Elucubrazioni, recensioni, curiosità varie sui miei film, registi, romanzi e scrittori preferiti.

venerdì 7 settembre 2018

L'UOMO DI NEVE -Mini Recensione-

Svezia. Un Serial Killer rapisce alcune donne lasciando come segno un pupazzo di neve. Toccherà al detective semi alcolizzato e trasandato Harry Hole indagare sul caso.
Vado subito al sodo: a me è piaciuto questo thriller tratto da un romanzo di Jo Nesbø.
E' vero, alla fine, non tutte le cose vanno al loro posto mentre altri quesiti rimangono insoluti, ma Michael Fassbender è semplicemente perfetto nei panni del detective svedese Hole. C'è pure un Val Kilmer invecchiato malissimo  (ha avuto anche gravi problemi di salute, a quanto pare) ma tutti gli attori comprimari, secondo me, se la cavano benissimo.
Come già accennato, molte sottotrame rimangono insolute, ma ho visto di peggio. Probabilmente è pure prevedibile (si intuisce facilmente chi è l'assassino, secondo me) ma chi se ne frega, per una volta.
Il ritmo non è nemmeno così lento, per essere diretto da un regista svedese come Tomas Alferdson.
Bene anche le musiche di Marco Beltrami.
E poi io adoro i thriller con le atmosfere fredde e rarefatte, dove neve e ghiaccio ne fanno da padroni.

VOTO: 7




mercoledì 5 settembre 2018

ALIENS vs. PREDATOR 2 -Mini Recensione-

E parliamo un po' di questo sequel del già mediocre ALIEN vs. PREDATOR, diretto dal sopravvalutato regista Paul W.S. Anderson...
Il film parte dove finiva il precedente film, ovvero con la nascita del "Predalien", poi l'astronave dei Predators precipita nei dintorni di una cittadina nel Colorado e, quindi, inizia il massacro...
L'intenzione dei due fratelli registi e dello sceneggiatore era quella di rendere omaggio anche al film di James Cameron (da qui la scelta di usare Aliens al plurale nel titolo), non a caso anche la colonna sonora riprende molte sonorità che il compianto James Horner compose per quel film. Il musicista Brian Tyler cita anche alcuni passaggi delle partiture di Alan Silvestri del primo Predator (Horner e Silvestri sono 2 dei miei compositori preferiti, tra l'altro) ma i due "omaggi" stridono parecchio con la mediocrità della qualità delle scene che vediamo sullo schermo.
Una pellicola recitata male (doppiata pure peggio), con personaggi scontati, quasi da slasher movie degli anni '80, fintamente splatter e con alcune scene davvero di pessimo gusto (tipo quella dell'alieno ibrido in un reparto maternità). Trama con le immancabili ingenuità, situazioni per nulla originali e telefonate (il padre che si affaccia alla finestra dicendo "lo vedi, non c'è nessun mostro" ma poi...).
E gli attori, quasi tutti di origine televisiva con facce facilmente dimenticabili, non aiutano di certo.
Gli effetti speciali sono buoni ma tanto lavoro viene quasi sminuito dalla fotografia troppo scura che lascia intravedere ben poco. Gli Alien, poi, sembrano delle comparse in secondo piano, della carne da macello e nulla più.
Anche l'ibrido Alien/Predator non incute paura. Anzi, pare quasi goffo e involontariamente ridicolo.
Comunque si lascia guardare, guadagnando mezzo punto nel finale.

VOTO: 5--



domenica 2 settembre 2018

TREMORS -Mini Recensione-

Eccomi a parlare di TREMORS, fanta-horror del 1990 con i vermoni giganti, diventato un vero e proprio cult, dando il via a numerosi seguiti per l'home-video e anche a una serie tv.
Da qualche parte nel Nevada, dei vermoni giganti arrivati dal nulla cominciano a mietere vittime nei dintorni di una piccola cittadina in mezzo al nulla...
Rivisto dopo parecchio tempo, l'ho trovato non privo di difetti.
Un giovane Kevin Bacon e Fred Ward formano una coppia davvero affiatata, senza mai rubarsi la scena l'un l'altro. Ma tutto il resto del cast è azzeccatissimo. 
Il personaggio patito delle armi interpretato da Michael Gross mi è parso però quasi superfluo, tutto sommato; diventerà poi il personaggio principale dei sequel.
Un film molto divertente, che non spaventa ma, piuttosto, tiene abbastanza sulle spine. Ci sono ben poche scene truculente, a dire la verità, e quasi tutto avviene fuori campo.
La regia di Ron Underwood mi è parsa un tantino grezza in certe parti, con scene (credo) volutamente trash che comunque ben ci stanno vista l'atmosfera esagerata di tutta la pellicola. 
Effetti speciali datati ma ancora abbastanza validi.
Ho gradito molto le musiche, invece.
Un film nostalgico per quelli della mia generazione, ma forse non così buono come ricordavo.

VOTO: 7--


martedì 28 agosto 2018

SOLDI SPORCHI -Mini Recensione-

Ecco un film del 1998 che richiama parecchio FARGO dei fratelli Coen, diretto però dal loro vecchio amico Sam Raimi.
Fine dicembre. Da qualche parte nel Minnesota. 
Due fratelli (uno dei due un po' ritardato)e un altro tizio ritrovano circa 4 milioni di dollari in una borsa rinvenuta all'interno di un aereo precipitato. Decidono di tenerseli, aspettando però che l'aereo venga ritrovato dalle autorità per essere sicuri che nessuno reclami il denaro.
Ovviamente il "semplice piano" andrà a rotoli...

Bene il cast; Billy Bob Thornton interpreta magnificamente il fratello con problemi mentali (meritatissima nomination all'Oscar) mentre l'altro protagonista è l'impareggiabile, eclettico e purtroppo compianto Bill Paxton.
Completano il cast Bridget Fonda (perfetta nella moglie apparentemente dolce e ingenua ma che in realtà...) e il caratterista Brent Briscoe nei panni del terzo complice ubriacone.
La regia di Raimi funziona abbastanza, con qualche guizzo dei suoi nella prima parte (nelle scene dove compaiono i corvi) ma alla fine mi ha deluso un po'.
SOLDI SPORCHI è un bel thriller/noir, con dei personaggi ben caratterizzati, su questo non si discute, ma Raimi questa volta si prende troppo sul serio, proprio quando invece dovrebbe calcare un po' la mano col grottesco e lo humor macabro,  rinnegando quasi uno dei suoi capisaldi cinematografici.
Ecco perché perde ai punti il paragone con FARGO.
Un film da vedere, comunque.

VOTO: 6,5








mercoledì 22 agosto 2018

MAMBA -Mini Recensione-

1998. Il produttore e regista Mario Orfini decide di produrre e dirigere questo thriller claustrofobico girato interamente da una troupe italiana ma in un contesto USA.
Un uomo possessivo e presumibilmente violento, incapace di accettare di essere stato lasciato dalla propria amata, decide di vendicarsi in un modo alquanto inventivo: libera un velenosissimo serpente Mamba nell'appartamento dell'ex fidanzata chiudendola dentro...
La protagonista è la futura moglie di Sting, all'epoca solo sua compagna di vita, che era anche una discreta attrice. Riesce comunque a ben figurare per l'intera durata della pellicola.
Il cattivo è Gregg Henry, noto caratterista televisivo che ha anche preso parte a parecchi film hollywoodiani. Scelta comunque azzeccata.
Il plot di partenza pare piuttosto originale e tutto sommato il film mantiene le promesse nonostante qualche passaggio ingenuo e involontariamente ridicolo. Io avrei tolto la parte "tecnologica" del film,  piuttosto implausibile e che ora, dopo 30 anni, fa sembrare il film invecchiato un po' male.
Il look anni '80 e le musiche elettroniche di  un Moroder  "svogliato" accentuano questo aspetto.
La regia l'ho trovata invece abbastanza scontata, vedi le scene con la soggettiva del serpente con tanto di musica (elettronica) stridente abbinata, con qualche passaggio decisamente grezzo.
La fotografia di Dante Spinotti risulta sempre impeccabile, nonostante la versione che mi è capitato di vedere fosse, sicuramente, ricavata da un mediocre riversamento in DVD.
Di sicuro non era in HD come il canale che l'ha trasmessa.
Insomma, non un capolavoro ma nemmeno poi così malaccio.


VOTO: 6,5




lunedì 20 agosto 2018

LA BATTAGLIA DEI SESSI -Mini Recensione-

Dopo Borg-McEnroe, ecco un altro film sul tennis tratto da una storia vera.
Anni '70: la tennista Billie Jean King, durante la sua battaglia per la parità maschi e uomini nel tennis, ma anche nella vita reale, accetta di giocare una partita in 3 set contro un ex n°1 del tennis, ora ultra cinquantenne, impenitente scommettitore e, soprattutto, maschilista fino al midollo...
Un film sorprendente, dove in realtà le partite di tennis rimangono quasi sullo sfondo (tranne l'ultima sfida) con bravissimi attori.
Emma Stone rimane probabilmente troppo bella per essere somigliante alla vera King, ma mi è sembrata davvero molto convincente nella sua interpretazione. Le scene passionali assieme a Andrea Riseborough risultano poi davvero "hot" senza mostrare praticamente nulla.
Grandioso Steve Carrell, lui sì davvero somigliante, almeno fisicamente, al vero Bobby Riggs; riesce perfino a rendere il suo personaggio quasi per nulla sgradevole (nonostante il suo spudorato sessismo, almeno a parole) ma anzi, alla fine si prova quasi pena e compassione per lui.
Ci stava almeno una candidatura all'Oscar, per uno o per l'altra, a mio modesto parere.
Ritroviamo un buon Bill Pullman (il suo sì che è un personaggio che ti ritrovi a odiare) e brava è anche Sarah Silverman.
Regia dei coniugi Valerie Faris e Jonathan Dayton nella media, con qualche passaggio azzeccato.
Le atmosfere degli anni '70 sembrano comunque ricreate bene.
Buone anche le scene degli incontri di Tennis, nella quali hanno usato, ovviamente, dei tennisti professionisti come controfigure.
Un film consigliato.


VOTO: 7



domenica 19 agosto 2018

GERONIMO -Mini Recensione-

Bel western dai toni epici firmato Walter Hill, purtroppo sottovalutato e snobbato nel 1993, anno della sua uscita.
Il film, ovviamente, narra le gesta di Geronimo durante il suo ultimo periodo da ribelle nei confronti degli Stati Uniti d'America che vorrebbero rinchiuderlo in una riserva.
Ottimo il cast, partendo da Wes Studi nei panni del famoso condottiero (nessun altro attore nativo americano avrebbe potuto interpretarlo, almeno nel 1993), passando da Jason Patric nei panni del tenente della cavalleria che dà la caccia a Geronimo, arrivando fino a un giovanissimo Matt Damon, che è anche la voce narrante del film.
La presenza di due mostri sacri come Gene Hackman e Robert Duvall è la classica ciliegina sulla torta.
Regia di Hill solida, sicura e senza fronzoli.
Il regista dimostra ancora una volta una gran propensione per il western, con atmosfere alla John Ford (specialmente in questa pellicola). Se solo fosse nato qualche anno prima, quando questo genere era ancora all'apice...
Da segnalare l'ottima colonna sonora composta da Ry Cooder, collaboratore abituale di Hill.

VOTO: 7+