Elucubrazioni, recensioni, curiosità varie sui miei film, registi, romanzi e scrittori preferiti.

giovedì 23 novembre 2017

BORG McENROE -Mini Recensione-

Un bel film sportivo (ma non solo), che narra della rivalità di due campioni del tennis di primi anni '80.
Siamo dalle parti di Rush del regista Ron Howard; non ci sono le sfide a bordo delle veloci auto di F1 guidate da Lauda e Hunt, ma gli scambi sull'erba a colpi di racchette di legno risultano altrettanto avvincenti.
L'attore  svedese Sverrir Gudnason è molto somigliante al suo connazionale Borg, mentre Shia LaBeouf punta più sulla performance recitativa, riuscendoci alla grande. Tra i due, è quello che mi ha convinto di più.
L'atmosfera di inizio anni '80 è ricreata bene, parrucche posticce a parte.
La regia del danese Janus Metz non è male, anche se priva di originalità. Tutti gli attori sono ben diretti, comunque. Forse ci sono troppi flash back, anche se alla fine il filo narrativo è gestito bene e non crea poi così tanta confusione. Buone anche le musiche.
Credo che però abbiano usato delle controfigure durante la riproduzione della finale di Wimbledon del 1980, almeno per i campi lunghi con gli scambi più veloci. Penso anche che abbiano utilizzato i filmati originali, ma non ci metterei la mano sul fuoco.
Il match finale tiene proprio sulle spine, anche se chi è appassionato di Tennis (come il sottoscritto) sa benissimo come andrà a finire. Ed è un pregio non da poco.


VOTO: 7+






lunedì 13 novembre 2017

BEVERLY HILLS COP -Mini Recensione-

La prima avventura di Axel Foley, lo sbirro più fuori di testa della storia del cinema.
Da questo film probabilmente sono nati i più noti cliché degli action che conosciamo: il poliziotto ribelle, poco incline alla disciplina, che finisce per indagare sul caso per conto suo; il cattivo ti turno apparentemente intoccabile; le sparatorie alla cieca facendo fuoco con la pistola da dietro un muro, senza guardare (e andando miracolosamente a segno), ecc.
E' però una pellicola invecchiata un po' male, anche per via del look da anni '80 e le musiche elettroniche dell'epoca (che a me comunque piacciono).
Ho trovato la regia di Martin Brest a tratti troppo statica, ma tutto sommato Eddie Murphy funziona, sia nelle scene d'azione che, ovviamente, in quelle da commedia.
Un altro di quei film simbolo dei (più o meno) mitici "eighties", che metterei dietro solo a Top Gun e all'inarrivabile Ritorno al Futuro, quest'ultimo vera icona cinematografica di quell'epoca.

VOTO: 6,5





venerdì 10 novembre 2017

BEVERLY HILLS COP 3 -Mini Recensione-

Terzo capitolo della saga con Axel Foley, diretto probabilmente per questioni alimentari da John Landis
Questa volta il nostro piedipiatti di Detroit torna a Los Angeles seguendo le tracce del criminale che ha ammazzato il suo capo, ritrovandosi in un parco dei divertimenti...
L'idea di partenza secondo me non era nemmeno male, ma ambientare praticamente l'intero film in Luna Park alla lunga stanca. Lo sceneggiatore è lo stesso del primo Die Hard ma qui non c'è Bruce Willis nei panni di McClane.
Rivedendolo dopo anni, c'è da dire che effettivamente mi è parso migliore del secondo capitolo; almeno qui ci sono parecchie gag che vanno a segno e anche i comprimari, Judge Reihnold su tutti, funzionano meglio.
La regia di Landis è forse troppo "vecchia scuola" per un action degli anni '90, sopratutto se messa al confronto con gli altri film della serie. L'ho trovata molto statica ed elementare.
Funzionano meglio le scene di humor rispetto a quelle action, ma non è così pessimo come ricordavo o dicono in giro.

VOTO: 6





lunedì 6 novembre 2017

BEVERLY HILLS COP 2 -Mini Recensione-

Ricordavo meglio il terzo capitolo e pensavo fosse quello il peggiore della saga.
Mi sbagliavo.
Ho fatto davvero fatica a seguire la trama di questo sequel, tanto che ancora adesso penso di non averci capito molto: i cattivi facevano delle rapine per accumulare soldi e comprare delle armi da rivendere in America centrale? Siamo seri?
Non mi sono nemmeno divertito più di tanto, anche perché le battute di Murphy non vanno sempre a segno, a differenza del primo film (almeno in lingua originale). La regia di Tony Scott è fracassona e confusa, così come il montaggio, che ho trovato piuttosto grezzo e approssimativo nelle scene d'azione.
Anche il trio protagonista, Murphy, Reinhold e Ashton, pare piuttosto fiacco.
E non si nota che Tony Scott ebbe una relazione con la Nielsen, durante le riprese, vero? Per nulla proprio...
Uno dei temi musicali del film, poi, è una specie di copia di un pezzo di John Carpenter e Alan Howard composto per Fuga da New York; ricordate l'arrivo del "duca" a bordo della Limousine con i lampadari? Ecco, qui abbiamo un brano quasi identico, secondo me un vero e proprio plagio.
In conclusione: non un bel film.

VOTO: 5







domenica 5 novembre 2017

INFERNO -Mini Recensione-

Terzo film tratto dai romanzi di Dan Brown con Tom Hanks nei panni di Robert Langdon, questa volta ambientato (in parte) a Firenze.
Credo sia il peggiore della trilogia (spero sia anche l'ultimo), con un Hanks invecchiato e, assieme a quasi tutto il resto del cast, piuttosto annoiato.
Regia del discontinuo Ron Howard non pervenuta; probabilmente anche lui pensava solo a girare in fretta e furia questo pessimo film e incassare i soldoni.
Mi chiedo se gli imbarazzanti passaggi di sceneggiatura siano farina del sacco di Dan Brown o dello sceneggiatore David Koepp; come all'inizio del film, quando Langdon, in preda ad amnesia, non si ricorda la parola caffè ma rimembra esattamente il proprio indirizzo mail (WTF?), o quando riesce ad eludere la propria cattura semplicemente usando un'uscita secondaria del palazzo in cui si trovava. Per non parlare dei passaggi segreti dei luoghi d'arte di Firenze che conosce solo lui, alla faccia di chi lì ci lavora da anni. La trama è totalmente implausibile, quindi.
La colonna sonora è dell'immancabile Hans Zimmer (ormai è ovunque), che per fortuna si è trattenuto: ci mancava solo il suo solito commento musicale pomposo, ripetitivo e ridondante.
In pratica si tratta soltanto di un'operazione commerciale che sfrutta l'ennesimo libro di successo di un pessimo romanziere.
E da un brutto romanzo si può ricavare solo un orribile film.

VOTO: 4





sabato 4 novembre 2017

CODICE D'ONORE -Mini Recensione-

Un classico dramma giudiziario in salsa militare.
Nella base militare di Guantànamo due militari vengono accusati dell'omicidio di un loro commilitone. Toccherà ad un giovane avvocato del JAG dimostrare la loro innocenza...
Bel film, diretto con mano sicura e senza fronzoli da Rob Reiner, con un Tom Cruise incredibilmente in parte, una bella e brava Demi Moore ma un Jack Nicholson forse un po' troppo sopra le righe come al solito. Da segnalare anche Kevin Bacon, attore molto versatile.
Tutto perfetto (o quasi), anche se c'è una scena che proprio non ho digerito: verso l'inizio assistiamo ad un colloquio tra il colonnello Jessep (Nicholson), il tenente Kendrick (Kiefer Sutherland) e il tenente colonnello Markinson (T.J. Walsh) nel quale vengono fornite informazioni allo spettatore che i protagonisti del film scopriranno solo a 3/4 della storia.
La scena, tra l'altro, a livello temporale si colloca prima dell'antefatto  (la morte del soldato) quindi la trovo decisamente inutile. Anzi peggio: praticamente toglie qualsiasi dubbio su chi ci sia dietro la sua morte.
Posso capire che si debba odiare il personaggio di Nicholson, ma così è quasi come spoilerare il finale.
Ed è per questo motivo che il mio voto finale non è particolarmente alto.


VOTO: 7




giovedì 2 novembre 2017

NOME IN CODICE: BROKEN ARROW -Mini Recensione-

Ecco un altro tipico action movie degli anni '90.
In pieno deserto dello Utah, due piloti di caccia Stealth si contengono il recupero delle bombe nucleari che stavano trasportando; il "buono" Slater e il cattivo Travolta...
Il plot  di Graham Yost (lo stesso sceneggiatore di Speed) è interessante ma ci sono troppe assurdità ed esagerazioni che, alla fine, rovinano la storia, oltre a vari cliché tipici di certe pellicole d'azione.
Non amo troppo John Woo ma qui la sua regia è meno ridondante del solito (per fortuna).
John Travolta fa il solito cattivo sopra le righe, a volte davvero insopportabile (per come recita) mentre Christian Slater è perfetto nel ruolo dell'impavido eroe che cerca di risolvere la situazione, aiutato da Samantha Mathis, la bella e tosta ragazza di turno, 
C'è anche la colonna sonora di Hans Zimmer, grazie al cielo piuttosto minimal, con sintetizzatori e chitarra elettrica.
Insomma: un action movie non del tutto riuscito (molto meglio il coevo Pioggia infernale, sceneggiato dallo stesso Yost e sempre con Slater)  ma che si lascia ancora guardare dopo più di 20 anni.

VOTO: 6.5