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domenica 26 aprile 2020

HIGHLANDER - L'ULTIMO IMMORTALE -Mini Recensione-

Ecco la storia di Connor MacLeod, un "immortale", nato in Scozia nel 1500 (o giù di lì) e sopravvissuto fino ai giorni nostri (nel caso specifico il 1986) combattendo a colpi di spada con altri "immortali" che possono essere uccisi solo se vengono decapitati...
Ok, il plot di partenza, almeno nel 1986, sembrava geniale, ammettiamolo.
Rivendendo il film (credo) per intero per la prima volta, dopo molto tempo, sono rimasto frastornato.
Christopher Lambert non doppiato è proprio un pessimo attore (uno dei peggiori che abbia mai visto) e in quegli anni riusciva a tenersi a galla solo per l'aspetto fisico e una parvenza di presenza scenica.
Mi chiedo pure se sia stato doppiato nella scene in flashback in cui, in teoria, dovrebbe parlare con un marcato accento scozzese, vista la sua scarsa padronanza dell'inglese.
Sean Connery, attore scozzese per eccellenza, paradossalmente è stato chiamato a interpretare Ramirez, il mentore di MacLeod (che, a dispetto del nome, nel film risulta essere di origini egiziane!).
Il cattivo di turno, Kurgan, è un sadico pazzoide che nell'età contemporanea va in giro vestito come Terminator, mentre i poliziotti sono tutti idioti, insignificanti e violenti.
La pellicola sconfina parecchie volte nel trash e lo stile da "videoclipparo" dell'australiano Russell Mulcahy non aiuta. Il montaggio è secco e veloce, pure troppo, visto che le scene sembrano tagliate con l'accetta. La regia, nel complesso, è grezza e superficiale (anche se nei primi anni '80 molti film erano girati in quel modo).
Nostalgiche le musiche dei Queen, che qui hanno un arrangiamento più elettronico rispetto a quelle pubblicate nell'Album.
Il film è invecchiato davvero male, purtroppo.

VOTO: 5


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