boschiva del film di Spielberg) in questa pellicola d'avventura con elementi horror del 2015.
Uscita inspiegabilmente direttamente per l'home video, in realtà non è affatto male.
I personaggi principali sono ben caratterizzati, forse poco originali, ma comunque viene dedicato loro tempo sufficiente per scoprirne il passato e affezionarsi.
La sceneggiatura ha qualche sbavatura qua e là, così come la regia e la fotografia, ma non mi sono annoiato nemmeno un minuto.
Bene James Marsden e Thomas Jane che interpretano i due fratelli protagonisti. Così come Billy Bob Thornton: il suo personaggio richiama palesemente quello di Robert Shaw ne Lo squalo, ma anche in questo caso fa la sua porca figura..
Meritavano forse più spazio le co-protagoniste femminili.
C'è anche  Scott Glenn e pure il suo ruolo ha dei richiami al film di Spielberg, a mio modo di vedere.
Non si fa nemmeno un uso troppo gratuito dello splatter, soltanto quanto basta per inorridire senza scadere nel grottesco.
Insomma, un prodotto ben confezionato, con un buon cast e che intrattiene bene, inspiegabilmente sottovalutato.

VOTO: 7-




domenica 20 gennaio 2019

UOMINI CONTRO -Mini Recensione-

Altopiano di Asiago, 1916.
Fanti italiani vengono mandati ripetutamente al massacro da parte degli alti ufficiali in comando fino a che, uno a uno, i protagonisti della storia proveranno (inutilmente) a ribellarsi...

Probabilmente rischio la blasfemia, ma secondo me questo Uomini Contro di Francesco Rosi è addirittura migliore di Orizzonti di gloria di Kubrick.
Del resto è tratto da Un anno sull'Altipiano di Emilio Lussu, romanzo sul quale  lo stesso Kubrick provò ad a gettarsi prima di optare per il libro Orizzonti di Gloria  di Humphrey Cobb.
Almeno così ho letto da qualche parte, ma non so se questa storia sia vera o meno.
La regia di Francesco Rosi appare volutamente ruvida, con molta camera a mano, quasi da documentario, anche nelle grandiose e crude scene di battaglia (decenni prima di Salvate il soldato Ryan) che poco hanno da invidiare a quelle di film bellici molto più recenti.
In netto contrasto con quella sofisticata, fotograficamente e stilisticamente perfetta della pellicola di Kubrick.
Ma lo stile di Rosi risulta altrettanto efficace e coinvolgente, se non di più. Qui infatti si tratta di italiani, che parlano con diversi accenti regionali, con un mostruoso Gian Maria Volontè in mezzo a un cast di facce perfette (molti di loro sono stati doppiati).
Musica minimalista, che rimane quasi in sottofondo, riuscendo così a dare ancor di più la sensazione di realismo.
Un film, quello di Rosi, che nel 1970 fu criticato e osteggiato dall'esercito italiano per via dell'irriducibile antimilitarismo e pessimismo che pervade la storia dall'inizio alla fine, tant'è che lo stesso Lussu ne prese le distanze.
Un capolavoro da riscoprire.

VOTO: 8,5





lunedì 14 gennaio 2019

DECISIONE CRITICA -Mini Recensione-

Ricordo di aver visto quest action movie del 1996 su una VHS a noleggio, all'epoca.
Poco tempo dopo, mi capitò di leggerne una recensione su un noto settimanale di cinema e TV nella quale, oltre che stroncare totalmente il film, si riteneva ridicola la motivazione suicida del capo dei terroristi...
Mi tornò subito in mente quando appresi dei fatti dell'11 settembre del 2001.
E chissà se quel giorno anche il recensore (di cui non ricordo il nome) avrà avuto i brividi dietro la schiena come li ho avuti io ripensando a quanto aveva scritto anni prima.
Ma torniamo al film.
Dei terroristi prendono possesso di un Boeing 747, con tanto di pericolosissimo ordigno che potrebbe causare milioni di morti sul suolo americano.
Ma una squadra di militari USA, assieme a ingegnere e un analista, riesce a salire a bordo di nascosto grazie a un velivolo sperimentale per tentare di risolvere la situazione...

Riscoprendo questa pellicola (come al solito) dopo parecchi anni, mi è sembrata decisamente migliore di quello che ricordavo.
La regia dei Stuart Baird risulta un po' piattina (Baird ha iniziato come montatore), così come la fotografia, mentre le musiche di uno svogliato Jerry Goldsmith non mi hanno convinto del tutto.
Per non parlare della (ridicola) grafica a 16 bit della tecnologia computerizzata di quegli anni.
Ma ci sono dei momenti di tensione ben azzeccati.
La sceneggiatura è dei fratelli Thomas (quelli di Predator) e secondo me non è affatto male, se si accettano i classici cliché dei film di questo tipo.
Ottimo Kurt Russell, che risulta perfetto nel ruolo del civile che si trova a dover risolvere una situazione più grande di lui assieme a dei militari che rimangono a loro volta senza il proprio leader.
Non male anche John Leguizamo, Oliver Platt, Joe Morton e Halle Barry.
La critica, invece, massacrò la perfomance di Steven Seagal.
Bene anche la caratterizzazione del villain di turno da parte di David Suchet.
C'è anche l'immancabile finale alla "Airport" che chiude, comunque, perfettamente la storia.
A conti fatti, lo reputo decisamente migliore di Air Force One, uscito l'anno dopo.

VOTO: 7-





martedì 8 gennaio 2019

AMERICAN ASSASSIN -Mini Recensione-

Un giovane americano si improvvisa giustiziere  per vendicare la morte della fidanzata durante un attacco terroristico jihadista, finché la CIA decide di reclutarlo e addestrarlo...
Tratto comunque da un romanzo, il plot appare molto improbabile e anche l'inizio del film non sembra promettere bene.
Sia chiaro, c'è ben poco di originale, con tanto di villain di turno che si rivela essere un rinnegato addestrato dalla  stessa CIA e a un certo punto pare di trovarsi di fronte una specie di Jason Bourne in versione bimbominkia.
Ma all'improvviso il film inizia a funzionare e a coinvolgere.
La regia di codesto Michael Cuesta forse è un tantino piattina e la fotografia anonima, ma almeno non si esagera di camera a mano e montaggio ultra frenetico nelle scazzottate.
Il giovane protagonista Dylan O'Brien, già visto in The maze runner, è bravo e perfettamente in parte, così pure Michael Keaton che spesso gli ruba la scena (seppur con la sua solita recitazione sopra le righe).
Delude un po' l'antagonista Taylor Kitsch, invece.
Il finale pieno di (palesi) effetti speciali digitali stride parecchio con lo stile asciutto e pulito del resto del film.
Mi sono divertito, comunque.


VOTO: 7--



lunedì 31 dicembre 2018

TRE MANIFESTI A EBBING, MISSOURI -Mini Recensione-

Ebbing, (fittizia) cittadina del Missouri.
Una madre, Frances McDormand, decide di affittare 3 cartelloni stradali per pubblicare dei manifesti di protesta contro la polizia locale e le loro indagini che non hanno portato a nulla di fatto sul brutale omicidio con omicidio della figlia, avvenuto mesi prima...
Ecco uno di quei film che non ha deluso le mie aspettative dopo averne sentito parlare molto bene.
Il ritmo è lento (ma non troppo), con vaghe atmosfere dei fratelli Coen (sia per la presenza della McDomand, sia per le musiche di Carter Burwell, l'abituale compositore dei film dei 2 registi/sceneggiatori), regia di Martin McDonagh essenziale e validissima, grandiosa sceneggiatura (sempre di McDonagh) con personaggi memorabili e terribilmente "veri".
A tratti si ride (amaro), a tratti ci si commuove.
Bravissimi tutti gli attori, meritatissimi gli Oscar alla McDormand e a Sam Rockwell, ma anche Woody Harrelson non sfigura affatto.
Uno dei più bei film chi mi sia capitato di vedere negli ultimi anni.

VOTO: 8,5





domenica 23 dicembre 2018

LA BOCCA DELL'INFERNO

Nuova recensione letteraria.
Questa volta parlerò di questo romanzo storico d'avventura dai toni horror e con un pizzico di spionaggio, scritto a quattro mani da Bill Schutt e J.R. Finch.




Il romanzo inizia con un prologo ambientato sul fronte russo della WW2 nel febbraio del 1944, dove misteriosi contenitori paracadutati dal cielo fanno strage di soldati russi rilasciando una sostanza letale e conosciuta.
Con un salto temporale all'indietro, ci troviamo poi qualche tempo prima dei fatti del prologo, con il protagonista del romanzo, il capitano americano R.J. MacCready, nonché pilota e zoologo, che viene mandato nel bel mezzo della foresta amazzonica a indagare sull'avvistamento di un sommergibile giapponese arenatosi lungo uno dei corsi d'acqua della regione e sulla conseguente scomparsa di una squadra di ranger dell'esercito di cui non si hanno più notizie.
Lo ammetto: il plot mi pareva molto intrigante, almeno per i miei gusti letterari, tanto che avrei voluto avere io un'idea simile per un mio romanzo.
Il libro parte bene ma appena entra in scena il protagonista, iniziano le prima pecche.
Nome che richiama palesemente il personaggio interpretato da Kurt Russell ne film La cosa di John Carpenter a parte (omaggio che feci anche io in uno dei miei romanzi), è la caratterizzazione del protagonista lascia a desiderare: è un gran pilota, infallibile tiratore, soldato pieno di risorse ed è pure uno scienziato (qualche altra dote alla James Bond, già che ci siamo, no?).
E anche il suo passato, che vorrebbe fare di lui un uomo in preda ad alcuni rimorsi, non incide, oltre che risultare poco originale.
I cattivi sono ovviamente i nazisti (con i giapponesi) e anche qui la caratterizzazione risulta molto scontata.
Lo stile di scrittura non è male, il libro scorre abbastanza bene; personalmente, però, non sopporto quando il narratore racconta gli eventi dal punto di vista delle "creature" che infestano quella particolare zona amazzonica (di più non dico, anche perché ho già svelato troppo).
Davvero: odio questa tecnica narrativa, perché la trovo ben poco realistica e coinvolgente.
La trama è molto altalenante; gli elementi horror secondo me non funzionano del tutto, mentre invece ho apprezzato le parti che citano i veri fatti storici e scientifici del secondo conflitto mondiale.
Ritroviamo un paio di personaggi realmente esistiti, come la famosa aviatrice Hanna Reitsch, una delle pochissime donne pilota naziste che si fecero notare da Hitler in persona nel secondo conflitto mondiale. E forse è questo il personaggio più azzeccato, in verità.
Il romanzo, comunque, si lascia leggere piacevolmente. L'ho divorato in poco tempo ma, come ormai è ben chiaro, ha deluso parecchio le mie aspettative.
Non posso fare a meno di pensare a cosa avrebbero potuto tirar fuori gente come Michael Crichton o Clive Cussler con un plot potenzialmente intrigante come quello creato dal duo Schutt & Finch.

Lo consiglio solo ad appassionati del genere, senza però aspettarsi chissà quale capolavoro.





martedì 11 dicembre 2018

MOONRAKER-OPERAZIONE SPAZIO -Mini Rencensione-

Da bambino questo era il mio film di Bond preferito, visto per la prima volta in una TV (forse) in bianco e nero, a casa di un mio amico una domenica pomeriggio.
In realtà la trama ricalca quasi pari pari quella del precedente LA SPIA CHE MIA AMAVA, con un'ambientazione spaziale anziché marina. Anche il piano del Villain di turno è identico e c'è pure il ritorno del gigantesco personaggio di SQUALO interpretato da Richard Kiel.
Roger Moore è qui ancora in forma mentre la Bond Girl di turno è più tosta che sexy, molto più sensuale una giovane Corinne Cléry, che però farà una brutta fine, ma va bene così.
Diciamo che, a conti fatti, rimane un film molto esagerato ma divertente e fracassone.
Rivisto in HD è un bel vedere e pure i datati effetti speciali non sfigurano più di tanto (tranne alcune retroproiezioni nella scena della funivia).
Regia di Lewis Gilbert nella norma, con un buon montaggio di John Glen che diventerà poi il regista della serie fino a VENDETTA PRIVATA.
Musiche di John Barry stranamente non troppo pompose (per i miei gusti), con una canzone dei titoli di testa molto valida ma piuttosto sottovalutata, all'epoca.
Fu un grande successo al box office, comunque.

VOTO: 7-